Archivi categoria: Curiosità

Coming soon

wpid-img-20140718-wa0005.jpg

Cari amici, sono sparita. Ho cercato di curare il blog finché il mio cervello è stato definitivamente preso da qualcos’altro. Quella che vedete in foto è la mia libreria o meglio lo diventerà quando riuscirò ad arredarla, ordinare i libri, appendere un’insegna sulla facciata (fossero solo queste le cose che devo ancora fare…). Volevo rendervi partecipi e dirvi che tornerò sul blog come libraia reale e non più virtuale.

Le librerie invisibili diventano una libreria vera, stento a crederci anch’io. Incrociate le dita per me.

11 commenti

Archiviato in Curiosità

Masterpiece. Quando anche gli scrittori si iscrissero al talent.

Lo ammetto. Questa volta ho fatto la snob radical chic, categoria che terribilmente detesto. Prevenutissima, la settimana scorsa ho girato su Masterpiece e all’audizione di turno ho trovato lo scrittore sfigato-erotomane. Ho spento e sono andata a dormire. Ho dato ascolto ai pregiudizi, salvo poi pentirmene i giorni seguenti quando tutti commentavano la puntata e io mi sentivo terribilmente tagliata fuori. Così ieri sera ho deciso di dargli un’altra chance.

Risultato: non sono pentita di averlo guardato e neppure mi sono trasformata in una fan sfegatata. Insomma se state cercando un articolo che lo stronchi o uno che lo esalti state leggendo quello sbagliato. Io sono un po’ perplessa, non sono ancora riuscita a farmi un’idea precisa, voglio vedere come evolve. Nel frattempo però, mentre lo seguivo, ho buttato giù uno schemino di pro e contro che mi piacerebbe commentare con voi.

E dunque:

PRO

– I libri in tv. Fazio a parte, chi li vede mai? In un vecchio articolo, che prima o poi ho intenzione di proporvi, Baricco si interrogava sulle modalità per meglio spendere i fondi per la Cultura. Lui proponeva programmi sui libri in prima serata (e a Baricco bisogna render merito di aver condotto un programma bellissimo ai tempi, Pickwick), a Masterpiece hanno accordato la seconda serata su Rai3. Meglio di niente, no?

– L’importanza sociale accordata allo scrittore, alla capacità di scrivere, allo stile, alla lingua. Sottotitolo per le migliaia di aspiranti scrittori (spesso non lettori) nel nostro Paese: NON E’ UN GIOCO PER TUTTI.

CONTRO (e saranno più dei pro, almeno per il momento)

– Il programma ha un vizio di fondo, che difficilmente lo farà decollare. Se in altri talent siamo in grado di formarci un’idea, magari perché ascoltiamo la stessa canzone dei giudici o perché vediamo cucinare un cibo anche se non possiamo assaggiarlo, qui la partecipazione da casa è davvero minima. Anche un lettore forte ha dei problemi a giudicare un libro da una sola frase e la simpatia dell’autore è decisamente ininfluente.

– I giudici. Non critico i tre scrittori scelti per giudicare, bensì la scelta di non inserire nella giuria un rappresentante di coloro che davvero si occupano di selezionare i libri per le case editrici: gli editor, i responsabili di collana. Per esempio, visto che sarà la Bompiani a pubblicare il romanzo vincitore, sarebbe stato utile avere il responsabile per la narrativa italiana della casa editrice.

– Gli scrittori (anzi gli aspiranti). Ma avete visto quanto sono antipatici e presuntuosi? E non vi sembra singolare che siano per la maggior parte personaggi stravaganti? Spero che li abbiano selezionati per le loro opere e non la riuscita televisiva del personaggio.

E ora, un po’ di gossip sulla puntata di ieri sera. Io tifavo per la psicologa, non mi dispiaceva  la professoressa e il ragazzo slavo. L’avvocato mi sembrava un buon Fabio Volo e i giudici l’hanno etichettato così tante volte come Harmony che mi sorprendo sia arrivato allo scontro finale. La ragazza punkabbestia (anzi solo punk perché non è abbastanza ricca) che mette nella sua top five la Kinsella? E poi, se nel programma c’è la selezione, il top estratto dai 5000 manoscritti ricevuti, mi dite come fanno ad esserci scrittori che fanno errori grammaticali? Come se a Masterchef avessero preso dei tipi che non sapevano friggere un uovo. Cracco li avrebbe sbranati. Mi raccomando, prendete esempio. 

