Hunger games

Ci sono librai bravi, spero di essere uno di loro un giorno. I librai bravi riescono a farti comprare il libro che non avresti mai preso in considerazione prima di entrare e ci riescono senza trucchetti da venditori porta a porta. I librai bravi, semplicemente te lo raccontano, quel poco che basta per farti incuriosire, per convincerti che questo libro aspettava solo te.

La settimana scorsa sono incappata in uno di questi librai che non solo è riuscito a farmi comprare un libro quando ero entrata solo per fare un giretto (e vabbè, questo capita spesso), ma anche a vendermene uno di un genere letterario che io detesto, il fantasy (che poi il libro che ho comprato non è davvero un fantasy è un’altra storia…), che non pensavo avrei mai comprato, che non mi incuriosiva affatto, ma soprattutto, il libraio bravo è riuscito nell’impresa di far tornare il suo lettore in libreria: «Torna a dirmi che ti è piaciuto, tanto sono sicuro che sarà così e mi raccomando non comprare da nessun altro il seguito…»

Ci mancherebbe, considerato quanto mi è piaciuto, penso di avere un debito di riconoscenza nei suoi confronti, i lettori lo hanno sempre con chi consiglia buoni libri.

Tagliamo la testa al toro, il libro in questione è Hunger games di Suzanne Collins.

Devo ammettere che tra le argomentazioni con cui il libraio me l’ha proposto quella di gran lunga più convincente per me è stato il paragone con 1984 di Orwell. Non ho mai parlato di questo libro sul blog, non perché non mi sia piaciuto ma perché non ne ho avuto la forza, la capacità. “Piacere” non è un verbo adatto quando si parla di un libro così: mi ha scossa, mi ha sconvolta, dopo averlo letto ci ho pensato un mese svegliandomi di notte per l’angoscia. Probabilmente io sono molto sensibile, ma quel libro è difficile da metabolizzare, soprattutto la prospettiva realistica che lo sottende. Hunger games è indiscutibilmente meno raffinato di 1984, e gioca molto meno sul versante psicologico lasciandoti così meno scosso alla fine. Ma non è meno brutale, anzi.

Cerco di raccontarvi brevemente la storia, sperando di riuscire a comunicare la sua essenza che non è, banalmente, quella di un fantasy. Tutto si svolge nel paese immaginario di Panem, uno stato diviso in 12 distretti governati da Capitol City, una capitale che esercita il suo controllo totale sugli abitanti di Panem che sono controllati, osservati, ma soprattutto ridotti alla fame e alla miseria in tutto il territorio dello stato tranne che nella ricchissima capitale. E’ inevitabile non andare con la mente al Grande fratello orwelliano, ai suoi ministeri, ai suoi metodi di controllo brutali. E’ impossibile scappare dai distretti, è impossibile ribellarsi. Il distretto n.13 è stato distrutto per averci provato e da allora Capitol city ha introdotto una tradizione quanto mai macabra per ricordare ai distretti il proprio potere e spegnere ogni tentativo di dissenso nel paese: gli Hunger games, “giochi” per i quali ogni anno ogni distretto deve fornire due “tributi”, giovanissimi giocatori che diventano vittime sacrificali di un orrido reality show nel quale devono eliminarsi a vicenda fino ad incoronare un solo vincitore, colui che per un anno porterà prosperità al suo distretto.

La Collins è molto brava a tenerti inchiodato al libro, nonostante lo svolgimento della trama sia piuttosto angosciante. Una differenza essenziale con 1984: qui il bene può ancora sopravvivere. Possono toglierti tutto, portarti ad uccidere, ma esiste una speranza, seppur minima di conservare se stessi e un briciolo di dignità. In fondo, quello che più mi aveva sconvolto di 1984 era la mancanza totale di salvezza, l’annullamento di ogni speranza che invece resiste in Hunger games.

Lo consiglio a tutti, è davvero un libro trasversale che può piacere ai ragazzi (direi dopo i 16 anni) e agli adulti. E’ un libro che prende, pieno di azione, di imprevisti e colpi di scena, ma allo stesso tempo ha la capacità di farti riflettere sulla nostra società, sulla storia dei regimi totalitari, sul cosa può rappresentare viverci dentro e infine può far riflettere su se stessi: cosa faremmo noi se fossimo costretti, per la nostra sopravvivenza e quella della nostra famiglia, ad uccidere delle persone che non conosciamo, che non ci hanno fatto nulla, o peggio che sono nostre amiche, che in passato ci hanno aiutati, con le quali abbiamo un debito di riconoscenza. Interrogativi che il visionario Orwell ci poneva nel lontano 1949 (!) e che oggi Suzanne Collins riattualizza con la sua trilogia.

