Sofia si veste sempre di nero

Vi è mai capitato di comprare un libro solo perché siete stati conquistati dall’autore? Per me è stata la prima volta. Mi era capitato di comprare un libro perché conquistata da una recensione, ma il mio interesse è sempre stato rivolto al contenuto, mai a chi lo scriveva. Non sono una di quelle persone che perdono la testa per un incontro con l’autore. Anche se ce l’ho a due metri di distanza mi sembra una cosa superflua stringergli la mano, farmi firmare il libro o cose simili. So che a tanta gente piace, ma io mi sentirei solo un numero, nella folla di sconosciuti che ogni giorno approcciano i grandi scrittori. Con Paolo Cognetti però questa tentazione l’ho avuta. Mi sono ritrovata, quasi per caso nella mia esperienza mantovana, a seguire un evento intitolato “I trentenni non esistono”, ospiti speciali Cognetti e Zerocalcare. L’evento in sé non è stato niente di che, leggero, divertente, ma Cognetti è stato una scoperta. Di una timidezza evidentissima, era chiarissimo lo sforzo che faceva per essere lì, per riuscire a stabilire un contatto con il pubblico, per non dire banalità (e devo ammettere che in questi incontri se ne dicono sempre tante). Cognetti si è raccontato come un ragazzo di montagna, un solitario, che cura i suoi libri con la cura che si riserverebbe a delle persone, uno scrittore che da grande avrebbe voluto essere un boscaiolo e invece si è ritrovato per mesi perso dietro una frase. Cognetti mi è immediatamente piaciuto e l’ho sentito vicino perché è un ragazzo che mostra un reale desiderio di sottrarsi al rumore, alla folla, ai rapporti precipitosi, alle conversazioni vuote, alla fretta di cui è fatto il nostro mondo. Potrei aver sbagliato tutto in questi miei giudizi sommari, lo so. Cognetti, se mai mi stessi leggendo, non pensare “ma questa chi la conosce? Come si permette di dire certe cose su di me? ”. Raramente rimango impressionata da un autore, semmai il contrario: mi piace il libro e poi trovo l’autore deludente. In questo caso, avendo fatto il percorso inverso, ero davvero preoccupata che il libro non mi piacesse. E invece no.

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Ho comprato Sofia si veste sempre di nero e nella scrittura di Cognetti ho trovato l’esatta proiezione del suo modo di essere: discreto, essenziale, riflessivo. Come un pittore, Cognetti ha ritratto una donna e per farlo ha dovuto osservarla da più angolature, con più occhi, con luci diverse. Il libro è composto da una serie di racconti dei quali Sofia è il fil rouge e le persone che le stanno intorno sono i narratori, sono gli occhi attraverso i quali Sofia viene scoperta, amata, detestata. Potrei dirvi che Sofia è una ragazza difficile, diversa, ma mi sembrerebbe banale. Sofia è Sofia, cerca di dirci Cognetti, è una donna e questa è la sua storia. Non ho mai sentito urgente nella lettura il bisogno di giudicarla, ma ho voluto solo guardarla vivere e ho desiderato che come Sofia, qualcuno guardi vivere me. Mi sono chiesta se c’è qualcuno che la sera pensa a me, come la sua famiglia e i suoi amici pensano a Sofia, e che su di me scrive un racconto nella sua testa. Per questo Sofia si veste di nero è una raccolta di racconti, perché ognuno di noi lo è.

Sofia di veste di nero è un libricino, breve ma denso di immagini che ti restano in testa, di riflessioni, di frasi pensate e di parole scelte e non buttate lì a caso. La scrittura è una cosa seria, sembra dirci Cognetti, va affrontata con calma e con estrema cura, e questo è un regalo che spesso gli autori non ci fanno più. Quante volte ci troviamo davanti romanzucci da quattro soldi, traduzioni mal fatte, revisioni frettolose ed edizioni di scarsa qualità? Intendiamoci, non sto ipervalutando Cognetti né il suo libro, ma credo giusto onorare, quando li si incontra sul cammino di lettori, quegli autori che ancora aspirano alla letteratura e non al bestseller e che ci regalano anche solo piccole chicche per un pomeriggio di inizio autunno.

Sono ansiosa di confrontarmi con i vostri pareri su questo libro. Qualcuno l’ha letto?

I romanzi fatti di racconti sono una novità per me. Non mi sono mai piaciuti molto i racconti, non accetto di appassionarmi e dover mollare subito la presa dalla storia. Ma sto rivalutando il genere. Voi cose ne pensate dei romanzi di racconti? Avete qualcosa di bello da consigliarmi?

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21 risposte a “Sofia si veste sempre di nero

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  3. Io trovo che Cognetti sia davvero uno dei giovani autori italiani più promettenti. Se ti interessa, puoi leggere le mie impressioni sul libro qui:
    http://theconceptstore.wordpress.com/2013/01/10/sofia-si-veste-sempre-di-nero-recensione/

  4. Mi hai davvero incuriosita… appena finisco di leggere quei libri che ho iniziato e stanno prendendo la polvere sul mio comodino, lo comprerò 🙂 mi sembra davvero interessante…

  5. Io amo follemente Cognetti :9
    Se ti piacciono i racconti leggi Alice Munro, la adorerai.
    Se invece cerchi un libro scritto a racconti, come è scritto Sofia, leggi di Susanna Bissolati Caterina sulla sognia (tra l’altro Susanna è una cara amica di Paolo, lui le ha anche scritto la quarta di copertina) e di Elizabeth Stout Olivia Kitteridge.

  6. Bella recensione, ho avuto le stesse tue sensazioni leggendolo.
    Non posso fare altro che consigliarti un libro che a sua volta mi è stato consigliato.
    Alice Munro “Il percorso dell’amore”. Sono racconti. Spaccati di vita vera, pennellati fin nel più piccolo dettaglio. Si sente il calore delle case, si toccano le stoffe e si sente il calore del sole che filtra dalla finestra.

  7. Anche io sono rimasta colpita da Cognetti ma non incontrandolo, piuttosto leggendo “il ragazzo selvatico” e il suo blog. Posso dire che ho avuto impressioni molto simili alle tue e sono curiosa di leggere altre sue opere. Non per farmi pubblicità ma per ampliare la discussione, puoi leggere le mie impressioni qui: http://diarialaskani.wordpress.com/2013/08/10/il-ragazzo-selvatico-paolo-cognetti/
    p.s. mi vergogno come una ladra a linkarmi ma odio ancora di più ripetermi!

  8. Non l’ho letto ma dopo la tua recensione lo leggerò. Grazie per la segnalazione 🙂

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