Il ritorni dei Ro.Ro.Ro, classici su carta di giornale

Collezioni: come state messi? Difficile non averci provato una volta nella vita. Quand’ero piccola tutti i miei amici collezionavano qualcosa. All’epoca andavano di moda le tessere telefoniche, ma avevo anche degli amici (decisamente più intellettuali) che da bambini collezionavano monete e francobolli. A me piacevano le cartoline, ma non andando da nessuna parte e non avendo così tanti amici che me le mandassero è stata una collezione morta presto. In realtà collezionare cose non mi piaceva affatto. Non ne capivo il senso: possedere cose tanto per il gusto di possederle? Non avevo trovato la collezione che faceva per me forse. 

E’ che per collezionare qualcosa non bisogna decidere in anticipo che si vuole farlo, credo. Bisogna innamorarsi di un oggetto e poi volerne un altro e un altro ancora. Io ad esempio qualche anno fa ho comprato un gatto di legno e di lì a poco ho cominciato a volere tutto ciò che trovavo a forma di gatto.

E i libri? Non li ho mai visti come una possibile collezione. Oggi qualcuno mi ha detto che ciò che vogliamo quando compriamo un libro è il suo contenuto, non il contenitore. Sono solo parzialmente d’accordo. Collezionare libri è una cosa per bibliofili, non necessariamente per lettori. I lettori solitamente comprano con criterio, basandosi su ciò che desiderano leggere, non con lo scopo di riempire i ripiani di una libreria. Ma non è detto. Ad esempio quando vengono pubblicate quelle collane di classici allegate ai giornali accade spesso di comprare tutta la serie, solo per il gusto di possederla, anche se non si è mai pensato di leggere proprio tutti quei titoli.

Se decidessi di buttarmi su una collezione letteraria io mi butterei sui ro.ro.ro. Cosa sono? I Rowohlt-Rotations-Roman sono gli antenati dei moderni tascabili. Heinrich Maria Ledig Rowohlt, editore tedesco, li inventò nel dopoguerra:

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Con grande astuzia usò la poca carta concessa dagli americani stampando, in formato tabloid, su rozza carta di giornale, i grandi libri della letteratura mondiale, proibiti dal 1933 in Germania: da Joseph Conrad a I sotterranei del Vaticano di Andre’ Gide; da Sinclair Lewis a Fontamara di Ignazio Silone; da John Steinbeck a Faulkner, a Hemingway. Era nato il Rowohlts Rotations Roman, chiamato in breve ro.ro.ro. Il grande merito di questa attività pionieristica è stato quello di sprovincializzare una Germania cupa, triste, confusa, inondandola di milioni e milioni di copie di letteratura stupenda, al costo di solo 1 marco a copia.*

Oggi questa collana ritorna, per merito della casa editrice Clichy. Quattro i classici in prossima pubblicazione al prezzo di 1 euro: Le notti bianche, La leggenda del santo bevitore, Cuore di tenebra e Lo strano caso del dottor Dr. Jeckill e Mr. Hide. Peccato averli letti tutti, ma appena ne adocchio uno in libreria credo che lo acquisterò, se non altro per il gusto di collezionarli.

http://www.edizioniclichy.it/imageItem.php?img=img_pubblicazione/34/RO%20RO%20RO%20Stevenson.jpg&h=400http://www.edizioniclichy.it/imageItem.php?img=img_pubblicazione/37/RO%20RO%20RO%20Roth.jpg&h=400

Che ne dite? Vi piacciono? Li collezionerete?

