Resisto dunque sono

Capita spesso ai colloqui di lavoro o di ammissione ad un corso di studi che ti pongano una domanda banale, la cui risposta di solito non deve essere affatto sincera per il buon esito della selezione: il classico pregio e difetto, a tutti è capitato di doverci pensare una volta. Io di solito me li preparo prima, a seconda della situazione. Inutile dire che la sincerità non paga in questo caso, oppure bisogna cercare di essere così abili, una volta fatta la gaffe, da cambiare le carte in tavola e far diventare l’eventuale difetto sgradito un pregio o una trascurabile debolezza.

Ci avete mai fatto caso poi, che di se stessi e degli altri è sempre più difficile individuare il pregio piuttosto che il difetto? Solo delle persone che amiamo riusciamo a individuare molti pregi. Una volta ad un colloquio sono stata troppo sincera, ho detto onestamente che un mio difetto è la timidezza e ricordo che lo psicologo in quel contesto non l’ha presa troppo bene. Me la sono cavata assicurando che, fortemente motivata com’ero a passare quella selezione, sarei riuscita a superare quel limite. Mi hanno creduta o almeno così mi è sembrato, ma la cosa bella è che ci ho creduto anch’io, al punto che in quella situazione mi sono impegnata al punto tale che persone che mi conoscevano per la prima volta non hanno affatto sospettato di quel mio difetto.

Cambiare il proprio carattere è possibile dunque, secondo la mia esperienza, se esiste alla base una forte motivazione, un obiettivo più alto per raggiungere il quale un nostro tratto caratteriale rappresenta un limite invalicabile. Profondamente convinta di questo assunto ho trovato in libreria un manuale che ha rafforzato la mia tesi e che mi ha resa più consapevole sul grado di verità dell’affermazione:“Ognuno è artefice del proprio destino”.

Resisto dunque sono di Pietro Trabucchi è un libro che introduce un concetto per me nuovo, quello di resilienza, termine con il quale si indica la resistenza psicologica e l’attitudine umana a convivere con lo stress. La resilienza è una tratto psicologico da sempre presente nell’essere umano, in quantità diversa in ogni individuo. La tesi che Trabucchi vuole dimostrare però, è che indipendentemente da quanto siamo nati resilienti (in altre parole tenaci, determinati a raggiungere i nostri obbiettivi) possiamo sempre diventarlo. La resilienza è una dote che si può potenziare.

Per dimostrare la sua tesi Trabucchi, che è uno psicologo che si occupa di sport e allo stesso tempo uno sportivo (di quelli che scalano l’Everest, per intenderci), ci parla di grandi imprese sportive, di sportivi atipici ai quali nessuno avrebbe dato quattro soldi, di risultati eroici ottenuti al 90% con un grande sforzo psicologico inteso come tenacia, motivazione, enorme spirito di sacrificio, ottimismo, capacità di non arrendersi di fronte alle difficoltà. Gli sportivi di cui parla Trabucchi sono persone straordinarie delle quali la maggior parte delle persone non sa assolutamente nulla: uomini che hanno scalato le cime più alte del mondo, corso maratone nel deserto o in Antartide, partendo da condizioni fisiche non sempre di eccellenza, a volte anche di malattia e da condizioni di vita difficili e poco incoraggianti.

Questo libro mi sta aiutando molto in una fase della mia vita in cui ho bisogno di avere fiducia in me stessa e nelle mie possibilità, di credere che posso andare oltre i miei limiti (o meglio quelli che credo siano i miei limiti) e raggiungere gli obiettivi che mi sono prefissata. Lo consiglio a chiunque stia vivendo un periodo di stress, di incertezza sul futuro, di sfiducia nella vita o nelle proprie capacità. Resisto dunque sono è un libro interessante anche per tutti gli appassionati di sport, per i più giovani, per chi voglia apprendere come insegnare la resilienza ai propri figli, per chi si occupa di educazione o di formazione.

Sono alla ricerca di altri libri come questo. Unico requisito è che siano seri, niente santoni o ciarlatani per intenderci. Avete consigli?

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11 commenti

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11 risposte a “Resisto dunque sono

  1. ciao Giulietta, non ho libri da consigliarti ma credo che il miglior esempio di resistenza (e/o resilienza) ci é dato dalle persone che ci circondano, e che nella loro normalitá lottano contro paure, problemi, malattie, guardando il futuro sempre con ottimismo.
    Leggere fa sempre bene, ma a volte basterebbe una chiacchierata con le persone vicine per scoprire storie eccezionali e stimolanto! baci

    • Hai ragione Chechi. Le persone che ci circondano possono essere l’esempio migliore. Non sempre è facile accorgersene, tendiamo spesso a credere che gli altri siano più fortunati, più coraggiosi o più fortunati di noi.

  2. Ho appena scoperto l’esistenza di questo blog e anche di questo libro: mi ispirano molto entrambi 🙂

  3. Per un periodo mi sono occupato di selezione del personale e devo dire che spesso la risposta alla “domanda difficile” è il modo in cui si risponde, non tanto quello che si dice.
    O, per lo meno, questo era l’utilizzo che ne facevo io, immagino che ognuno abbia la sua tecnica.

    Libri sul tema ricordo di averne letti alcuni. Soprattutto riguardanti la fase precedente, la spinta per abbandonare la zona comoda e il conseguente lavoro per focalizzarsi sugli obiettivi che ci si sono posti. Di titoli non ne ricordo nessuno, ma con un po’ di fortuna potrei ritrovarne qualcuno nella libreria.

    Nel caso ti farò sapere.

  4. Grazie per averlo suggerito, di tanto in tanto è necessario ritrovare la fiducia in se stessi.
    buon febbraio
    Sally

  5. Grazie per la dritta! É proprio il il libro x me in sto periodo!

  6. fabiobrunazzi

    Sembra un libro molto interessante, grazie per la recensione. Penso che tutto abbia un costo, in termini di stress fatica e conoscenze da acquisire, ma se si è disposti a pagarne il prezzo si riesce a scalare le proprie cime.

  7. Non ho altri libri da suggerirti, ma questo potrebbe essere davvero utile!
    Luna

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