Del recensire/2. Book bloggers brutti e cattivi

In uno dei miei ultimi post, quello riguardante le recensioni e il mondo dei book blogger, mi ero ripromessa, dopo avervi parlato di “La forza fallace dei blog”, famigerata iniziativa di un gruppo di blogger che, ribadisco, non condivido ma neppure condanno, mi ero ripromessa di dire qualcosa in più su questa attività delle recensioni “a richiesta” che molti blogger (me compresa) concedono.

Il problema all’inizio non me l’ero proprio posta. Ingenuamente ho pensato che non ci fosse nulla di male, anzi che potesse essere un’esperienza nuova e del tutto priva di insidie quella di offrirsi di recensire le opere di scrittori emergenti o di piccole case editrici che si fossero rivolte al mio blog. Il dubbio mi è sorto quando girovagando nella blogosfera ho intercettato lo sfogo di una blogger che aveva deciso di chiudere il suo blog proprio perché (sintesi mia) disgustata dal mondo dei book bloggers interessati solo a leggere a scrocco e a produrre recensioni positive solo per intercettare un numero sempre maggiore di libri in regalo. In sintesi la blogger, che poi ha effettivamente chiuso il suo blog, ritiene che il mondo dei book bloggers sia al 90% una truffa, che non c’è da fidarsi, che siamo talmente brutti e malvagi che tanto vale ritirarsi subito per non esserne considerati parte.

censorship_large

Quel post mi ha colpita parecchio. Ci ho pensato un bel po’. Bisogna davvero credere in ciò che si è scritto, se si arriva a decidere di chiudere un blog attivissimo e fino a quel momento appassionato per un motivo del genere. Intanto una premessa: ho un blog che parla di libri, ma non posso dire di conoscere il mondo dei book blog, e questo perché è francamente impossibile delimitare i confini di un universo così vasto ed eterogeneo. C’è il blog del critico letterario, quello del giornalista, quello del laureato in lettere, dell’insegnante, della casalinga, dell’adolescente… tutti sono titolati a parlare di libri come semplici lettori e questo rende difficile inquadrare il blogger tipo. Io non saprei come farlo. Parlerò perciò per me, perché mi sento punta sul vivo dall’accusa lanciata da questa (ormai ex) blogger.

Anch’io, nella pagina contatti de Le librerie invisibili, mi offro di leggere e recensire qualunque cosa mi mandino. Agli autori che mi hanno contattata ho sempre inviato, per chiarezza, una mail nella quale stabilivo le condizioni della mia lettura: nessuna recensione positiva a priori, nessuna forma di pubblicità, non sono un critico ma solo una lettrice, decidete voi se volete comunque inviarmi la vostra opera. Devo dire che gli autori sono stati tutti corretti e hanno deciso di inviarla comunque. Secondo step: se posso farvi risparmiare almeno le spese di spedizione lo faccio volentieri: se volete, mandatemi pure un formato elettronico. Il fatto di essere omaggiata di un libro, in ogni caso, non mi ha mai fatta sentire vincolata a parlarne bene (altrimenti i critici professionisti lo farebbero sempre), ma devo ammettere che una piccola difficoltà è sorta quando il libro in questione non mi è piaciuto. Che fare?

La lettura è un piacere. Scrivere di libri è un piacere. Per questi motivi sul mio blog appaiono raramente recensioni negative, a me piace parlare soprattutto di ciò che mi piace. E qualche libro di quelli inviatimi non mi piaceva, anzi, ad essere sincera non mi piaceva già da prima che me lo inviassero. Come faccio a saperlo? Esattamente come so che in libreria non mi verrebbe neppure in mente di guardare tra certe categorie di libri. So bene cosa escludo a priori nelle mie letture. Dunque un errore l’ho fatto anch’io, non mi sono ridotta ad essere alla mercé degli autori come accusava quella blogger, ma mi sono ridotta a leggere e recensire qualcosa che non amavo, con grande dispiacere devo ammettere. Non lo farò più. Da oggi mi riservo di essere ancora più sincera e di rinviare al mittente le proposte di lettura che non gradisco.

527862_350226515049588_52003690_n

Infine, quello che la ex blogger non considera, ma che crea più insidie di un blogger venduto, è la reazione funesta dell’autore stroncato. Lungi da me fare stroncature, ma leggendo questo interessantissimo post (Di blog che dovrebbero chiudere, di accuse anonime, di lor non ti curar) ho capito che le insidie sono dietro l’angolo. Sempre meglio attrezzarsi.

Avrei voluto chiudere questo post con una parte più positiva, dedicata ad un libro (Una vita. Selma Meerbaum-Eisinger) che l’autrice Francesca Paolino mi ha appunto inviato per una recensione.

Dal momento che mi sono lasciata un po’ prendere la mano dalla questione delle recensioni e che il libro della Paolino è davvero bello ne parlerò sicuramente nel prossimo post.

