Inaugurazione Libreria 09 Novembre 2014

Il 09 Novembre 2014 ci sarà l’Inaugurazione della Libreria la Casa sull’Albero in Via Gramsci n. 55 a Cassano delle Murge.
Vi aspettiamo numerosi.

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Del sogno che la libreria invisibile un giorno lasci spazio ad una libreria vera…

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Sono passati quasi due mesi dal mio ultimo post e che mesi… Ti dicono che è bellissimo inseguire i propri sogni, ma non ti raccontano la fatica che ci vuole, le notti insonni, le giornate di sconforto, le centomila email ai fornitori e millemila fax che dovrai inviare alla Telecom per attivare una dannatissima linea telefonica. Quando però tutto passa e tu riesci a uscirne indenne, quando un puntino di luce si accende in fondo ad un tunnel di incombenze che credevi dovesse non finire mai, quando inizi a sistemare i libri sugli scaffali e tutto ti sembra finalmente vero, allora ti viene da ridere e da piangere, per la gioia questa volta.

“Del sogno che la libreria invisibile un giorno lasci spazio ad una libreria vera” scrivevo alla nascita di questo blog. La casa sull’albero aprirà il 9 novembre e questo traguardo lo devo un po’ anche a chi in questi anni mi ha seguita sul blog e mi ha aiutata a far crescere la libraia che è in me.

Una libreria vera apre i battenti ma Le librerie invisibili non chiudono qui la loro storia: continueranno ad essere il mio avamposto sul web e troveranno il loro spazio sul sito de La casa sull’albero. Presto vi farò sapere come continuare a seguirmi.

Nel frattempo incrociate le dita per la mia inaugurazione!

 

 

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Il “peso” dell’amore

Vi vedo storcere il naso. Eh no, ma quale peso? L’amore dovrebbe ispirare leggerezza, leggiadria, altrimenti che amore è?

Eppure l’amore pesa. Lo conferma il Pont des Arts, classica meta degli innamorati a Parigi, che è crollato sotto il peso di migliaia di lucchetti. Per crollato, non vorrei farla tragica, si intende che è venuta giù una parte del parapetto che ha costretto le autorità a transennarlo per qualche giorno e a ingegnarsi per elaborare soluzioni alternative per le promesse d’amore dei fidanzatini.

La moda dei lucchetti, se continua così un giorno ne scriveranno nei libri di scuola, per chi non lo sapesse (dubito esista ancora qualcuno ignaro della loro origine) nasce con Federico Moccia e il suo bestseller, se mi concedete l’unico libro accettabile che ha scritto, Tre metri sopra il cielo. Il bestseller, circolato sottobanco tra la gioventù romana ed edito da Mondadori nel 2008, ha lasciato dietro di sé strascichi significativi: dalla consacrazione di Riccardo Scamarcio a sex symbol

alle scritte sui muri che ingentiliscono le facciate

ai famigerati lucchetti.

Ora, come tutte le mode che ad un certo punto dilagano senza limiti e confini, io spero che i giovani di tutta Europa abbiano perso la cognizione dell’origine di questa usanza o almeno che la voce non sia arrivata ai francesi, altrimenti rischiamo di farci recapitare la fattura per i costi sostenuti dal comune di Parigi per risollevare il ponte.

Le notizie del crollo risalgono a giugno. Le ultimissime novità riguardano invece la proposta alternativa che il comune di Parigi lancia alle giovani coppie di lucchettari. Love without locks: ovvero fatevi un selfie a Parigi, pubblicatelo su un sito appositamente creato per voi e smettetela con questi lucchetti che fanno crollare i ponti.

Parigi, selfie al posto dei lucchetti per salvare i ponti

Il Comune in ogni caso non esclude, se la moda non accennasse ad arrestarsi, di progettare un’installazione apposita per gli aficionados del lucchetto.

Moccia, hai visto cosa hai combinato? Se voi foste chiamati a decidere sulla questione cosa proporreste?

