Archivi categoria: Libri per bambini

Viva la mamma!

Se siete passati di qui ultimamente avrete pensato che queste librerie stanno diventando davvero invisibili, anche troppo visto che non scrivo da un po’. Nella home vi guardo osservare le classiche balle di fieno che rotolano, un po’ come quelle che ci sono nella mia mente quando in questo periodo cerco disperatamente di focalizzarmi sull’argomento libri. La verità è che sto facendo una cosa difficile che riguarda la mia libreria, quella vera che spero aprirà i battenti prossimamente, l’assortimento. Vi auguro di non doverlo pensare mai l’assortimento iniziale di un’attività commerciale, meno che mai di una libreria. All’inizio è divertente sfogliare i cataloghi, scoprire le case editrici, ma alla lunga è terribilmente difficile scegliere i libri uno per uno, scommettere su un gruppetto di loro e non su altri, investire soldi e spazio per averli sperando di non aver sbagliato titolo. Per inciso, potrei averli sbagliati tutti, ma pazienza…correggerò il tiro un po’ alla volta.

Intanto però fatico a pensare ai libri in maniera leggera e distaccata come facevo tempo fa, spero di tornare a farlo quando la situazione si sarà un po’ stabilizzata.

Oggi mi andava di consigliarvi qualche bel libro dedicato alle mamme. Ci tengo a sottolineare che pur essendo libri per bambini in realtà io li trovo tutti adattissimi ad essere regalati alle mamme di tutte le età. Spesso infatti trovo riduttivo relegare l’albo illustrato alla sola letteratura per l’infanzia. Dovete sapere che all’estero esiste un mercato dell’illustrato per adulti che da noi non funziona affatto. Spesso gli illustrati sono piccole opere d’arte, pezzi da collezionare e da esporre nelle librerie di casa, ma noi ci ostiniamo a comprarli solo ai bambini (a dire il vero pochi anche a loro!).

Ci sono moltissimi bei libri dedicati alle mamme, ma io vi segnalerò i più belli tra quelli che ho avuto personalmente la possibilità di sfogliare.

 «La prima volta che ho camminato, sono caduta. La prima volta che sono caduta, mi sono rialzata. La prima volta che mi sono rialzata, ho camminato».

C’era una mamma e c’era un papà. Una mamma e un papà che avevano tutto ciò che si potesse desiderare: le stelle alla finestra, le coccinelle sull’albero di mele, una bottiglia di latte nel frigorifero.
Ma non avevano nessun bambino nel portaombrelli…

 

Topipittori - Che cos’è un bambino?   - copertina

Un bambino è una persona piccola,

E’ piccolo solo per un po’, poi diventa grande.

Cresce senza neanche farci caso.

Piano piano e in silenzio, il suo corpo si allunga.

Un bambino non è un bambino per sempre.

Un bel giorno cambia.

 

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Il cuore della mamma non è solo un muscolo che batte di continuo. È un luogo magico dove succedono cose straordinarie. Il cuore della mamma è legato a quello del figlio da un filo sottilissimo, quasi invisibile.

Questi sono libri che alle mamme piacciono un sacco, le fanno ridere e commuovere.

E voi? Conoscete altri bei libri che parlano delle/alle mamme? Cosa regalerete alle vostre mamme per la loro festa?

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Sovversiva Peppa Pig

Peppa Pig è di sinistra, canterebbe oggi Gaber. Pare che la maialina più amata dai bambini italiani sia in realtà una pericolosa sovversiva: comunista, femminista, ambientalista e chi più ne ha più ne metta. Così titola il Guardian (il commento italiano all’articolo lo trovate su Il manifesto) riprendendo ironicamente il post del giornalista Piers Akerman pubblicato nel suo blog sul Daily Telegraph.

Ora, Peppa Pig e il suo successo sono un mistero per ogni persona sopra i sei anni di età. La metà del mondo costituita dai bambini sotto i sei impazzisce per ogni puntata, libretto o gadget a forma di maiale, l’altra metà la detesta, anche in maniera ingiustificata. Ho visto decine di genitori entrare in libreria sbraitando: “Peppa Pig no! Tutto tranne Peppa Pig!” e non sono riuscita a spiegarmi il perché. Se ai bambini piace ed è un personaggio positivo, allora perché no? Deve piacere a loro mica a noi. Dovremmo rallegrarci che sia finito o almeno messo in secondo piano il successo di bamboline deleterie per l’autostima (ve l’ho mai detto che odio Barbie da sempre?) o di mostri violenti e cattivi.