13 commenti

Archiviato in Chiacchiere in libreria, Curiosità

Audiolibri: 5 buoni motivi per provarli

https://i0.wp.com/www.ilnarratoreblog.com/wp-content/uploads/2008/05/audiolibro-mon-amour_grafica.jpg

Sono quasi certa di ciò che sto per dire: non avete mai letto/ascoltato un audiolibro. Se proprio non fate parte di quella ristrettissima minoranza che fino ad ora li ha sperimentati, credo anche di non sbagliare se dico che non vi attraggono e che difficilmente li provereste. Ebbene, mai dire mai. Io oggi proverò a fornirvi 5 buoni motivi per fare questo passo che, diversamente dall’acquisto di un ebook reader non è poi così drammatico. Tranquilli, non sono stata assunta dall’AEDA (Associazione Editori Audiolibri, eh sì ci sono anche loro), solo che a volte penso che noi lettori siamo terribilmente conservatori e restii ad aprirci a nuove forme di lettura. In questi giorni qualcuno mi ha detto che noi non compriamo libri, ma storie. Sono d’accordo solo parzialmente. In ogni caso tentar non nuoce.

E dunque:

1.       Gli audiolibri sono pratici, maneggevoli e viaggiano con noi. Anche i libri, lo so. Ma un audiolibro in MP3 pesa e ingombra meno, possiamo caricarlo sul telefono e dimenticare di portare un libro con noi in coda alla posta o dal dottore.

2.       Gli audiolibri si leggono da soli. E cioè tornano utili in tutte quelle situazioni in cui occhi e mani sono impossibilitati a seguire le righe e a girare la pagine. Che so… in macchina, mentre svolgiamo i lavori domestici. Infilate le cuffiette e potrete stirare senza le chiacchiere moleste di Barbara D’Urso in sottofondo.

3.       Gli audiolibri aiutano le persone che hanno problemi di vista. Non solo i non vedenti, ma anche gli anziani. Con l’avanzare dell’età diventa sempre più difficoltoso leggere e si perde il gusto di scoprire bei romanzi, diventando vittime della pessima tv.

4.       Gli audiolibri piacciono ai bambini e sono un ottimo passatempo durante i viaggi. Inoltre possono essere un buon mezzo per appassionare ai libri tutti quei bimbi che non amano leggere e anche quelli che ancora non sanno farlo.

5.       Gli audiolibri costano all’incirca quanto i libri. Potete provarli senza grossi investimenti e se poi non vi piacciono al massimo avrete sperimentato una cosa nuova.

Credo di avere motivi in eccedenza, perciò vi dico anche che in Italia molti audiolibri sono letti da grandi attori. Date un’occhiata al catalogo della Emons : tra gli interpreti di audiolibri ci sono nomi come Claudio Santamaria , Luigi Lo Cascio, Ottavia Piccolo, Paola Cortellesi, Isabella Ragonese, Laura Morante. Ci sono tanti autori che si prestano alle letture, come Carofiglio o Andrea Vitali. È in uscita Cuore di tenebra letto da De Gregori. E se pensate che non riuscirete mai a leggere l’Odissea o l’Eneide per intero, loro ve le leggono in 9 ore. Se vi piace il giallo, la Full Colour Sound fa leggere Sherlock Holmes a Francesco Pannofino. Giusto per citare le due maggiori case editrici nel settore. Per i bambini pare che Il trattamento Ridarelli letto da Neri Marcorè vada fortissimo.

Ma lo sapete che in Francia e Germania gli audiolibri vanno fortissimo? Centinaia di migliaia di libri già registrati contro i 1000 circa italiani. Non ne parliamo negli Usa.

Ascoltare un libro è proprio bello. Provare per credere.

E voi cosa ne pensate? Avete provato? Proverete? Vi ho messo almeno un po’ di curiosità?

Ah, se sarete a Torino sappiate che la Emons avrà uno stand. Passate a dare un’occhiata.

28 commenti

Archiviato in Chiacchiere in libreria, Curiosità

Il ritorni dei Ro.Ro.Ro, classici su carta di giornale

Collezioni: come state messi? Difficile non averci provato una volta nella vita. Quand’ero piccola tutti i miei amici collezionavano qualcosa. All’epoca andavano di moda le tessere telefoniche, ma avevo anche degli amici (decisamente più intellettuali) che da bambini collezionavano monete e francobolli. A me piacevano le cartoline, ma non andando da nessuna parte e non avendo così tanti amici che me le mandassero è stata una collezione morta presto. In realtà collezionare cose non mi piaceva affatto. Non ne capivo il senso: possedere cose tanto per il gusto di possederle? Non avevo trovato la collezione che faceva per me forse. 

