I book blog. Editoria e lavoro culturale

Capita a volte, anche ai cosiddetti “lettori forti”, di sbagliare completamente letture. Capita di partire per un viaggio e portarsi il libro meno indicato. E dire che sono piuttosto elastica nel collocare una lettura in contesti atipici. Un esempio su tutti: ho letto Anna Karenina in una settimana al mare, ho portato con me ogni giorno di quella vacanza la Siberia in spiaggia.

Ieri però, in una quattr’ore di treno diretta a Roma per un test, mi sono resa conto di aver sbagliato tutto. Letterariamente parlando. Non bastava la tensione, all’andata, e la stanchezza, al ritorno. No, mi sono pure portata un romanzo noioso, pesante, inconcludente, del quale non sono riuscita a leggere più di due pagine di fila ogni volta che l’ho aperto. Non avevo neanche una rivista e per qualche minuto ho pensato di sbirciare il film che il tizio seduto accanto a me guardava sul pc (peccato che avesse le cuffiette).

Poi mi sono ricordata che avevo il Kindle (e menomale) e che avevo scaricato un libro di cui avevo letto la recensione su un altro blog: I book blog. Editoria e lavoro culturale di eFFe. Il libro in questione esiste solo in formato ebook, per una precisa scelta dell’autore. È’ molto interessante e costa molto poco. Inoltre tutto il ricavato è devoluto all’Associazione Tumori Toscana. Vi dico tutte queste cose perché mi piacerebbe davvero che lo leggeste e che lo commentaste con me. eFFe è uno pseudonimo, cosa significa lo riporto pari pari dal blog dell’autore:

«Un nome e un cognome ce li ho, e anche molto belli secondo me, ma il primo lo usa solo mia madre e il secondo la Digos (ma fortunatamente la Digos mi chiama molto meno spesso di mia madre). Io stesso non li uso, del resto sono convinto che conti molto di più quello che uno fa che come si chiami».

https://i2.wp.com/m2.paperblog.com/i/172/1722146/i-book-blog-editoria-e-lavoro-culturale-effe-L-orjDOe.jpeg

I book blog è un saggio, molto breve, il primo forse che tratta di un argomento in parte nuovo, in parte già con una sua storia: i blog letterari. Cosa sono, come sono considerati negli ambienti dell’editoria e della cultura “tradizionale”, che influenza hanno sul mercato dei libri. E ancora, come sta cambiando a partire dai blog l’approccio alla lettura. I blog, diversamente dai giornali, si configurano come luoghi partecipativi: molto spesso, scrive eFFe, più dell’articolo in sé ha peso la coda di commenti che segue.

Nel capitolo successivo eFFe pone delle questioni di natura etica molto interessanti, questioni di cui a volte abbiamo discusso qui (e qui) sul blog e in giro nella blogosfera: esiste un codice di comportamento per i blogger letterari? Una serie di norme alle quali attenersi per non compromettere la propria credibilità, per non farsi sfruttare dagli editori, per creare contenuti davvero di qualità?

E’ un discorso complesso, che ovviamente ha sfumature diverse a seconda del peso di un book blog nella rete. Il blog di un singolo, come dice giustamente eFFe, non ha lo stesso peso di un blog collettivo, scritto da più mani, con un progetto editoriale, con migliaia di followers. Ne sono consapevole. Le librerie invisibili non è Minima & Moralia o Nazione Indiana, per citare qualcuno dei grossi. Ma, nonostante debba ammettere che non sono affatto d’accordo con tutto quello che eFFe scrive in questo libro, ho sentito che mi riguarda, che parla anche un po’ di me, di voi che avete un altro blog letterario o che ne seguite qualcuno. In questo libro si pongono delle questioni nuove, mai poste prima in maniera sistematica, questioni che interessano chi scrive e chi legge. Si pongono molte domande; essendo un campo relativamente nuovo e aperto si danno poche risposte, ma si apre un dibattito interessante.

Sarei davvero tanto curiosa di sapere cosa ne pensate. Vi rimando al sito dell’autore per l’acquisto del libro (disponibile anche su Amazon) per il semplice motivo che scaricandolo da lì contribuireste maggiormente a raccogliere i fondi per l’Associazione Tumori Toscana a cui sono devoluti i ricavati della vendita.

Advertisements

18 commenti

Archiviato in Chiacchiere in libreria

18 risposte a “I book blog. Editoria e lavoro culturale

  1. Non conosco, ma sembra un lavoro interessante.
    Io non ho il Kindle, e quindi in genere in vacanza porto più libri!!!
    Che ci posso fare, senza la carta io proprio non riesco a leggere!
    Amica, se ti va ti aspetto nel mio ultimo post!!!!!
    Luna

  2. Ne parlai anche io tempo fa. É una lettura piena zeppa di spunti di riflessione. Si discute molto ultimamente sulle “regole di comportamento” che un book blog dovrebbe adottare. Io credo che, come lo stesso Effe sottolinea nel suo testo, l’onestá verso i propri lettori é una condizione imprescindibile.

