Stoner

Riflettevo su questa frase oggi. La trovo terribilmente vera. Io però, non so proprio che farci, questa coraggiosa decisione non riesco mai a prenderla. Ogni sera vado a dormire, spesso riflettendo sulla mia negatività nella giornata appena trascorsa, e penso che l’indomani sarà un giorno migliore. Basta poco però a rovinarmi la giornata e mi ritrovo pienamente immersa nel pessimismo cosmico e nel malumore.

Così quando ho letto Stoner di John Williams io, diversamente da tanti altri, non ho sentito il bisogno di urlargli “Forza Stoner, ribellati, trova in te l’energia e il coraggio per migliorare la tua vita, lascia tua moglie (un’arpia), digliene quattro ai tuoi colleghi falsi amici dell’università! Forza Stoner, fatti valere!”. Io in Stoner mi ci sono identificata. E sarà perché il libro è straordinariamente bello (sapete che non lo dico spesso con questa enfasi), sarà perché ormai sentivo Stoner come un pezzo di me, quando è finito mi sono sentita vuota, ho pensato di rileggerlo e, ovviamente, di parlarvene.

Nella sua postfazione, Peter Cameron descrive Stoner come un personaggio in sé privo di interesse, un uomo dalla vita piatta, che nasce e trascorre tutta la sua esistenza in un’area ristretta, che si sposa con la donna sbagliata ed è destinato a non lasciare il segno nell’università di provincia nella quale insegna. Io però non sono d’accordo: la provenienza di Stoner, la povertà e l’ignoranza della sua famiglia, le difficoltà attraverso le quali si fa largo nella vita costituiscono già per me i requisiti per farne un personaggio straordinario. Un uomo semmai, schiacciato dal destino, dalla cattiveria del mondo, ancora più subdola e crudele quando proviene dalla sua famiglia o dai suoi amici. Manzoni avrebbe definito Stoner il classico “vaso di terra cotta, costretto a viaggiar in compagnia di molti vasi di ferro”, un uomo che non sa difendersi dalla cattiveria del mondo e perciò cerca, anche fisicamente, un angolino nel quale rifugiarsi e continuare, malgrado tutto, a vivere.

Non per questo l’ho trovato un libro triste. Nel suo essere agnello tra i lupi Stoner riesce a vivere la sua vita, a conoscere l’amore, a portare avanti una carriera brillante anche se non votata alla gloria. Ogni cosa nella vita di Stoner ha un lato negativo della medaglia, nessuna gioia è piena, nessun successo è completo. C’è un pezzo che manca e deve sempre mancare, perché è quello che accade a chi non ha la grinta di ribaltare il mondo quando non gli dà ciò che vuole. Per questo mi sento come Stoner: perché non so difendermi dalla cattiveria, perché lascio correre quando non dovrei, perché sono accondiscendente con chi non se lo merita, perché non alzo la voce, perché non litigo con la gente, perché non so ricercare i favoritismi, anzi li evito, perché spesso rimango fregata dai lupi che mi circondano.

Nonostante la mia negatività, che emerge in giornate come questa in cui mi sono sentita particolarmente sopraffatta da chi mi circonda, continuo però a credere che io e Stoner siamo nel giusto. Soffriamo, ma teniamo dritto il timone del nostro essere onesti e gentili, mentre gli altri ci scavalcano e fanno di noi polpette. Insomma, se non si era capito, non è giornata.

Ma per tornare a Stoner vorrei dirvi che in fondo, come accade per tutti i libri davvero belli, non so spiegarvi cosa di questo libro mi sia piaciuto. La storia, i personaggi, la scrittura, le atmosfere… proprio non saprei. Saprò dirvi dopo la meritatissima rilettura.

E voi? Ditemi che l’avete letto. Oppure leggetelo e ditemi cosa ne pensate. Regalatevelo a Natale. Il bello di questo libro, per me, è che ha tirato fuori qualcosa: meditazioni latenti, pensieri che potrebbero essere diversissimi in chiunque altro lo abbia letto. Rendetemi partecipe dei vostri. 

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7 commenti

Archiviato in Recensioni

7 risposte a “Stoner

  1. Pingback: I migliori del 2013 | Le librerie invisibili

  2. Ciao Giulia,
    Stoner è stato l’ultimo libro di cui ho scritto nel 2012. ti lascio il link, ma credo che tu lo avessi letto, il post.
    http://towritedown.com/2012/12/30/ho-letto-stoner/

    Ecco, come te, a libro chiuso, Stoner mi è mancato subito tantissimo…

    Grazia

  3. Vorrei leggerlo. Dopo la tua recensione lo aggiungerò alla mia lista.

  4. È la mia prossima lettura! Se non la prossima quella subito dopo! È troppo tempo che rimando 🙂

  5. Non ho letto il libro ma un’altra recensione, che invece metteva un accento di segno opposto al tuo sull’attitudine del protagonista verso la vita. Curioso come lo stesso libro letto da due persone differenti susciti sensazioni opposte.
    Io mi sento molto più vicina alla tua reazione, probabilmente perché mi ritrovo in molti dei tuoi aspetti caratteriali. E infatti l’altra recensione, pur se molto bella, mi lasciò con la sensazione di essere sbagliata…mentre la tua mi fa sentire meno sola!
    E prima o poi leggerò anche il libro. 😉

  6. io sono finalmente riuscita a comprare la mia copia, che a quanto pare è “in partenza”. spero che parta presto, e che non perda tempo per strada. questo libro voglio leggerlo da millenni. dopo quello che hai scritto tu, la voglia mi viene ancora più forte, perché la sensazione adesso è di essere un vaso non di terracotta ma di cristallo tra i vasi di ferro =_= magari mi regala una qualche catarsi, magari mi fa solo un po’ di compagnia.

  7. Witchy111

    Questo libro me lo segno! I racconti di persone che fan di tutto per essere persone corrette anche a loro discapito, nonostante gli altri preferiscano scorciatoie per raggiungere la gloria, sono molto interessanti.

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