Ovviamente quel libraio mi attende per il seguito. Vi farò sapere se è all’altezza.

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19 commenti

Archiviato in Recensioni

19 risposte a “Hunger games

  1. bellacicciona

    io l’avevo proprio snobbato…poi, non ricordo perchè, vidi il primo film e mi venne curiosità..vidi anche il secondo e infine passai ai libri XD

  2. Per quel che mi riguarda 1984 è uno dei migliori libri che abbia mai letto, uno di quelli che non ti abbandona con il finire dell’ultima pagina, anzi, è proprio da quel momento in avanti che inizia il tuo vero rapporto con lui.

    Hunger Games è nella lista dei: “da non leggersi se in casa c’è almeno una confezione di cereali di cui non conosco a memoria la tabella nutrizionale”. Chissà, forse mi capiterà ci incappare in qualcuno che mi incuriosisca abbastanza… prima o poi. ^_*

  3. sai io continuo a prendere in mano il libro, annusarne le pagine, accarezzarlo e poi lo ripongo nel suo scaffale. Si vede che non è ancora tempo di leggerlo 🙂

  4. Ciao ho apena scoperto il tuo bellissimo blog e ti ho aggiunta nella lista dei blog che seguo! Anche io prediligo altri generi rispetto alla fantascienza e ancora meno sono attratta dal genere distopico, il romanzo di ambientazione post-apocalittica! In genere non amo i young adult che stanno spopolando soprattutto tra i giovani blogger e ho fatto il terribile errore di paragonarlo a questi (pur essendo un genere completamente differente ma , soprattutto, di diverso spessore!) senza averci nemmeno dato una rapida occhiata! Avolte i pregiudizi ti accecano! 😉 Ma ci sono rare eccezioni e Hunger Games ha fatto parte di questa nicchia! Era nella libreria di casa mia da un po’ (Il mio ragazzo legge solo questo genere) ma io l’ho sempre snobbato, fino a quando non mi sono imbattuta nell’adattamento cinematografico! Ne sono rimasta folgorata e mi sono gettata nella lettura svuluppando una vera e propria dipendenza!!
    Se non l’hai ancora fatto, ti consiglio anche di guardare i film tratti dai primi due volumi. Sono fatti molto bene a mio avviso!:)

    A presto…

    • Ciao, direi che sul libri avevamo gli stessi identici pregiudizi. Ho appena guardato il film tratto dal primo (per il secondo aspetto di leggere il libro), mi è piaciuto ma credo che come al solito si perdano una miriade di particolari, chi non l’ha letto non afferra un sacco di dettagli fondamentali. In ogni caso non male!

  5. Ti capisco. Proprio giorni fa una collega mi parlava con grande entusiasmo di questo libro, e solo dalle sue parole ho intuito che avrei potuto prenderlo in considerazione, mentre finona quel momento, come te, credevo che fosse un fantasy e quindi lontanissimo dai miei gusti.
    Anche io ho amayo 1984 e dalle tue patole credo che potrebbe piacermi anche Hunger Games (trovo comunque il titolo piuttosto infelice). Chissà che alla fine non lo legga anch’io? 😉
    Buona giornata,
    Alice

  6. mrrobius

    Io li ho letti tutti e tre in meno di due settimane (per me è record), ne ero totalmente dipendente. Veramente una bella storia, turbini di emozioni e ogni volta le vivi insieme ai personaggi.

    • Io devo comprare gli altri due. Mi dicono però che sono meno belli del primo, tu che dici?

      • mrrobius

        Non direi che sono meno belli, anzi, sono la degna continuazione del primo. E’ ovvio che quando arrivi in fondo al libro vuoi saperne di più, vuoi conoscere le storie dei protagonisti, quindi non ti resta che andare avanti e comprarli, a me sono piaciuti tutti e tre.

  7. Diventa una droga..io l’ultimo l’ho letto in inglese perché non potevo aspettare l’uscita italiana!

    • Addirittura! decisamente è un libro che fa quest’effetto. Sono in un periodo in cui mi manca totalmente la concentrazione, il mio cervello è su altro, ma questo è riuscito a prendermi non poco. Già un punto a suo favore considerato che non riesco a leggere un bel niente.

  8. È capitata la stessa cosa anche a me e in due giorni li ho finiti tutti e tre…

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