L’insostenibile riservatezza del Kindle

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Ieri pomeriggio ero in treno. Una ragazza di fronte a me leggeva I racconti del terrore di Edgar Allan Poe, uno di quei libricini a 99  centesimi editi ultimamente da Newton Compton. Un ragazzo sfogliava un manuale della Hoepli che parlava di tecniche per la memoria, qualcuno sfogliava un quotidiano. Io leggevo un giallo, sul mio Kindle. E pensavo: io so cosa stanno leggendo queste persone, loro non sono neppure sicuri che io sta leggendo. Magari non si pongono neppure la domanda, direte voi. Ne dubito. Da lettrice, conosco il tipico voyeurismo dei lettori: quando entriamo in una casa non possiamo resistere all’impulso di studiare attentamente la libreria del padrone di casa, quando conosciamo qualcuno ci chiediamo se legga e cosa legga, se siamo su un mezzo pubblico ci piace sbirciare le letture altrui. Siamo un po’ impiccioni, oppure siamo così rari che vedere una persona con un libro in mano ci emoziona un po’. Non capita poi così spesso, neppure in treno. Io mi chiedo sempre come faccia la gente a far passare il tempo del viaggio senza annoiarsi, ma non sono molti coloro che ingannano il tempo leggendo, perciò quando si adocchia un lettore non ci può non sentire vagamente empatici.

I libri poi, sono un buon modo per attaccare bottone. Io sono per natura piuttosto negata per le conversazioni occasionali con estranei, ma mi sarebbe piaciuto chiedere alla ragazza che leggeva il libricino della Newton se sono davvero ben fatti oppure il prezzo nasconde delle pecche evidenti. A partire dalle letture si può rimorchiare, si può fare amicizia, si può discutere di tante cose.

A tanti lettori piace da matti spiare gli altri lettori. Ci sono blog come Libri in metro o Cartaresistente, che ho scoperto recentemente, dove tra le altre cose si raccontano a parole o con foto i lettori incontrati sui mezzi pubblici. La trovo un’idea bellissima. I nostri libri, come ho scritto tante volte, dicono qualcosa di noi, di chi siamo, del momento che stiamo vivendo.

Questo è il motivo per cui oggi, leggendo il mio Kindle, mi sono sentita vagamente in colpa. Se mi fossi imbattuta in uno dei blogger su citati oggi, non avrebbero potuto descrivermi o immortalarmi come la ragazza che legge Dieci piccoli indiani, ma come la ragazza che legge il Kindle, o come la ragazza che forse non legge affatto: magari controlla l’email o gioca con il suo tablet. Mi sono sentita un po’ come quei ragazzi che girano per la città con le cuffiette nelle orecchie, isolati da tutti, ignari di tutto ciò che gli accade intorno. Irraggiungibili. Mesi fa in un post ho decantato la libertà offertami dal Kindle di leggere le 50 sfumature in santa pace, senza nessuna occhiata equivoca o di biasimo. Ma a che servirà poi tutta questa riservatezza? A farci sentire più soli, sempre in rete ma scollegati dalle persone in carne ed ossa, dalle conversazioni reali in luoghi reali. E’ un caso che oggi sia andata in giro con il Kindle nella borsa, accade più spesso che porti in giro libri di carta. E questo post non vuole essere uno dei tanti contro gli e-reader. Ne ho scritto mesi fa quando me l’hanno regalato. Io al kindle trovo tanti pregi e alcuni difetti. La settimana prossima, quando sarò fuori per giorni, salverà le mie letture messe alle strette dalla limitatezza del bagaglio a mano.

Allo stesso tempo però, mi prefiguro un tempo futuro completamente digitalizzato, nel quale entreremo in casa di qualcuno e non potremo sapere se legge e cosa legge, se è un insospettabile fan degli Harmony o se compra solo saggi filosofici. Non potremo chiedere “Mi presti quello?”, non potremo “molestare” uno sconosciuto in treno chiedendogli se il bestseller che sta leggendo vale la pena di essere acquistato. Ci faremo i fatti di tutti su facebook e i fatti di nessuno letterariamente parlando.

Continuiamo a comprare i libri di carta, vi prego, perché questo scenario mi fa un po’ tristezza.