Peppa è rosa, allegra e piena di buoni sentimenti. Ecco, i buoni sentimenti, mica tanto buoni secondo Akerman. Ecco l’elenco delle colpe di Peppa:

  1. Intanto la maialina ha amici di tutte le razze: non solo maiali ma anche conigli, pecorelle ed elefanti, ognuno con le proprie abitudini ma tutti amici. Un mondo ”fantasioso e troppo lontano dalla realtà”, pare.
  2. Maschi e femmine giocano insieme agli stessi giochi. Propaganda all’omosessualità, dicono.
  3. Mamma Pig lavora e Papà Pig cucina o passa l’aspirapolvere. Inoltre nel cartone ci sono mamme single. Insomma un chiaro messaggio femminista secondo Akerman.
  4. Mamma e Papà Pig spesso incoraggiano i figli a vivere nella natura, a fare la raccolta differenziata  e sottolineano che i beni materiali non sono importanti. Ambientalisti e pure comunisti.

Insomma dove andremo a finire se i cartoni animati insegnano queste brutte cose?

Lunga vita a Peppa Pig, di gran lunga il personaggio dei cartoni animati più interessante degli ultimi anni.

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Vango. Tra cielo e terra

Leggo libri per ragazzi per esigenze di formazione, ma dovrei leggerli per passione, perché quando si comincia a conoscerli quasi ti passa la voglia di leggere libri per adulti. A volte i confini sono molto sottili, altre volte effettivamente la classificazione oscilla tra young e young adults con le inconsistenti differenze che possono esserci oggi tra giovani e giovani adulti. Soprattutto perché, i libri per ragazzi delle migliori case editrici hanno trame forti, profonde, appassionanti che non hanno niente da invidiare ai migliori romanzi per adulti e sono superiori a tanti libri di una piattezza esasperante. Se la solita narrativa non vi convince provate pure a pescare dallo scaffale dei ragazzi, non ve ne pentirete.

Vango di Thimothée de Fombelle, è proprio il caso di dirlo, è uno di questi straordinari libri per ragazzi. Consigliato dai 12 anni, ma per me consigliatissimo a tutte le età. Ho letto il primo capitolo della saga in due giorni e muoio dalla voglia di precipitarmi a comprare il secondo tomo. Chi è Vango? Bella domanda: se provassi a raccontarvi tutti i protagonisti di questa storia non mi basterebbe un pomeriggio. Vi dirò solo che è un ragazzo -l’eroe adolescenziale con cui immedesimarsi è un requisito fondamentale- dalle origini misteriose. I suoi genitori sono scomparsi, è stato allevato da una bambinaia dopo un avventuroso naufragio alle isole Eolie, ha vissuto in un monastero segreto di monaci sovversivi, è stato sul punto di farsi prete, ora è ricercato dalla polizia francese che lo accusa di omicidio ma anche da altri loschi figuri, russi al comando di Stalin. Detto così sembra un minestrone e in effetti io ne so ancora troppo poco per sbrogliare la matassa, ma vi assicuro che la storia è bella e avvincente fino all’ultima pagina. L’avventura poi si snoda dagli anni ’10 agli ani ’30 del XX secolo. Sullo sfondo la presa di potere delle grandi dittature del Novecento: Hitler, Stalin, Mussolini che non sono solo personaggi di cornice ma hanno un ruolo di primo piano nella vicenda narrata. Per esempio: cosa sa Setanka, figlia ottenne di Stalin? E cosa c’entra Hugo Heckner ingegnere tedesco inviso al regime e inventore dei mitici dirigibili? E ancora, la vita e i costumi dell’Europa tra le due guerre modniali, attraversata da un capo all’altro da questa storia intricata.

Thimotée de Fombelle è una scoperta, attendo di leggere il seguito di Vango e mi butterò sul suo Tobia. La narrativa per ragazzi dell’editore San Paolo anche: scordatevi i buoni sentimenti e i riferimenti religiosi a tutti i costi, è un’immagine di San Paolo molto stereotipata. Per i ragazzi pubblica belle storie, profonde, piene di valori ma anche avvincenti, avventurose, ben scritte. Fatevi un giro sul loro catalogo. E ovviamente regalate Vango per Natale (tomo 1, tomo 2 o cofanetto). A chi? Young, young adults… fate voi. Ma leggetelo!

Con questo post partecipo al Venerdì del libro del blog Homemademamma.

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Diverso come uguale

Eccomi qui! Ho saltato un po’ di Venerdì del libro del sito Home made mamma ma voglio tener fede all’appuntamento e parlare anche un po’ di libri per bambini.