E’ che per collezionare qualcosa non bisogna decidere in anticipo che si vuole farlo, credo. Bisogna innamorarsi di un oggetto e poi volerne un altro e un altro ancora. Io ad esempio qualche anno fa ho comprato un gatto di legno e di lì a poco ho cominciato a volere tutto ciò che trovavo a forma di gatto.

E i libri? Non li ho mai visti come una possibile collezione. Oggi qualcuno mi ha detto che ciò che vogliamo quando compriamo un libro è il suo contenuto, non il contenitore. Sono solo parzialmente d’accordo. Collezionare libri è una cosa per bibliofili, non necessariamente per lettori. I lettori solitamente comprano con criterio, basandosi su ciò che desiderano leggere, non con lo scopo di riempire i ripiani di una libreria. Ma non è detto. Ad esempio quando vengono pubblicate quelle collane di classici allegate ai giornali accade spesso di comprare tutta la serie, solo per il gusto di possederla, anche se non si è mai pensato di leggere proprio tutti quei titoli.

Se decidessi di buttarmi su una collezione letteraria io mi butterei sui ro.ro.ro. Cosa sono? I Rowohlt-Rotations-Roman sono gli antenati dei moderni tascabili. Heinrich Maria Ledig Rowohlt, editore tedesco, li inventò nel dopoguerra:

<![endif]–>

Con grande astuzia usò la poca carta concessa dagli americani stampando, in formato tabloid, su rozza carta di giornale, i grandi libri della letteratura mondiale, proibiti dal 1933 in Germania: da Joseph Conrad a I sotterranei del Vaticano di Andre’ Gide; da Sinclair Lewis a Fontamara di Ignazio Silone; da John Steinbeck a Faulkner, a Hemingway. Era nato il Rowohlts Rotations Roman, chiamato in breve ro.ro.ro. Il grande merito di questa attività pionieristica è stato quello di sprovincializzare una Germania cupa, triste, confusa, inondandola di milioni e milioni di copie di letteratura stupenda, al costo di solo 1 marco a copia.*

Oggi questa collana ritorna, per merito della casa editrice Clichy. Quattro i classici in prossima pubblicazione al prezzo di 1 euro: Le notti bianche, La leggenda del santo bevitore, Cuore di tenebra e Lo strano caso del dottor Dr. Jeckill e Mr. Hide. Peccato averli letti tutti, ma appena ne adocchio uno in libreria credo che lo acquisterò, se non altro per il gusto di collezionarli.

http://www.edizioniclichy.it/imageItem.php?img=img_pubblicazione/34/RO%20RO%20RO%20Stevenson.jpg&h=400http://www.edizioniclichy.it/imageItem.php?img=img_pubblicazione/37/RO%20RO%20RO%20Roth.jpg&h=400

Che ne dite? Vi piacciono? Li collezionerete?

* Inge Feltrinelli per il Corriere della Sera, 27 settembre 1992

15 commenti

Archiviato in Curiosità

Google, il Nobel e la letteratura che non c’è

https://i0.wp.com/www.temperamente.it/wp-content/uploads/2013/04/k-bigpic.jpg

Quanto contano le nuove prospettive della digitalizzazione nelle attuali statistiche sulla lettura? In questi giorni, sfogliando la sintesi dell’ultimo rapporto sull’editoria prodotto dall’Associazione Italiana Editori, mi sono stupita di non trovarvi un approfondimento su ciò che la digitalizzazione dei libri ha potuto produrre in termini di accessibilità e conservazione dei libri. Certo, quello che agli editori interessa è principalmente che i libri stampati, e oggi in parte gli ebook, si vendano. Ma leggendo le statistiche sulla lettura in Italia, non posso fare a meno di chiedermi se quel numero non è leggermente falsato dall’assenza di coloro che i libri li leggono e li scaricano attraverso canali non tradizionali. Si tratterebbe, per la prima volta, come è accaduto per la musica, di scoprire che esiste un mondo sommerso di lettori pirata che a questo punto bisognerebbe solo attirare in libreria. I libri, in altre parole, oggi non si trovano più solo in libreria o in biblioteca, ma anche massicciamente nella rete, in maniera gratuita e senza neppure bisogno di un ebook reader. Ricordo ancora la faccia del professore quando prima ancora di cominciare le ricerche per la tesi di laurea mi sono presentata con la copia del manoscritto medievale che mi aveva proposto. Il tempo di inserire titolo e autore nel motore di ricerca e Lui me l’aveva trovato. E per Lui intendo Google Books

Continua a leggere su Temperamente.