    • Ho letto la tua recensione. Onestà è parola semplice da pensare, più complicata da mettere in pratica. Mi spiego: a volte, come evidenzia eFFe, mettiamo in atto comportamenti che non riconosciamo come disonesti. Nel libro se ne parla molto. Io ad esempio ho trovato utile e condivisibile il decalogo di Christian Raimo: un mezzo semplice ed efficace per dirci cosa significa l’onestà nei termini di un blog letterario.

  3. Comunque sappi che mi hai convinta, alla fine l’ho preso e ora lo sto leggendo… a parte il fatto che è interessantissimo, mi colpisce come l’attenzione di buona parte delle recensioni che ho letto finora si sia focalizzata solo su un paio di frasi o sulle supposizioni su quel paio di frasi o sull’idea che si si è fatti su quello che altri avevano letto su quel paio di frasi… colpevole pure io, eh, mea culpa.
    Però davvero attirano così tanto di più i blog collettivi? Io preferisco di gran lunga quelli personali ò_ò

  4. Ciao Giulia Maria,
    in primo luogo grazie mille per aver letto il mio ebook e aver usato il tuo tempo per parlarne. E grazie soprattutto per avermi fatto scoprire una serie di cose (a partire dai tuoi link) che ignoravo.
    Mi colpisce molto una cosa delle reazioni al mio libro: che coloro i quali io ho chiamato direttamente in causa (i blog “grandi” o “famosi”, le macchine redazionali di diverse decine di persone) fino ad ora siano rimaste in silenzio, con poche eccezioni, rispetto a un testo che parla di loro. Nel capitolo “Quali blog?”, infatti, come hai notato, è di questi che discuto, e non della moltitudine di blog individuali, gestiti non come un prodotto editoriale ma come una passione. Eppure questi ultimi, i blog più piccoli (in termini di traffico, d’influenza, di produzione di contenuti) sono quelli che finora hanno dimostrato maggiore coinvolgimento nelle cose che scrivo. Senza volerlo – o per lo meno senza prevederlo – ho contribuito ad esplicitare e rendere pubbliche alcune questioni che sia tu che altri (come ho letto) avevate già affrontato. E questo mi sembra un bene: uno degli scopi del libro era proprio quello di far nascere (o, a questo punto, dovrei dire far emergere) un dibattito pubblico.
    Grazie allora per avervi contribuito!

    eFFe

    • Ciao eFFe,
      il tuo libro mi è piaciuto per questo motivo: mettere nero su bianco, in maniera sistematica, tante questioni attorno alle quali i blogger letterari ronzavano da tempo. Molti dei temi che tu affronti sono stati discussi in maniera più o meno approfondita qui e su tanti altri blog. Che i blog “famosi” o “grandi” non abbiano toccato queste questioni lo trovo strano ma credo di riuscire a darmi una spiegazione. Molte questioni da te affrontate sono spinose, nei meccanismi delle marchette alcuni devono essersi ritrovati. La sudditanza psicologica a certi sistemi è qualcosa di cui si è consapevoli, in fondo, ma non è facile parlarne. Io sono una blogger di secondo piano. Mi costa poco fare autocritica o interrogarmi sul comportamento da tenere in determinate situazioni (per esempio relativamente ai libri omaggio), ma per un blog importante non è così semplice fare mea culpa o anche solo un po’ di sana autocritica. Così stanno ignorando il tuo libro, questa è la mia opinione. Peccato, poteva nascere un bel dibattito.
      Grazie di essere passato sul mio blog!

  5. adesso ho una voglia pazza di leggere questo e-book ma mi trovo senza un centesimo sulla postepay… non è giusto! ;_;

  6. Credevo che con la parte iniziale intendessi il saggio ed ero stupita da tanta insoddisfazione xD
    Comunque mi sa che sono rimasta l’unica in tutta la blogosfera a non averlo ancora letto… che tristezza.
    (Sono curiosa di sapere qual era il libro bbbrutto ò_ò)

    • Nooo si dice il peccato ma non il peccatore. Che poi, non è un brutto libro, lo ammetto. Era solo il libro sbagliato al momento sbagliato. Per la persona sbagliata, perché io non posso leggere un libro in cui un tizio scrive a una tizia che ha visto una volta per caso e non succede mai niente. Ho bisogno di una trama, io. Ecco ti ho dato un indizio, ora potresti sapere che libro è.
      Per quanto riguarda l’ebook sono proprio contenta che l’hai preso, io sono sempre contenta se qualcuno segue i miei consigli 😀 Devo dire che a parte una positiva io di recensioni non ne avevo ancora lette perciò ero totalmente priva di pregiudizi nella lettura e questo mi ha fatto bene. Ciò non toglie che ci sono delle questioni che non condivido. E tu che ne dici?

  7. “Capita di partire per un viaggio e portarsi il libro meno indicato.” <— TREMENDO. VERISSIMO. DISPERAZIONE. Per fortuna ora ho il Kindle.
    Commento solo questo, sull'ebook ne ho già scritto 🙂 ma sulle questioni varie ho già visto che la pensiamo allo stesso modo…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...