* Inge Feltrinelli per il Corriere della Sera, 27 settembre 1992

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15 commenti

Archiviato in Curiosità

15 risposte a “Il ritorni dei Ro.Ro.Ro, classici su carta di giornale

  1. Sara

    Wow, non sapevo nulla di questa collana! Li collezionerò sicuro!! 🙂
    Io colleziono francobolli (ma senza atteggiamenti maniacali!) e libri, in una certa maniera: mi piace avere più edizioni dei libri che mi hanno appassionato di più. Così le belle sensazioni che mi hanno trasmesso si triplicano, quadruplicano, ecc. ecc.! 😉

    • Mmm… i francobolli sono una di quelle collezioni che non farei mai, credo. Il mio problema è che non vedo l’utilità delle collezioni. Tu dirai: tante cose sono inutili. Lo so, ma questa proprio a me non convince. Ad esempio non riesco a concepire neppure tanto l’idea di avere più di una copia dello stesso libro solo per un fattore estetico. Sono fatta così 🙂

  2. Presente! Ho collezionato di tutto! tappi,gommine del muilino bianco, fumetti ( che ho ancora ), bottiglie e videogiochi d’autore (passione ormai scesa ai minimi storici per vari motivi) e molto altro.
    Vado molto fiero della mia collezione dato che in essa ho raccolto il “meglio” uscito in console da quando ero bambino ad oggi,
    Per molti sono solo videogiochi ma garatisco che sono arte pure e come se fossero quadri o statue dovrebbero essere spiegati e visti per capirli a fondo
    ecco il link della collection :
    http://www.gamescollection.it/collections/n/114
    ho iniziato a collezionare anche libri qualche anno fa cercando prime edizioni ad es. ma ho smesso per problemi di spazio purtroppo.
    Dei più sentiti però esigo possedere sempre la versione più figa 🙂

    • Oh mamma… un vero collezionatore folle (non ti offendi vero?). Svelami l’arcano che sfugge ai non collezionatori (fatta eccezione per i miei gatti, dei quali non sono cmq maniaca): cosa spinge a collezionare? Qual è il fattore scatenante, l’impulso, il piacere?

      • Bhe non è che ci sia un segreto particolare. Semplicemente ho amato talmente tanto certi oggetti/cose al punto di collezionarle.
        Nel mio caso, a differenza di molti collezionisti, ho usato/goduto delle mie cose all’inverosimile condividendole anche con altri gruppi/persone prima di collezionarle.
        Personalmente ritengo che certi oggetti siano impregnati di una sacco di emozioni che ci regalano; collezionarli è come tentare di intrappolare tali sensazioni nell’illusione che siano nostre per sempre.
        Mi piacerebbe, quando un giorno non ci sarò più, che tutte le mie cose siano installate in una specie di mostra dove tutti ne possano godere e giocare.
        Credo che il vero scopo di una collezione sia questo: tramandare “qualcosa” (un epoca, un idea, un gruppo, etc)

  3. Io mi faccio sempre fregare da queste cose in genere… Libri e riviste per il piacere di sfogliarle anche senza leggerle! Ovviamente devono avere carattestiche organolettiche diciamo particolari: colori, consistenze, odori diversi e cotenuti curiosi o familiari. Mi ci vedo a curiosare tra i ro. ro. ro. Anche perche’ i grandi classici li ho sempre presi in biblioteca. Grazie della dritta!!!!

  4. Ormai compro in cartaceo solo quello che non trovo in ebook… I libri a meno che non siano edizioni uniche non li ho mai vissuti come oggetti da collezione anche se mi piaceva possederli fisicamente oltre che leggerli. Qualche anno fa collezionavo mug con i gatti, ora ho cominciato ad usarle e mi piace di più così 🙂

    • A me piace ancora possederli fisicamente. Credo che mi piacerà sempre anche se tendo all’economia più che alla bellezza: per capirci meglio due tascabili che un libro figo. Questi però sono carini e costano poco, perciò perfetti (almeno per me!)

  5. Ciao, che bello! Non sapevo di questa iniziativa e mi piace tantissimo. Credo proprio che li comprerò: anch’io li ho letti tutti ma mi sembrano proprio una bella idea. Cercherò di adocchiarli anch’io 🙂
    Buona serata

  6. Oddio, che belli °__° Non sapevo della loro esistenza. Credo/temo che, coff, si farà largo il mio spirito di bibliofila mangiacarta…

  7. Mi piacciono davvero…
    Bel post, come sempre quando si parla dei tuoi scritti.
    Sono sempre interessanti.
    Cara passa da me.. ho un post su Pavese!
    Ti aspetto!!!
    Luna

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