Non solo libri. Il capitale umano

Confesso. Non sto leggendo. Mea culpa. Eppur l’anno l’avevo iniziato in quarta con una serie di letture entusiasmanti, e altrettanto entusiasmante si presentava la pila di libri regalatimi a Natale. Ma poi sono stata incastrata. Colpa sua, del Libro Bello.

Il Libro Bello è quel libro che hai acquistato a scatola chiusa, presa da un irrefrenabile entusiasmo in libreria causato dall’incomparabile bellezza del suo predecessore: il Capolavoro dell’Autore Bravo. Così dopo aver bramato il Libro Bello sin dalla sua uscita, dopo aver ascoltato le recensioni entusiaste dell’amica con i gusti simili ai tuoi, un pomeriggio ti sei apprestata a leggerlo con tutti gli onori dovutigli: poltrona, atmosfera tranquilla, luce soffusa, tazza di thè: tutto quello che occorre per gustarsi un Libro Bello.

i love u winter | via Facebook

Ma lì qualcosa è andato storto. Il Libro Bello si è rivelato ostico, un po’ pesante, le pagine non scorrevano, hai interrotto la lettura per giocare a Candy Crash. Non è che il Libro Bello non sia bello, questo proprio non puoi ammetterlo, magari non è arrivato nel momento giusto, magari se ci riprovi si creerà quel feeling tanto atteso. Nel frattempo l’hai deposto lì sul comodino. Non puoi passare ad altro, sai che non lo leggerai più; non puoi semplicemente cassarlo, non è mica un Libro Brutto. Così ti sei arenata, ecco tutto.

Allora cosa fai? Puoi cercareer altri diversivi in attesa di finire quel libro che ti blocca. Nel mio caso il diversivo è andare tanto al cinema e convincermi che i miei lettori non se la prenderanno se per il momento invece di recensire Libri Belli parlo invece di Bei Film. In fondo questa è una libreria invisibile. Se fosse una libreria reale e un cliente volesse chiacchierare con me, che so, dell’ultimo film di Virzì, io gli offrirei una tazza di thè e ne parlerei volentieri.

Non so se avete seguito le polemiche. Che provenissero da parte leghista già mi pareva un segno della bontà d’intenzioni del regista. Io poi sono una virziniana convinta: dai tempi di Ovosodo a Tutta la vita davanti, da Caterina va in città a La prima cosa bella io li ho amati tutti. Il capitale umano un po’ mi preoccupava: un film drammatico lui che è abituato alle commedie? Intanto bisogna precisare che tutte le commedie di Virzì sono in definitiva incentrate su dei drammi umani, le trame sono di contorno, quello che conta è l’affresco sociale che ne viene fuori. Virzì è un ritrattista, di singoli e di gruppi. In questo caso il gruppo ritratto si allontana dai suoi canoni classici e si sposta, provocando le funeste ire dei leghisti, nella Brianza produttiva e nel mondo pericoloso dell’alta finanza. Ma la Brianza, almeno secondo me, è un luogo relativo: questo film si sarebbe potuto ambientare in un sacco di posti, perché parla di realtà ormai universali, di un mondo di ricchezza sconsiderata scollato dalla realtà, del tentativo vano e affannoso di un poveraccio di entrarci, della trasformazione della sua personalità nella speranza estrema di riuscirci.

Buona l’idea del racconto a più voci, buona l’idea del piccolo giallo. E’ un film che ti lascia con l’amaro in bocca, dal quale i padri escono sconfitti e i figli ti danno un po’ di speranza.

Che ne pensate dei film di Virzì? Amate il suo stile? Questo l’avete visto? E che ne dite della mia prima recensione cinematografica? Posso riprovarci ancora? Prometto di finire il Libro Bello, in ogni caso.

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10 commenti

Archiviato in Chiacchiere in libreria

10 risposte a “Non solo libri. Il capitale umano

  1. B.

    Non l’ho ancora visto ma rimedierò a fine esami (soprattutto perché qualche anno fa partecipai ai casting per i ruoli dei due ragazzi! eheh :D)

  2. -Non puoi passare ad altro, sai che non lo leggerai più-
    Epica 🙂

  3. Ne ho sentito parlare molto bene ma ancora non l’ho visto. Comunque è capitato anche a me di rimanere arenata nella lettura che mi aspettavo fosse la migliore dell’anno…va a periodi per me! E parlare ogni tanto di qualcosa diverso dai libri va sempre bene!

  4. Non l’ho visto, ma I precedenti si e mi sono piaciuti tutti. Questo ovviamemte mi incuriosisce molto anche perche’ io nel grande nord ci vivo e di quei personaggi ne conosco a pacchi. Secondo me puoi andare avanti a recensire anche film se vuoi…

  5. cinziarobbiano

    sì, l’ho visto. e mi è piaciuto molto. mr tower ha dichiarato che dopo il poker di film drammatici che abbiamo visto (Blue Jasmine, Philomena, The Butler e questo) invoca a gran voce il cinepanettone. Comunque, sono tutti molto bravi. E molto credibili, nei loro ruoli. Ne conosco, ne ho conosciuti. L’assessore leghista ha “gemelli” anche a sinistra, posso giurarlo, tutti occupati nelle sagre del raviolo. Così come l’intellettuale di sinistra, finto buono. E lo sciacallo affascinante (il marito di Valeria) e lo sciacallo pirla (il padre della ragazza). Adorabile il personaggio della Golino (lei penalizzata dal botox), i ragazzi da prendere a schiaffi, ognuno per una agione diversa ma comunque gli unici con una chance. Valeria straordinaria, eternamente in biblico, vittima di se stessa. Il povero ciclista la vera vittima del caso, della stupidità altrui. E qui è scattatta la domanda? quanto può valere la mia vita, dal punto di vista del risarcimento intendo? Poche migliaia di euro temo, forse abbastanza per pagarci un funerale. E non ho capito poi il perchè della festa finale. Oppure sì, un modo come dire che per alcuni domani, anzi forse anche oggi, è un altro giorno…

  6. Proprio oggi ho abbandonato dopo giorni un libro bello ma ostico e ne ho preso in mano uno che scorre via come acqua fresca. Non bello, bellissimo. Il film non l’ho ancora visto, vediamo se riesco ad abbandonare il divano 🙂

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