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29 commenti

Archiviato in Chiacchiere in libreria

29 risposte a “L’insostenibile riservatezza del Kindle

  1. Ti capisco! io faccio parte di quelle persone che ha scoperto il fascino della lettura tardi ma che ha saputo rifarsi in svelta. Ho sia un kindle che n-mila libri, ma mai terrei solo il kindle dovessi scegliere forzatamente.
    I libri sono magia pura! è dalla carta che si fanno sentire e vivere! ogni libro è diverso da un altro, non solo per la storia o contenuti, ma anche per peso, forma, odore. Essi si appicciano ai tuoi ricordi legandosi al particolare momento che stai vivendo mentre li leggi.
    Il kindle serve in extremis! io lo uso per leggere bestie da 1000 pagine che portarsi in tram non è esattamente una passeggiata!
    Riguardo al resto concordo: usare la tecnologia è utile ma snatura i rapporti sociali.
    Mi permetto di postare qui un articolo che ho scritto sul mio, appena nato, blog, che si accosta in altro modo a quanto hai pensato tu sulla socialità nell’suo della tecnologia (kindle,palmari,pc ecc ecc)

    http://percorsisparsi.wordpress.com/2013/04/13/siri-di-apple-mi-conosce-meglio-degli-esseriumani/

    Ti seguirò nei tuoi scritti, tratti argomenti interessanti!
    a presto
    Marco

    • Ciao Marco, grazie di essere passato sul mio blog. leggerò il tuo articolo.
      Riguardo alla lettura che dici di aver scoperto tardi, quanto tardi? Sono curiosa…
      Io diversamente da te non riesco a leggere i malloppi da mille pagine sul kindle: non avere la cognizione fisica di quanto mi manca da leggere mi mette ansia! Strani effetti collaterali da e-reader..

      • guarda io ho iniziato ad amare i libri solo 4 anni o fa o meno ( ho 40 anni).
        prima non potevo sopportarli, troppo noiosi, troppo poco immediati, preferivo di lunga video, film, o mezzi simili.
        Poi un giorno per scomessa con un amico ( non ce la farai mai a leggere un libro, hai poca costanza, ecc ecc ) lessi “i pilastri della terra” e mi resi conto, verso la fine, di essere rapito dalla storia, dal modo di scriverla e dalla voglia di vedere come finiva, soffrendo con e per i personaggi.
        Chiusi il romanzo stupito dell’effetto che mi fece!
        Iniziò per me una nuova avventura, una nuova passione.
        Inizia a leggere a rotativa, uno dietro l’altro in un anno e mezzo lessi qualcosa come 56 libri tra romanzi e qualche saggio.
        Iniziai a rimanere rapito dal profumo della carta, dalle librerie, luoghi che avevo sempre visto e visitato ma solo per capire dove fossero gli scaffali dei videogiochi
        Credo che sia stato uno “fulmine” tra i piu belli della mia vita.
        Leggere mi ha aiutato tantissimo, mi ha avvicinato a cose, persone, pensieri che prima non sapevo nemmeno esistere o non considerare nemmeno.
        Ora leggo un po meno, ma ho sempre cone me un libro (vero) che tratto come un piccolo passeggero che mi accompagna nei miei viaggi e nella mia vita. Come un amico insomma!
        e tu come hai iniziato?

        • La tua è una storia curiosa e davvero rara credo. Conosco poche persone che si siano appassionate alla lettura alla tua età. E’ un’esperienza che non posso condividere perchè io ho amato leggere fin da piccola, ma che mi fa riflettere su quanto si possa fare per appassionare alla lettura non solo i bambini ma anche gli adulti. In ognuno di noi si nasconde un potenziale lettore. E’ bello saperlo!

  2. io sono una di quelle. Una di quelle che sbircia il lettore ed il suo libro. sono una di quelle che fa certe figuracce dicendo “ciao, anche io ho letto questo libro, ti piace?”. E’ vero, quando vedo che intorno a me c’è qualcuno che legge mi emoziono, mi chiedo chissà se sta provando le stesse emozioni che ho provato io quando ho letto il suo stesso libro. Io sono una di quelle che va in giro quasi sempre con un libro nella borsa, e non potrei mai avere un Tablet, non potrei mai scaricarmi i libri perchè io devo sentirne l’ odore.

