Cate, io

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L’estate sta finendo
e un anno se ne va
sto diventando grande
lo sai che non mi va.

Non so cosa ne pensiate di questo ritornello dei Righeira, se quando l’avete letto v’è venuta un po’ di malinconia o se invece avete voglia di ricominciare, la routine vi manca. L’estate è senza dubbio la mia stagione preferita per dei motivi molto banali: non ho sempre freddo come nel resto dell’anno, si può uscire a qualsiasi ora, stare all’aria aperta, non avere programmi. Ma alla fine, devo ammetterlo, anche a me tutto questo viene a noia. Questa estate è stata atipica per me: per la prima volta da anni non l’ho passata studiando ma lavorando. Le vacanze così mi sono sembrate più vere, come ai tempi della scuola.

Ed ora settembre, o quanto meno, se vi fa sentire meglio, l’autunno è dietro l’angolo. Il vero inizio d’anno secondo me è questo. Festeggiamo il primo gennaio che spesso non cambia nulla nelle nostre vite e detestiamo settembre e le sue novità: un nuovo anno scolastico, l’inizio di un nuovo corso di studi, l’inizio di progetti che spesso si realizzeranno entro la prossima estate. Ecco, io quest’anno l’ansia da rientro non ce l’ho. Il prossimo anno potrebbe essere per me carico di novità, progetti, cambiamenti. Voglio affrontarlo con ottimismo.

Ne parlavamo anche l’anno scorso: secondo gli psicologi l’ansia da rientro si può combattere con i libri. Questa volta io vi propongo un libro che per me è stata la rivelazione dell’estate: Cate, io di Matteo Cellini.

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Cate è un ragazza grassa: suo malgrado, nonostante tutti i suoi sforzi, l’obesità è una morsa che non la lascia sfuggire, ma dentro lei si sente una superoina e tra cadute, momenti di sconforto e iniezioni di coraggio riesce sempre a rialzarsi ed andare avanti. Durante tutto il libro dentro di me c’è stato un desiderio inconscio: che Cate dimagrisse, che si liberasse della zavorra che la rende diversa, criticata, invisa ai compagni di classe, a chi semplicemente la incontra per strada e le appone un’etichetta. Invece Matteo Cellini è infinitamente più bravo e più intelligente. La zavorra di Cate esiste così come ognuno di noi ha le sue: Cate è grassa e ne soffre così come noi siamo troppo alti, troppo bassi, troppo magri, troppo timidi, troppo poco intelligenti, troppo inadeguati insomma.

La parabola di Cate ci dà ottimismo e ci insegna a guardare oltre il nostro senso di inadeguatezza, a sentirci più forti contro le angherie dei compagni di classe, contro il senso di superiorità dei colleghi, contro le prepotenze del capo e di tutti coloro che tenteranno di superarci in fila al supermercato e che ci faranno imbestialire alla guida. L’idea che tutto andrà meglio quando saremo magri o quando avverrà il qualsiasi cambiamento che desideriamo nel nostro aspetto o nel nostro carattere, ci dice Cellini, è falsa. Inutile illudersi che l’unica via d’uscita dalla prigione di Cate sia liberarsi dalla sua zavorra di grasso. L’unica prigione che la avvolge è nella sua mente. Attorno a lei il mondo è pieno di possibilità e di persone che la amano.

A settembre vi auguro di essere combattivi come Cate, di trovare il vostro spirito da supereroi per contrastare tutte le avversità alle quali andrete incontro nel ritorno alla routine, anche e soprattutto quelle che sono nella vostra mente.

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9 commenti

Archiviato in Recensioni

9 risposte a “Cate, io

  1. Pingback: I migliori del 2013 | Le librerie invisibili

  2. Un post meraviglioso, “Cate,io” finisce nella lista delle prossime letture !! E un augurio che accolgo con tutto il cuore, grazie !

  3. Sara

    Che bel post!! Effettivamente hai ragione, settembre sembra anche a me un inizio di anno più verosimile del 1° gennaio!! Non ho letto questo libro, ma il messaggio che trasmette è importante: mai fermarsi alle apparenze, l’importante è il contenuto non il contenitore!! 🙂

  4. Eheheh.. la canzoncina mi porta indietro nel tempo.
    Il libro sembra interessante…
    Cara assidua lettrice, ti aspetto nel mio ultimissimo post!
    Non mancareeeeeeeeeeee
    Luna

  5. lo leggerò di sicuro! grazie per la dritta

  6. ho letto un sacco di post su “cate, io”, eppure questo è il primo che mi fa venire voglia di leggere questo libro.
    a me più che l’ansia da inizio-autunno prende proprio il panico!

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