Archivi tag: gramellini

Madri

Oggi vi voglio parlare di due libri che casualmente si sono intrecciati nelle mie letture. Non avevo in programma di leggere nessuno dei due ma spesso, come le cose che capitano per caso, i libri non scelti possono rivelarsi i migliori. Il primo è molto noto, da mesi nelle classifiche di vendita in Italia: Fai bei sogni di Massimo Gramellini. Il secondo è un ebook, si chiama Madri e mi è stato inviato dall’autrice Maria Grazia Giordano. Quello che lega queste due letture, che io per puro caso ho fatto una di seguito all’altra, è il tema della maternità, in tutte le sue espressioni: maternità negata, maternità subita, maternità consapevole e rifiutata. Tutte sono storie d’amore e di dolore, di ricerca di se stessi.

Ho opposto molte resistenze all’acquisto del libro di Gramellini. L’ultima riga delle favole non mi era piaciuto per niente perciò avevo deciso che non avrei letto più nulla di suo. Mi sono fatta tentare dall’ebook e dalla posizione persistente nei primi posti della classifica di vendite da mesi e mesi. Ho deciso di dargli una seconda possibilità. Confermo che nel suo modo di scrivere per me c’è qualcosa che non convince, che non mi prende del tutto. Ma al di là di questa impressione del tutto soggettiva non posso fare a meno di riconoscere nella storia di Gramellini la profondità di una confessione fortissima. L’autore mette nero su bianco la sua anima, la storia della sua vita e l’influenza che ha avuto in lui il rapporto con la madre, scomparsa quando era piccolo. E’ una storia che porta con sè un segreto che Gramellini scoprirà solo a 40 anni, che il lettore scopre solo alla fine del libro, ma che lo aiuta alla fine a fare pace con la madre e attraverso lei con se stesso.

Madri invece è stato una piacevole scoperta. Inizio col dirvi che è un ebook, che costa solo 89 cent e che è scaricabile su Amazon. Se non avete un ebook reader potete anche leggerlo sul pc in PDF visto che è molto breve ma davvero intenso. Non so se la sua autrice abbia preso direttamente la via del web o se abbia proposto prima la pubblicazione ad una casa editrice ma questo libro meriterebbe una forma cartacea. Se lo avesse scritto un’autrice affermata sicuramente la avrebbe. Lo immagino pubblicato da una casa editrice importante, stampata su carta spessa e ruvida, con una copertina di cartone. Avrete capito che il libro mi è piaciuto davvero molto. La storia procede per binari paralleli sui quali sei donne snodano il loro percorso di maternità. Sono storie di dolore e di amore: procreazione assistita, aborto, malattia, violenza sessuale, emigrazione. Eppure sono anche storie di grande speranza. Io leggendo ho percepito una grande forza di positività, un impulso spirituale, l’Amore che spinge una madre a superare qualsiasi ostacolo.

Essere madri è un atto di onnipotenza. Il desiderio di essere madre, l’attesa di essere madre è il caos primordiale. Può generare stelle danzanti o nere voragini. L’amore e il dolore ci assolvono dal peccato orginario di conoscere e di voler essere madri. Comunque per sempre. Che lo diventi o no, una donna è per sempre madre.

La frase che ho trovato più bella in tutto il libro è proprio questa conclusiva. Che lo diventi o no, una donna è sempre madre. Per questo io consiglio questo libro ad ogni donna a prescindere dall’aver messo al mondo un figlio o dal volerlo fare. Si ritroverà comunque nelle parole di queste donne.

Annunci

15 commenti

Archiviato in Esordienti, Recensioni, Siamo donne...

L’ultima riga delle favole

Se state pensando che questo titolo non vi è nuovo fermatevi subito, non è del bestseller di Massimo Gramellini che vi voglio parlare. Ottimo titolo e copertina interessante, ma tanto noioso da non essere riuscita non dico a finirlo, ma neppure a cominciarlo sul serio.

In realtà ho rubato il titolo a Gramellini per parlare di una mia personale mania di lettrice della quale vi accennavo alla fine del post precedente. Tutti noi credo abbiamo dei riti quando compriamo qualcosa. In particolare i libri c’è chi li sceglie dal titolo, chi da dalla copertina, chi si legge tutto un autore o un filone. Sono metodi sacrosanti che io in genere condivido ma che vengono un pò a cadere quando ci si trova di fronte ad un autore sconosciuto.

Ecco, io ho una teoria. In genere quando si scrive qualcosa, anche di banale, la prima e l’ultima frase sono pensate per essere le più pregne di significato e della cifra stilistica dell’autore. Gli appassionati di incipit sono tanti. C’è chi ci ha scritto libri interi raccogliendo i migliori incipit dei romanzi. Io sono appassionata di finali, qualcuno li chiama explicit. Quando compro un libro io in genere devo testare il finale. Ti rovini la sorpresa, penserete. Un falso mito in realtà, sono meno di quanti si pensi i libri che si chiudono con “E vissero felici e contenti”. Nessun bravo autore chiude la sua storia così banalmente. Per questo io, che per le conclusioni magistrali invece non sono particolarmente  portata, ho deciso di chiudere ogni mio post su un libro con la sua frase finale.

Ah, L’ultima riga delle favole era un regalo, perciò non conta molto come finisce.

2 commenti

Archiviato in Curiosità