    • La lettura è di per sé un atto solitario. Non amo le letture collettive. Quando leggo voglio essere sola col libro. Dopo però, soprattutto se mi ha colpito voglio parlarne il più possibile. E qui viene il blog, perché nel mondo reale non sempre trovi chi legge tanto e ha voglia di parlare di libri. Credo che sia per questo che alla vista di un lettore in treno ci emozioniamo e proviamo lo stesso senso di solidarietà che proveremmo tra connazionali in un paese straniero. Chi può resistere al richiamo di un altro lettore seduto di fronte a sé?

  3. Secoli fa avevo letto un articolo sul fatto che la grande diffusione in America delle sfumature derivava molto dalla massiccia distribuzione del libro in ebook. leggi un libro erotico in ebook? Nessuno lo sa.
    E’ un po’ la differenza tra guardare porno sulla tv di casa con famiglia e coinquilini o guardarli nel proprio pc.

    Io sono come te. Leggo in ebook senza rinunciare alla carta. Perché ebook vs cartaceo? noi vogliamo TUTTO 😀

    • Certo! Chi l’ha detto che dobbiamo scegliere? Io sono una lettrice compulsiva, in mancanza d’altro leggo pareti volantini del supermercato, perciò la diatriba cartaceo vs digitale non mi prende poi tanto. La convivenza è la chiave.

  4. Anche io spio i libri altrui, e anche mi sono posta “il problema” di come fare di fronte alla diffusione degli e-book reader, più “attenti” alla privacy del lettore. Intanto non è che sia sempre un male (magari io sto leggendo un romanzo erotico e la copertina è un po’ esplicita), e poi qualcuno su un forum, quando ho fatto proprio la tua osservazione (“eh, però brutto che non si possa più capire cosa leggono gli altri”), mi ha ribattuto: “al contrario, sarà un’opportunità in più per attaccare discorso: ‘Che stai leggendo?'” 🙂

    • Ma io non sono così sfacciata! Già fatico a interloquire con gli sconosciuti, figuriamoci così! E poi attaccare bottone è l’ultima cosa. A me piace soprattutto osservare e farmi dei “film” sulle persone, su cosa pensano, sulle loro vite… 🙂

  5. Mmmh, bene, da dove cominicare? Forse col presentarmi, già! Sono Tine e sono capitata sul tuo blog qualche giorno fa. Nel mio blog ho scritto un post sul mio nuovissimo lettore di ebook, il cui primo vantaggio era quello di potergli realizzare “cover” all’uncinetto. Questo non vuol dire che sia l’unico pregio che io ci abbia trovato! Nel mio post elenco gli ovvi vantaggi dell’aggeggio ed espongo il mio dubbio circa il lato ecologico. Il tuo appunto, però, al riguardo dell’isolamento e dell’impossibilità di “studiare” le persione che persone che incontriamo dai libri cha hanno in casa è legittimo e lo sposo in pieno! Ance se non frequento i mezzi pubblici, quando mi capita sono irresistibilmente attratta dalle letture degli altri.
    Un saluto 🙂

  6. Sono una lettrice atipica, a me di sapere cosa leggono gli altri sul treno non m’interessa proprio XD
    Anche perché solitamente non vedo l’ora di sedermi tirare fuori il libro e leggere in santa pace. Anzi, m’infastidisce chi mi guarda in modo “strano”, a volte vorrei dirgli “sto leggendo *titolo*” sei contento adesso?” oppure “sto leggendo, basta fissarmi, grazie”.
    Insomma, per me la lettura è un momento molto privato.
    Per questo anche se usassi il mio e-reader non cambierebbe molto per me..purtroppo non riesco ancora ad abituarmi.

  7. Sono Riccardo, di Libri in Metro. Intanto grazie per la menzione. Questo post è molto vero, persino io quando ho ceduto alla comodita di un ereader ho pensaro di “tradire” un po’ la missione, se i lettori non possono sapere cosa sto leggendo io il gioco non è alla pari. Sono d’accordossimo anche sul fatto che i libri aiutino a creare relazioni: io ad esempio ho un amico di libri con cuo quotidianamente confronto le letture e tengo alta la voglia di affrontare e confrontarmi con nuovi libri, per assonanza o per contrasto.
    Ottimo post!

