C’è posta per te

Ho deliberatamente ignorato san Valentino quest’anno. Niente contro la festa degli innamorati, per carità, ma ho avvertito più del solito la deriva commerciale che mi ha impedito ieri sera di uscire a mangiare qualcosa senza incappare nel classico “menù amoroso”. Ravioli a forma di cuore, candele sui tavoli, prezzi maggiorati, cuori e peluche come se piovesse, tutto questo mi da la nausea. Per questo siamo usciti a mangiarci un panino e poi siamo andati al cinema.

Mi sembrava un po’ noioso poi, proporvi il solito post sui romanzi d’amore, un po’ perché non ne ho letti di belli ultimamente, un po’ perché non ero molto ispirata. Mi è tornata in mente però, complice un articolo sul blog di una libreria per bambini, una bellissima storia d’amore ambientata in libreria, un classicone dei film d’amore americani: C’è posta per te. Varrebbe la pena di vederlo, se vi manca, anche solo per un giovanissimo Tom Hanks e una freschissima Meg Ryan pre-botulino.

La storia, ve la racconto brevemente se non la conoscete, è quella di questa giovane libraia per bambini che ha un piccolo negozio, The bookshop around the corner, un posto gioioso dove si respira amore per i libri, si fanno letture animate e spettacolini, si chiamano per nome tutti i clienti e si tiene da parte il libro per loro. Un giorno però la piccola libreria indipendente va in crisi perché all’angolo spunta il sacro mostro delle librerie, un multistore di catena, diretto dall’odiosissimo Tom Hanks. Per uno strano scherzo del destino Meg e Tom si odiano di persona (per ovvie ragioni), ma si scrivono senza conoscersi finendo per innamorarsi. Tutti vissero felici e contenti. Oppure no?

Guardatelo, la storia d’amore vale la pena conoscerla. Quella che non vale la pena ricordare invece, e per qualche ragione effettivamente nessuno la ricorda, è la triste fine della libreria di Meg: inglobata nel multistore, diventa un suo piccolo quartiere, nel quale la brava libraia finisce per asservirsi alle logiche della catena, riconoscendo che in fondo non è poi così male.

Vent’anni fa, quando è uscito il film, un finale così è passato quasi inosservato, oggi forse solleverebbe qualche polemica. O magari no, visto quanto sta a cuore nel nostro Paese la vita delle piccole imprese. La speranza è che le giovani Meg Ryan riescano a trovare le risorse per non finire deportate in un angolino del multistore, per continuare a difendere con passione e creatività the bookshop around the corner.

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9 commenti

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9 risposte a “C’è posta per te

  1. …uno dei miei sogni? Una libreria con spazio lettura ad alta voce per i bimbi e presentazione di nuovi libri con gli autori…con una bellissima caffetteria annessa…in bocca al lupo per il tuo “work in progress”!!

  2. Bellissimo questo film, lo rivedo quasi ogni volta che lo trasmettono. Anche a me non è piaciuta affatto la fine della piccola libreria, era così accogliente, ed inoltre era il simbolo del legame tra Kathleen e sua madre.

    • La cosa buffa, trovo, è come tanti fan del film abbiano rimosso il triste finale concentrandosi solo sulla bellezza della libreria ormai chiusa. Per la serie, è così che vogliamo ricordare le belle librerie? Chiuse?

  3. fabrizio

    Ottimo post e blog complimenti ! Andrò a rivedermi il film, avevo rimosso la bellezza delle scene in cui Meg Ryan anima la sua libreria.

  4. e se lo aprissi tu un bookshop around the corner??! sono certa che vincerebbe qualsiasi multistore! abbasso san valentino, viva l’amore e le librerie!

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