 

8 commenti

Archiviato in Curiosità, Temperamente

And the winner is….

Ho vinto un premio, uno di quelli per blogger conferiti da altri blogger. Questi premi sono carini perché sono un modo per conoscere altri blog ed anche per farsi conoscere, perciò ringrazio le blogger di Pane, libri e nuvole,  La lettrice rampante Dissertazioni libresche semiserie per avermi premiata con il Liebster award e la blogger di La disoccupazione ingegna per l’Haul nomination (premio per blogger simpatici 😀 )

http://panelibrietnuvole.files.wordpress.com/2013/03/blog.jpg

Care amiche blogger, devo confessarvi una cosa, io sono troppo pigra per seguire con esattezza tutte le regole connesse a questo premio e quindi consentitemi di fare un mega mix: ho deciso di mescolare le vostre domande e rispondere a quelle che mi piacciono di più (sì lo so, sono anarchica). Di solito non amo parlare di me nel blog, a meno che la cosa non sia riconducibile ad un  libro. Dal momento che le vostre domande riguardano tutte i libri, le ho trovate interessanti e ho deciso di rispondere. Dopo aver risposto vi segnalerò i blog che ritengo meritevoli.

  1. Perché leggi? E’ come chiedermi perché mangio, dormo, respiro… E’ un piacere, una necessità, un’azione naturale per me.
  2. Quali sono le cose per le quali potresti rinunciare a leggere un buon libro? Rinunciare? E perché? Tutto è conciliabile con un buon libro.
  3. Libro preferito dell’infanzia. Ascolta il mio cuore, Bianca Pitzorno.
  4. Libro preferito all’età di 20 anni. Al momento ne ho 25 e non credo di riuscire a sceglierne uno.
  5. Preferisci i classici o gli autori contemporanei? Io leggo un po’ di tutto, senza un filo logico e senza programmi. Leggo affidandomi all’istinto che può indirizzarmi verso un classico o un contemporaneo a seconda del momento.
  6. Hai mai riletto due o più volte lo stesso libro? Quale? Rileggevo molto una volta, ora meno. Ho fretta di leggere cose nuove.
  7. Cosa ne pensi della recente legge che ha regolamentato e limitato lo sconto sui libri? Sacrosanta. Tutela le piccole librerie, ma non è ancora sufficiente.
  8. Compri mai libri on line? Raramente. In genere passo ore a cercarli online, a leggere trame e commenti, a selezionare l’edizione migliore. Poi mi preparo una lista e poi li acquisto in libreria.
  9. Hai riscontrato di avere particolare affinità con autori di una specifica nazionalità? Adoro i sudamericani.
  10. Quando hai letto l’ultimo libro per “bambini” ? Quand’è uscito l’ultimo Harry Potter?
  11. Vai in biblioteca ? Mai. I libri mi piace possederli.
  12. Il tuo angolo di lettura preferito ? La poltrona vicino alla finestra, quando non me la ruba il gatto. Inspiegabilmente leggo benissimo anche in treno.
  13. Quanto impieghi mediamente per scrivere un post ? Una vita. Sono una perfezionista.
  14. Leggi poesie? Raramente. Ho gusti difficili e poca pazienza. Ultimamente ho letto quelle di Selma Meerbaum Eisinger che mi sono piaciute davvero tanto.
  15. Leggi libri in lingua originale? Ci ho provato. Troppa fatica e poco piacere.
  16. Hai mai incontrato qualche scrittore dal vivo? No, ma nei prossimi mesi ho buone speranze di incontrarne qualcuno (per scaramanzia non dico ancora niente).
  17. Hai mai pensato di scrivere un libro? Per il momento trovo già molto impegnativo scrivere un blog. E poi in Italia tutti scrivono un libro, c’è troppa concorrenza (meglio leggere!).
  18. Hai un sogno da realizzare o che hai realizzato ? Aprire una libreria.

E ora i blogger che premio e ai quali chiedo di rispondere (in maniera libera e anarchica come ho fatto io!) alle mie domande:

La Leggivendola

Stravagaria

Trecugggine

Le pagine strappate

Cosa stai leggendo?