Oggi vorrei parlarvi di un libro illustrato. Non è sempre semplice approcciarsi agli illustrati, perché si hanno dubbi riguardo all’età, alla complessità, alla comprensione della grafica. A volte ci sono illustrati bellissimi, straordinari, talmente belli che sarebbero da regalare agli adulti e non ai bambini che li troverebbero troppo raffinati e quindi poco comprensibili. L’illustrato che vorrei proporvi invece è decisamente per bambini, direi dai 6 anni, è di immediata comprensione e allo stesso bello e ben scritto.

Si chiama Diverso come uguale ed è pubblicato da Becco giallo, un meraviglioso editore di illustrati e fumetti per ragazzi ed adulti che vi consiglio di esplorare.
Becco giallo è un editore con una forte impronta politica, che si propone di raccontare ai bambini, ai ragazzi, ma anche di ricordare agli adulti, le pagine più difficili della storia d’Italia, i problemi sociali, le pagine di cronaca e i personaggi più controversi. Non tutti sono adatti ai bambini, attenzione! Molti di essi sono concepiti espressamente per un pubblico adulto, magari anche saturo di saggistica ma ancora curioso su ciò che gli accade intorno.

Diverso come uguale è la storia di un bambino, Leone e dei suoi amici speciali, che gli assomigliano molto, ma hanno qualcosa di diverso da lui. Sono bambini down, autistici o ciechi, ma sono anche bambini con due mamme o due papà, bambini stranieri, bambini normali, con gli stessi problemi di Leone: i mostri che si insinuano nei sogni di notte, l’antipatia per le verdure… Così Leone, grazie ai suoi amici speciale capisce che tutti i bambini sono diversi tra loro, ma sono anche uguali nei loro problemi e quindi che essere diversi è anche un po’ come essere uguali.

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E’ un libro molto bello, di facile lettura, che consiglio a tutti i genitori e gli educatori che vogliano spiegare ai bambini il tema della disabilità con molta semplicità e chiarezza. 

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Il barone rampante e il surrealismo

Qualche giorno fa è entrata in libreria una signora con una richiesta che ha messo a dura prova le mie (ancora scarse ahimè) capacità di libraia. La signora cercava, per la figlia undicenne, una raccolta di racconti surrealisti, dalla quale poter prendere ispirazione per il compito in classe di sabato.

Posto che la professoressa deve essere una tipa molto originale per chiedere agli alunni di scrivere un “tema surrealista”, la richiesta della signora mi ha davvero spiazzata. In primis perché ho studiato il Surrealismo più come corrente artistica che letteraria (se non come espressione poetica degli appartenenti al gruppo), in secondo luogo perché rendere la tematica comprensibile e non tediosa ad una ragazza di 11 anni mi è sembrato un’impresa titanica. Dopo un attimo di smarrimento ho fatto le dovute ricerche e ho scoperto che sarebbero classificabili come surrealisti Kafka, Poe e Buzzati. Ma io sapevo ben poco dei loro racconti e i romanzi non erano qualcosa di abbordabile per sabato.

E poi mi sono chiesta: ma non è che per farle capire il surrealismo obblighiamo questa ragazzina a leggere qualcosa del tutto inappropriato per la sua età? Ho esposto i miei dubbi alla madre  e abbiamo convenuto che sarebbe stato meglio cercare un “surrealista per bambini” o al massimo per adolescenti.

E mi è venuto in mente Calvino. Non so bene perché e sono ancora qui a chiedermi se era opportuno. In rete qualcuno lo definisce surrealista, altri parlano di iper realismo o di realismo magico. Io  ho pensato che la trilogia degli antenati potesse definirsi in qualche modo un po’ surreale e ho proposto alla signora il mio preferito dei tre: Il barone rampante.

Non è una fiaba, non è un romanzo realista, l’ho sempre classificata come un’allegoria. E’ la storia di un ragazzo che un giorno decide di salire su un albero, per sottrarsi alle brutture del mondo, e da quell’albero decide di non discendere mai più. Cosimo di Rondò, barone di Ombrosa, tiene fede al suo proposito conducendo un’esistenza separata ma non ascetica. Su quell’albero Cosimo si innamora di Viola, conosce personaggi famosi del tempo, diventa famoso a sua volta ed è amato da tutta la città di Ombrosa che si prende cura di lui. Un giorno si ammala e pur di non scendere dall’albero decide che anche la sua morte sarà aerea: si aggrappa al filo di una mongolfiera e scompare nel cielo.

