Con le pinne, fucile e bestseller…

Allarme rosso, l’estate è ormai esplosa, siamo a metà luglio e ancora non c’è traccia del tormentone, la canzone simbolo della stagione 2013. Sarà che questa doveva essere “l’estate senza estate” (dannati disfattisti) e forse ci siamo fatti trovare impreparati, sarà che a volte i tormentoni esplodono in itardo, vedi Il pulcino pio dell’anno scorso, ma non mi è parso ancora di sentire alla radio il brano con il quale decidono di ammorbarti dalla mattina alla sera, né il ballo di gruppo che non puoi fare meno di ballare in ogni dove.

E letterariamente parlando? Qual è il tormentone dell’estate 2013? L’industria editoriale come al solito non si è fatta trovare impreparata: habemus bestsellers. Se Hosseini guida la classifica incontrastato con E l’eco rispose e Camilleri gli tiene testa con il suo Il covo di vipere, un esordiente gli sta alle spalle e tenta il sorpasso: si chiama Joel Dicker, è un bel ragazzone svizzero e ha scritto un malloppone da 800 pagine intitolato La verità sul caso Harry Quebert. Ora, non sono tipo da besteseller e lungi da me voler parlar male di Hosseini e Camilleri ma, ahimè, mi hanno regalato il terzo e sento di dover fare il mio dovere di brava lettrice: stroncarlo.

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Non voglio essere troppo cattiva: questo libro ha delle potenzialità, si fa leggere, è leggero (ma è una zavorra per la borsa mare), scorre senza troppo impegno mentale, il che in spiaggia non guasta. Ti tiene incollato fino all’ultima pagina, perché al di là dei suoi difetti vuoi pur sempre sapere chi è l’assassino. Ma andiamo con ordine. Una cosa già ve l’ho detta: è un giallo. La trama a grandi linee è questa: nel 1975, ad Aurora, cittadina del Maine, una ragazzina di 15 anni scompare nel nulla. Si chiama Nola Kellergan e di lei non si sa più nulla fino al giorno in cui, trent’anni dopo, il suo corpo viene ritrovato nel giardino di un famoso scrittore, Harry Quebert. L’uomo viene accusato di omicidio. Chi cercherà di scagionarlo sarà Marcus Goldman, giovane scrittore ed allievo di Quebert, nonché suo migliore amico.

Detta così sembra semplice. In realtà nel romanzo Dicker cerca di incrociare tra loro più storie: il giallo dell’omicidio di Nola, la storia dell’amore proibito tra Nola e Harry Quebert, il capolavoro letterario di Quebert, ispirato dalla stessa Nola, le frustrazioni letterarie di Marcus Goldman, la scuola di scrittura di Harry Quebert a Goldman, la nascita del capolavoro di Goldman incentrato sul caso di Harry Quebert. Detto così sembra un gran casino, e infatti lo è. Dicker cerca continuamente di sviluppare la storia intrecciando tra loro tutti questi piani narrativi, a mio parere con scarso successo. Un tale intreccio, a mio parere, è decisamente al di sopra delle possibilità di un esordiente, per quanto talentuoso. La storia è interessante, ma secondo me Dicker ha voluto strafare, con risultati discutibili. I personaggi sono tratteggiati in maniera superficiale, il pathos si sente troppo poco, i dialoghi e molti espedienti narrativi risultano ingenui. Avrei tacciato Dicker semplicemente di inesperienza, leggendo il suo libro risulta evidente che è scritto da un autore giovane, ma c’è un particolare aspetto che ne mette in luce la presunzione: Dicker si identifica, in maniera fin troppo evidente con il protagonista del libro, Marcus Goldman. La finzione letteraria infatti si basa sul fatto che stanno scrivendo lo stesso libro: La verità sul caso Harry Quebert. Entrambi sono giovani e talentuosi, entrambi credono di poter inserire all’interno del loro libro un piccolo manuale di consigli per scrittori, consigli a mio parere ingenui e banali.  In sostanza la figura del protagonista è antipatica e il fatto che l’autore si identifichi in lui non me lo rende troppo simpatico. Un ultimo appunto: ottocento pagine è solo un numero. Non crediate che questo lo renda un libro pieno di sostanza, è molto ridondante. In certi casi meglio togliere, lo stesso libro con duecento pagine in meno ci avrebbe di sicuro guadagnato.