The notebook of happiness

Diari alaskani

Le mie domande:

  1. Perché scrivi un blog?
  2. Che genere di libri ami leggere?
  3. Che rapporto hai con i libri? Li scarabocchi, li maltratti o li tieni immacolati?
  4. Possiedi un ebook reader?
  5. Qual è il tuo film preferito tratto da un libro?
  6. Hai mai cucinato un piatto letto in un libro?
  7. C’è un libro che puoi associare alla tua città?
  8. Se fossi un libro o un personaggio letterario saresti…?
  9. Mi consigli un libro?

10 commenti

Archiviato in Curiosità

Ritratto in libri

Essere alla moda. Girovagavo su internet alla ricerca di una definizione per questa espressione quando mi sono imbattuta in una curiosa domanda posta da un utente di Yahoo Answers:  “Perchè va così di moda tutto questo non essere alla moda?”. Tra le risposte più geniali vi segnalo: “Perché questa è la moda” o anche “E perchè io ho un naso?????? questa cosa mi disarmonizza O.o”.

Mi ha fatto sorridere questa cosa perché anche io non mi sono mai sentita molto alla moda ma più che anticonformista mi sono sempre ritrovata demodé. Tutto ciò che andava di moda io l’ho scoperto sempre troppo tardi quando ormai non andava più. Non appena una maglietta o un paio di scarpe passava di moda a me veniva in mente di comprarlo. Persino quando ho aperto un blog qualcuno mi ha detto: ma guarda che non va più di moda. E vabbè, ho risposto, io lo faccio lo stesso. Sarà che sono refrattaria ai cambiamenti e in generale a tutto ciò che nuovo, sarà che sono un po’ pigra e non sto lì a seguire ciò che accade in giro.

Tutta ‘sta introduzione per dirvi che il giochino che segue l’avrete letto milioni di volte su altri blog, a quanto ho capito è andato fortemente di moda un po’ di tempo fa e ora non più. Ma dato che io l’ho scoperto ora e che mi piace ve lo propongo lo stesso. Facciamo che questo è un blog un po’ vintage (che fa sempre più figo che dire vecchio), facciamo che lo riportiamo in auge come i pantaloni a zampa e i giubbini di jeans (questa volta non mi fregate, lo volevo già prima che diventasse il capo dell’estate!).

A29XOjgCUAMz24C_large

E dunque: accorrete e partecipate numerosi che è divertente:

Descriviti con i libri

1) Sei maschio o femmina?
Giulia o la nuova Eloisa, Jean Jacques Rousseau

2) Descriviti
La donna che leggeva troppo, Nakhjavani Bahiyyih

3) Cosa provano le persone quando stanno con te?
L’eleganza del riccio, Muriel Barbery

4) Descrivi la tua relazione precedente
L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Oliver Sacks

5) Descrivi la tua relazione attuale
Inseparabili, Alessandro Piperno

6) Dove vorresti trovarti?
Il giro del mondo in 80 giorni, Jules Verne

7) Come ti senti nei riguardi dell’amore?
Noi due come un romanzo, Paola Calvetti

8) Come descriveresti la tua vita?
Qualcosa di scritto, Emanuele Trevi

9) Cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo desiderio?
Momenti di trascurabile felicità, Francesco Piccolo

10) Dì qualcosa di saggio
Va dove ti porta il cuore, Susanna Tamaro

11) Una musica
Il silenzio dell’onda, Gianrico Carofiglio

12) Chi o cosa temi?
Nostra signora della solitudine, Marcela Serrano

13) Un rimpianto
Le parole che non ti ho detto, Nicholas Sparks

14) Un consiglio per chi è più giovane
Vivere per raccontarla, Gabriel Garcia Marquez

15) Da evitare accuratamente
L’epoca delle passioni tristi, Benasayag Miguel; Schmit Gérard

Che pensate? Io lo trovo un giochino divertente e versatile nel senso che, se vi va di giocare, potete farlo nel modo che preferite: potete rispondere alle domande facendo riferimento esclusivamente ai titoli come ho fatto io, oppure alle storie; potete rispondere a tutto o solo a qualcosa; potete ovviamente parlare di un libro della mia lista o di uno della vostra. Io ho scelto solo libri che ho letto o in caso contrario di storie che conosco, ma non è fatto necessario. Insomma.. giocate e divertitevi!

2 commenti

Archiviato in Curiosità