Ho letto questo libro tanto tempo fa, forse all’età della ragazza alla quale avrei voluto farlo leggere (ma poi non la madre non me l’ha comprato, argh) e l’ho trovato molto bello e pieno di significati nascosti che allora non ero ben in grado di interpretare. Forse occorrerebbe rileggerlo, oggi capirei molto di più cosa voleva dirci Calvino.

Voi l’avete letto? Che ne pensate? Come l’avete interpretato? Ma soprattutto, è un romanzo surrealista o decisamente no?

Con questo post partecipo al Venerdì del libro del blog Home made mamma.

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Il cielo non ha muri

Cari amici, questa settimana non ho avuto tempo di scrivere niente. Per la prossima chiacchierata sui libri per adulti vi rimando all’inizio della settimana prossima. Invece voglio tenere fede al mio impegno con il Venerdì del Libro di Homemade mamma.

Questa settimana ho adocchiato in libreria un libro molto carino che parla di discriminazione, dei muri fisici e mentali che sorgono tra noi e il diverso. Il libro si chiama Il cielo non ha muri ed è scritto da Fernandez Paz Agustin.

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La storia parla di due bambini, Helena e Adrian, che sono amici per la pelle. Trascorrono insieme ogni momento, giocano insieme, si arrampicano sui rami di una grande quercia e si raccontano i loro desideri. Un giorno però cominciarono ad accadere cose strane, inspiegabili dal punto di vista dei bambini, ad esempio che improvvisamente la mamma non vuole più che Helena giochi con Adrian, oppure che gli abitanti dei due quartieri in cui vivono i bambini cominciano a guardarsi in cagnesco, e poi che tanti negozi chiudono, infine che sorge un muro tutto attorno al quartiere di Adrian che gli impedisce di uscire e di giocare con Helena. I bambini sono tenaci e non si rassegnano anche se il muro è pieno di regole: non si possono gettare oggetti e messaggi dall’altro lato, non si può arrampicarsi su un albero per guardare dentro, non si può far volare aeroplanini e aquiloni lungo il suo perimetro.

L’autore non specifica a quale contesto appartengono i bambini, né a quale nazione. A mio parere è una scelta fondamentale perché rende la storia universale e applicabile ad ogni situazione di discriminazione nel mondo. Nella fattispecie, è specificato solo nell’appendice del libro, il muro è quello di Israele, ma questa è una storia di portata tale da poterla raccontare e leggere ai bambini per spiegare tanti brutti pezzi di storia, dalla Shoa all’Apartheid fino alla Palestina dei giorni nostri.

I muri si possono abbattere, i bambini sanno come farlo, questo ci racconta Il cielo non ha muri.

Età consigliata: 7 anni.

Il libro è pubblicato da Piemme nella collana Il battello a vapore. Le illustrazioni sono di Desideria Guicciardini.

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Magarìa

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Quando ho inaugurato questo spaziosul web mi immaginavo libraia, con un’idea di libreria, devo ammettere, molto remota e ingenua, digiuna di settori e sottosettori, amante dei libri e niente più. Oggi ho idee più precise di cose significhi diventare librai e immagino di diventare una libraia per bambini. Ammetto di non saperne abbastanza, ma ho voglia di imparare e ho deciso, anche per questo, di leggere tantissimi libri per bambini d’ora in poi. Tutti quelli di cui ho bisogno per essere una brava libraia.

Ho deciso di darmi un appuntamento fisso, che coinciderà con il Venerdì del libro del sito Homemade mamma, per raccontarvi ogni settimana uno o più libri per bambini che mi sono piaciuti e che vorrei consigliarvi.

Oggi vorrei parlarvi di una novità in libreria, è uscito una settimana fa Magarìa, il primo libro per bambini di Andrea Camilleri. Camilleri è un maestro e anche in questa storia riesce a narrare con poesia e delicatezza e senza tradire il suo stile. La storia è quella di un nonno e della sua nipotina. La bambina racconta al nonno un sogno strano, che la trasporta in un mondo sconosciuto. Il nonno la ascolta divertito, ma poi la bambina scompare davvero e allora allerta tutti quanti. Qui Camilleri si supera perché, come nella tradizione di tante avanguardistiche rivisitazioni delle fiabe, lascia aperto il finale alla fantasia. Di conclusioni ne compone ben tre, ma lascia inteso che il bambino può inventare il finale che vuole. È un libro tenero, che racconta con dolcezza il rapporto nonno-nipote.

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Le illustrazioni sono di Giulia Orecchia e sono bellissime.

Età consigliata: direi a partire dagli 8 anni, ma anche prima se un adulto affianca il bambino aiutandolo a decifrare le parole siciliane che fanno parte dello stile di Camilleri e che compaiono qua e là nel testo.

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