In definitiva il mio è un nì: se volete qualcosa di leggero e  poco impegnativo questo è li libro che fa per voi, ma non vi aspettate un capolavoro.

In ogni caso, per me, il libro dell’estate è un altro. Ma ve lo racconto la prossima settimana.

E voi? Cosa state leggendo? Qual è il vostro libro dell’estate 2013?

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8 commenti

Archiviato in Recensioni

8 risposte a “Con le pinne, fucile e bestseller…

  1. A Quebert , pur se le critiche sono contrastanti, darei un bel voto: 8 !!!
    Lo svizzero Dicker intreccia cinema, pittura, tv: così scatta l’immaginazione. Due scrittori di successo, un’adolescente uccisa, un manoscritto sepolto. Secondo me il romanzo ti invita ad andare avanti a leggere catturati dalla trama e sballottati dai colpi di scena. Questo giovane autore è stato il caso-dibattito di un gruppo di Lettura on line a cui ho partecipato cpn i coneguenti pareri molto discordi e alla fine chi ha detto: Molti dialoghi, pochissime descrizioni, nessuna originalità stilistica – L’ambientazione di questo thriller coincide col nostro dannato immaginario – Un testo non è mai perfetto. Al massimo c’è un momento in cui è meno imperfetto di prima-
    Infine una recensione abbastanza articolata ma che spezza le gambe all’autore:”L’assenza di intelligenza creativa di Joël Dicker è un dato di fatto non una banale questione di gusti. E’ lo stesso autore ad ammettere la realtà verso il finale del libro (che contiene tutti i colpi di scena mancanti nelle prime trecento pagine): “Alcuni faranno di te una celebrità, altri ti disprezzeranno (si chiama mettere le mani avanti e/o avere la coda di paglia n.d.r.). Non è per loro che scrivi, Marcus. Ma per tutti quelli che, nel loro quotidiano, avranno passato qualche bel momento grazie a te”. Scrivere, quindi, in questa dichiarazione poetica non sembra avere nulla a che fare con la vita, l’amore, la morte, le sconfitte. Per Dicker scrivere significa far passare qualche bel momento alle persone e qui non si parla di letteratura, Dicker, essendo privo di talento, scrive le sue regole e le rispetta. La letteratura si riduce davvero a “far passare qualche bel momento alle persone”? No, certo, “La verità sul caso Harry Quebert” è una forma di intrattenimento particolarmente fortunata sotto il profilo economico. E’ un best seller pronto per la trasposizione cinematografica e rivolto alla sabbia e agli ombrelloni”
    saluti e buone letture
    simonetta

  2. L’ho appena letto (e recensito) e a me è piaciuto abbastanza 😀 anche se la penso come te in linea generale, soprattutto su Goldman, odioso!
    Per me per l’estate è perfetto.

  3. Sara

    Ho praticamente finito “L’amore ai tempi del colera” e posso dirti ufficialmente che io ho non solo un libro, bensì un autore per l’estate: Gabriel Garcia Marquez!!!!! 😉 Credo farò indigestione con i suoi libri!!! Come vanno i progetti per la libreria? Baci! 🙂 P.s. Ho preso in biblioteca “Vivere per raccontarla”, da tuo suggerimento, e non vedo l’ora di cominciare a leggerlo!!

  4. Se fai un salto sul mio blog cè un pensiero per te 🙂 a presto

  5. Ho visto questo titolo in libreria, ma non mi ha convinto.
    Non so perchè.
    Cara come va la tua libreria?
    Ho un nuovo post che ti aspetta e l’argomento sono sicura ti piacerà!
    Baci
    Luna

  6. Io quest’estate mi sono ripromessa di tenermi leggera e ogni finesettimana, sul mare, mi sto sparando un Lansdale di quando ancora Lansdale aveva molto da raccontare (senza pretese, senza prendersi troppo sul serio, rarissimo). Sarà la mia estate lansdaliana, me la sto godendo abbestia!

  7. L’ho appena scaricato sul kindle!!!! Per ora sto leggendo Ancora viva della Thompson e ho finito Quattro etti d’amore, grazie (non mi ha fatto impazzire)!

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