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Marina Bellezza

Di bello c’è solo l’autografo che l’Avallone mi ha fatto in prima pagina. Ok, lo so, non è il modo migliore per cominciare una recensione, infatti questa frase in origine l’avevo riservata per la fine del post. Il problema è che non ho proprio trovato un altro modo per cominciare a parlare di questo… disastro? della Avallone. Non è mia abitudine essere così categorica nelle stroncature, ma ogni volta che ci pensavo tornavo a salvare solo lui, l’autografo con dedica. Il contenuto della dedica però ve lo svelo solo alla fine, così mi faccio perdonare per l’incipit che non ispira neanche un po’ di suspance.

Il fatto è che l’Avallone mi ha spiazzata. Non che mi aspettassi il capolavoro, sia chiaro. Però, io sono stata tra quelli che in passato hanno difeso la sua opera prima, vedendoci qualcosa di più dell’abile architettura di marketing che l’aveva sostenuto. Io di Acciaio avevo parlato bene, l’avevo trovato interessante come esordio, avevo presagito che la Avallone sarebbe cresciuta come autrice.

Poi ho letto Marina Bellezza e ho pensato che fosse solo una grande operazione di marketing. La ragazza prodigio di Rizzoli doveva uscire con un nuovo libro prima che la gente si dimenticasse di lei e di certi battibecchi estivi tra Bruno Vespa e Michela Murgia. Così è venuto fuori Marina Bellezza, che già il titolo è di una bruttezza esasperante, se me lo concedete. Alla pari con Scusa ma ti chiamo amore e simili. E anche il contenuto è mocciano, non del Moccia di Tre metri sopra il cielo che io pure ho difeso, ma del Moccia tardivo, quello più avvezzo ai polpettoni melodrammatici, alle eterne tragico romantiche storie d’amore tra la ragazza povera ma bella e il ragazzo ricco ma ribelle, in tutte le salse e le varianti. Ecco confezionato Marina Bellezza, un romanzo senza né capo né coda, noioso e ripetitivo, nel quale la Avallone mixa una serie di elementi in voga a scelta tra i dissennati palcoscenici televisivi, il ritorno alla natura, la corruzione del mondo urbano, la purezza della vita eremitica tra le montagne, il marciume della classe dirigente e la disperazione della ragazza povera ma bella, nata male e vissuta peggio ma terribilmente determinata a farsi largo nel mondo, mentre il suo lui nato ricco ma infelice la osserva corrompersi inerte.

Credo di averne detto male abbastanza, del libro voglio precisare, non della Avallone che dal vivo mi è sembrata una ragazza molto gentile e simpatica e che sono sicura rimedierà al passo falso di Marina Bellezza.

Veniamo quindi alla dedica, che dice così:

A Giulia, l’unica strada giusta è quella che ti rende felice. CREDICI e sarai una libraia straordinaria.

Con affetto, Silvia Avallone

Grazie Silvia, spero di poter consigliare il tuo prossimo libro quando la libreria sarà aperta. Ne approfitto anche per ringraziare tutti i miei lettori che tra i commenti sul blog e su Facebook mi hanno espresso tutto il loro entusiasmo per l’avventura che sto per intraprendere. Voi siete stati i primi testimoni di questa impresa, avrete sempre un ruolo speciale.

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Capitano, mio capitano

Venite amici, che non è tardi per scoprire un nuovo mondo.
Io vi propongo di andare più in là dell’orizzonte, e se
anche non abbiamo l’energia, che in giorni lontani mosse la
terra e il cielo, siamo ancora gli stessi, unica ed eguale
tempra d’eroici cuori, indeboliti forse dal fato, ma con
ancora la voglia di combattere, di cercare, di trovare
e di non cedere.

Addio capitano, mio capitano.

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Coming soon

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Cari amici, sono sparita. Ho cercato di curare il blog finché il mio cervello è stato definitivamente preso da qualcos’altro. Quella che vedete in foto è la mia libreria o meglio lo diventerà quando riuscirò ad arredarla, ordinare i libri, appendere un’insegna sulla facciata (fossero solo queste le cose che devo ancora fare…). Volevo rendervi partecipi e dirvi che tornerò sul blog come libraia reale e non più virtuale.

Le librerie invisibili diventano una libreria vera, stento a crederci anch’io. Incrociate le dita per me.

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