La cultura si mangia/1

Io dico, signori, che le riduzioni proposte sul bilancio speciale delle scienze, delle lettere e delle arti sono negative per due motivi: sono insignificanti dal punto di vista finanziario e dannose sa tutti gli altri punti di vista.

Victor Hugo, Sul sostegno alle lettere e alle arti, Discorso all’Assemblea Costituente del 10 novembre 1848

Su Le librerie invisibili non sono solita recensire la saggistica. A dire il vero non ne leggo molta, sono più un tipo da romanzo. Leggo per diletto e la narrativa mi soddisfa di più, ma negli ultimi tempi mi sono ripromessa di leggere almeno quei saggi che avessero un’importanza fondamentale per il mio (si spera!) futuro lavoro.

I tempi cambiano, ma certi problemi rimangono invariati. Se dall’epoca di Hugo già si discuteva di tagli alla cultura, non ci dovrebbe sorprendere oggi la frase, tragicamente celebre, di un ministro dell’economia di qualche tempo fa: “Con la cultura non si mangia”. Io quella frase l’ho detestata e non per ragioni morali o perché mi ritengo una sognatrice e amante della cultura, ma perché la trovavo profondamente falsa e ingannevole. Per questo quando ho adocchiato in libreria La cultura si mangia di Guido Arpaia e Pietro Greco ho sentito l’esigenza di leggerlo e di trovare finalmente confutate con chiarezza le tesi di Tremonti.

 

Non sono solo i fondi sottratti alla cultura a danneggiare l’Italia, sostengono i due autori, ma la vera e propria campagna condotta da una parte dei politici e degli intellettuali, volta a dimostrare che la cultura sia un bene di lusso e che l’istruzione non sia per tutti. Ci sono troppi laureati in Italia, è una delle frasi che ci propinano con sempre maggiore convinzione. L’Italia è un paese che non sta investendo in conoscenza mentre la conoscenza è il fattore sul quale si sta creando il gap che tra qualche anno ci lascerà decisamente indietro rispetto ad altri Paesi. Condensarvi in poche parole di cosa parli questo libro è molto difficile, perché Greco e Arpaia oltre a confutare con dati e statistiche le politiche di spesa che stanno danneggiando la cultura in Italia, propongono anche come modello le “città e regioni visionarie”, luoghi come Bilbao o la Ruhr nei quali si è reinventata radicalmente la natura di un territorio investendo in cultura. In Italia, tra le aree che producono dati in controtendenza rispetto alla media nazionale con mio sommo piacere c’è la Puglia, regione in cui la spesa pro capite per la cultura è passata da 50 cent a 4 euro a persona, producendo un incremento delle aziende e dell’occupazione (almeno fino al primo semestre del 2012).

Pertanto, per gli autori si configura la «necessità di una vera e propria rivoluzione culturale che ci faccia tornare a credere nel valore delle idee, che sappia riattivare un meccanismo inceppato, quello che in anni lontani ci aveva distinti nel mondo come esportatori di sapere, di cultura e di arte. Un meccanismo in cui l’investimento nella cultura come bene comune sia prioritario e centrale nelle scelte di politica economica del Paese in accordo con quanto accade nella UE e in quasi tutto il resto dell’Europa. Un meccanismo che renda vera la profezia di Dostoevskji secondo la quale sarà la bellezza a salvare il mondo».

Su questo libro ci sarebbe ancora tanto da dire, ma rimando tutto al mio prossimo post. Nel frattempo, se vi può interessare, Guanda è in promozione 😉

Annunci

3 commenti

Archiviato in Recensioni

3 risposte a “La cultura si mangia/1

  1. Interessante saggio, grazie per la segnalazione: questo consiglio lo condividerò su twitter.

  2. Ringraziarti è davvero il minimo 🙂 cucinerei per te i tuoi piatti preferiti per restituire la cortesia.
    Questo libro era nella lista dei prossimi acquisti, non aspetterò oltre, andrò a comprarlo domani e lo regalerò volentieri a chi insiste nel dire “ci sono troppi laureati, lo stato dovrebbe investire in altre cose” ma cosa non si sa!
    Il tuo lavoro è prezioso e sono felici di seguirti.
    Sally

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...