    • Ti ringrazio per essere passato. Seguo il vostro blog da tanto e trovo sia un’ottima rappresentazione di questa mania da lettori. Voi avete creato un blog a partire dalla constatazione di un comportamento diffusissimo nella vita quotidiana dei lettori e io la trovo un’idea semplice e allo stesso tempo geniale.

  8. Quest’articolo è, in un certo senso, l’altro lato della medaglia rispetto a quanto ho scritto qualche giorno fa circa il fascino (su di me) dei libri usati. 🙂

    • Ho letto il tuo articolo qualche giorno fa e mi ci sono ritrovata perfettamente. I libri altrui, specialmente se “vissuti” hanno un fascino indescrivibile perché ti fanno entrare nell’intimità del loro precedente lettore. Le parti sottolineate, le note a margine, le eventuali dediche… Sono tutte cose che cerco in un libro usato. Il principale fornitore dei miei libri usati è il nonno che ha una biblioteca invidiabile. Purtroppo non trovo spesso rivenditori di libri usati in giro. Concordo con te: la passione per l’usato fa parte dello stesso impulso che ci spinge a spiare le letture altrui. Da cosa nasce non so, forse dalla necessità di creare dei legami anche a partire dai libri.

      • Il bisogno di condividere con gli altri le emozioni, bisogno che talvolta mettiamo da parte credendo di poter bastare a noi stessi, ma che ritorna prepotente sotto diverse forme (anche un blog, sotto certi aspetti, risponde a questo bisogno). 🙂

  9. Se mi fossi trovata nel tuo stesso treno, credo che mi sarei contorta in ogni modo possibile per arrivare a capire cosa stessi leggendo. Veramente, perché noi lettori siamo così ossessionati dalle altrui letture? ò_ò

  10. non mi capita di vedere in treno o in autobus tanto spesso gente che legge. in effetti, quando mi trovo davanti a un altro lettore mi viene naturale chiedermi cosa sta leggendo, se quel libro gli piace, se ne vale la pena eccetera. ma non ho mai il coraggio di intavolare discussioni.
    di lettori con e-reader mai visti, o forse scambiavo l’aggeggio diabolico per l’ennesimo tablet e passavo oltre.
    in ogni caso concordo su tutto. ok, figata la tecnologia, la comodità eccetera. però mi mettono tristezza questi affari freddi di plastica e vetro (o altre strane resine troppo moderne per me) che prendono il posto dei libri.

    vado spesso a casa di un mio vecchio professore del liceo che ha la casa interamente foderata di libri, ed è bellissimo stare lì a leggere i titoli e tutto il resto. penso alla tristezza se quei tomi venissero sostituiti da una microsd.
    perché togliersi certi piaceri?
    le mie librerie (che non sono tante come quelle del professore) stanno scoppiando e spesso devo arrivare a mettere libri e fumetti nella terza fila e ho il terrore che gli scaffali si rompano. però è bello e non le cambierei mai con un aggeggino elettronico e più spazio per appendere i quadri.

    • Anch’io adoro le case stracolme di libri. Le pareti interamente occupate da una libreria. C’è gente che per ricreare quell’atmosfera compra i libri a peso o al metro. Ma indubbiamente è più bello averli letti quei libri. Quando immagino la mia casa ideale sogno sempre una mega libreria quasi in ogni stanza!

  11. Io uso il Kindle ma la carta mi manca …..ma costa di più!!!

  12. Verissimo, anche io sbircio sempre i libri in mano agli altri e mi faccio idee (spesso sbagliate) sulla persona…. Io continuo a leggere sia cartaceo sia digitale 😉

  13. Qualche tempo fa in metropolitana ho incrociato un anziano ultra settantenne che leggeva le famigerate cinquanta sfumature e mi sono fatta tutto un film nel tentativo di scoprire come avesse scelto un libro che davvero non riuscirei ad immaginare tra le mani di un uomo, a maggior ragione di quel l’età. Mi fa ancora sorridere… se avesse avuto un tablet non mi ricorderei neppure di lui. È vero noi lettori siamo simpaticamente impiccioni 🙂

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