Prisca, Elisa e le altre. Il mio incontro con Bianca Pitzorno

20140325_161214

Scusate, manco da un po’. È che me ne vado un po’ in giro. La scorsa settimana sono stata a Roma per un bellissimo corso di animazione alla lettura tenuto dalla casa editrice Sinnos. Il corso mi è piaciuto molto, ma mi sento ancora imbranata come  una foca nelle letture, così spero davvero di poter sperimentare ancora prima di proporle nella mia libreria. Con mio grande rammarico ho scoperto che corsi del genere vanno molto di moda, altrove però. Ad esempio in Lombardia, in Veneto, in Emilia Romagna e non sono corsi brevi ma durano mesi. Va da sé che non potrò frequentarli. In attesa di diventare abbastanza brava da proporre io corsi del genere dalle mie parti, riprendo le fila del discorso dove l’avevamo lasciato. Dovevo raccontarvi del mio incontro con la mitica Bianca Pitzorno, la mia scrittrice preferita in assoluto anche ora che sono grande. Nessuno è più riuscito a conquistarmi con i suoi libri alla stessa maniera.

È stato un momento comico quello dell’incontro a Bologna. Vinto l’imbarazzo (non chiedo mai autografi io), mi sono messa in coda, peccato che davanti a me ci fossero solo bambini di 7-8 anni, e all’improvviso dietro di me si è materializzata una fila di ragazze liete che qualcuno avesse infranto il tabù. C’è da dire che nel pubblico c’erano molte più ventenni e trentenni che bambini. Sicuramente la Pitzorno è stata il mito della mia generazione ma mi auguro che tanti bambini la stiano ancora leggendo.

20140325_161022

Tra le tante cose su cui Bianca Pitzorno ha dialogato con Beatrice Masini ho apprezzato più di tutti un suo pensiero “sovversivo”, soprattutto nel luogo in cui ci trovavamo, il sacro tempio dell’editoria per ragazzi: «Non c’è niente di male a non leggere. Tra i lettori e i non lettori si è venuta a creare una barriera in questi anni, che fa sentire i primi in diritto di compatire i secondi. Per me leggere è la cosa più bella del mondo – ha detto la scrittrice – ma capisco che possa anche non piacere. Se incontro un non lettore penso “Mi dispiace tanto” ma poi lo tratto alla stessa maniera di una persona a cui non piace la cioccolata: non sanno quello che si perdono, ma si può tranquillamente vivere senza». L’importante, secondo la Pitzorno e io sono d’accordo, è essere curiosi, voler conoscere la vita degli altri, scoprire storie. Lo si può fare attraverso un bel libro, un film o una chiacchierata.

La Pitzorno ha anche espresso biasimo per quegli editori che «non stimano il pubblico e che sono portati a “normalizzare” ovvero a “rimasticare il cibo per lettori che credono deficienti”».

Dal pubblico è arrivata qualche domanda, soprattutto sulle eroine delle sue storie, ben impresse nella mente a distanza di anni. Le mie preferite, su tutte, Prisca ed Elisa di Ascolta il mio cuore, il mio libro preferito tra quelli della Pitzorno. Scoprire che quelle bambine coraggiose sono esistite davvero ha confermato il sospetto che ho avuto da sempre, che quelle bambine altri non fossero che la stessa Bianca. E se da piccola ho desiderato ardentemente conoscerle ed essere loro amica, nell’incontro con la loro creatrice il sogno mi è sembrato un po’ vero.

Tra le domande anche una che, guarda caso, calza a pennello con i temi che abbiamo trattato ultimamente qui sul blog. Come possiamo arginare questi malefici libri che vogliono sovvertire la società con le loro strampalate teorie di genere? Qui la Pitzorno è stata davvero intelligente e ha evitato di infangarsi nella polemica che la signora del pubblico voleva scatenare. «Perché passare la vita a contrastare quello ed arginare quell’altro? – ha risposto – Proviamo ad essere positivi, a proporre la nostra visione del mondo, ad essere accoglienti e a non crocifiggere le idee degli altri».

Dico io, come si fa a non amarla?

P.S. La mia libreria si chiamerà come un libro di Bianca Pitzorno, ma ancora non vi dico quale…

Annunci

4 commenti

Archiviato in Recensioni

4 risposte a “Prisca, Elisa e le altre. Il mio incontro con Bianca Pitzorno

  1. non è vero ahahahahahhaaha mi sono un pò annoiata

  2. Ti invidio. Tanto.
    La Pitzorno ha segnato la mia infanzia da lettrice con i suoi libri. L’ho amata talmente tanto che mi sembra che Prisca, Elisa ma anche Polissena, siano cresciute con me.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...