Intanto, che mi dite delle vostre recensioni? Vi offrite di leggere le opere di autori esordienti? Vi siete dati qualche regola di comportamento in questi casi? Siete mai incappati nel famigerato autore permaloso?

Annunci

18 commenti

Archiviato in Chiacchiere in libreria

18 risposte a “Del recensire/2. Book bloggers brutti e cattivi

  1. Pingback: I book blog. Editoria e lavoro culturale | Le librerie invisibili

  2. il mio è un blog piccolino e non mi è mai capitato di qualcuno che mi chiedesse di scrivere una recensione di un suo libro. anzi una volta sì, una ragazza mi propose di leggere il libro che aveva scritto e poi spedirlo all’indirizzo successivo di una catena di lettura. mi aveva mandato una mail molto gentile e dettagliata, non chiedeva recensioni positive per forza, soltanto un parere per farsi conoscere. le risposi che andava bene ma che non ero a casa per un po’ e che quindi doveva aspettare a mandarmelo. mi disse ok, ti ricontatto e poi non lo fece più. non la cercai neanche io, perché a dire il vero la sinossi del libro mi entusiasmava poco, ma si sa mai che uno scopre qualcosa di interessante, avevo evitato ogni pregiudizio.

    adesso non so cosa farei. di certo se mi venisse proposto l’urban fantasy di turno plausibilmente rifiuterei, so che il genere non mi piace e non mi va di leggere forzatamente. ma quando posso, se becco un esordiente in rete che ha scritto qualcosa che mi ispira e l’autore mi sta simpatico, cerco di procurarmi il libro e di scrivere qualcosa in merito, sopratutto se è un romanzo valido. so che in questi casi il passaparola aiuta.

    di recensioni “a pagamento” per forza positive, no, neanche a parlarne. sarò pure disperatamente senza soldi e mi ci vuole un po’ di sforzo per comprare i libri, però non mi interessa, se non mi piace non mi piace, pazienza se nessuno mi manda la roba gratis a casa.

    • Guarda alla fine a pagamento significa solo che a volte ti regalano il libro, magari non bellissimo e spesso in formato digitale perciò senza spese. Pretendere una recensione positiva solo per questo mi sembra assurdo, ma a volte accade.
      Una curiosità: ma cos’ è una catena di lettura?

      • d’accordissimo sull’assurdità della questione e sui dubbi circa il “pagamento”.
        la catena di lettura – cosa che ancora non ho fatto e non mi ispira moltissimo – consiste, almeno nel caso di cui parlavo io – del fatto che l’autrice mandava il libro a un primo contatto, che lo leggeva e poi lo spediva al secondo eccetera. quindi lo stesso libro che gira tra più persone in stile catena di sant’antonio.

        io non sopporto i libri prestati, devo poterci scrivere sopra, sottolinearli, rileggerli quando voglio e come voglio, quindi non mi ispirano molto cose del genere, però boh, son gusti…

  3. Io non ho mai ricevuto richieste in questo senso, anche perché sono una mezza sconosciuta nel magico mondo del web, ma credo che non accetterei mai manoscritti, credo che si potrebbe creare un pericoloso circolo vizioso. Se qualcuno mi chiedesse un parere personale da dare a lui/lei si, ma se mi chiedesse di recensire un libro sul blog, no.
    Girando nei vari blog ho visto che qualcuno collabora con le case editrici, ad alcuni non fa niente, a me fa qualcosa: semplicemente tendo a considerare quel blog poco affidabile.

    • Come ho scritto nel post non mi trovi poi così d’accordo con questa opinione. Si può recensire a richiesta ed essere allo stesso tempo seri e affidabili, basta essere chiari con gli autori, con i lettori del blog, eventualmente con le case editrici. Basta essere fedeli a se stessi e io ci provo sempre.
      P.S. Ma quindi consideri anche questo blog inaffidabile?

      • Sai, io sono un po’ sospettosa…spesso sono portata a pensare che uno alla lunga debba “ottenere” qualcosa, il blogger libri, autori/caseeditrici recensioni facili. Penso questo perché ne vedo a bizzeffe di blog così: su 10 libri inviati dalla casa editrice ovviamente non tutti saranno buoni, però magari il blogger su 10 recensioni ne farà 9 positive e 1 negativa, per tenere una sorta di “indipendenza”.
        Per quanto riguarda il tuo blog sono stata frettolosa e non mi sono spiegata bene. Alla lunga, leggendo un blog e quello che uno scrive capisci com’è il blogger. E anche se so che questo blogger riceve libri sono prevenuta fino a un certo punto, perché si crea quel rapporto di “fiducia” (tipo libraio/bibliotecario-lettore). Invece da come scrivono altri blogger, dall’eccessiva enfasi che mettono nel recensire ad esempio, si capisce altro, blog di quel tipo non m’interessa seguirli ne leggere.
        Poi per come sono fatta io nel momento in cui decido di seguire un blog vuol dire che lo considero cmq affidabile, che m’interessa cmq quello che dice.
        Scusa se non mi sono ben spiegata.

        • Non ti preoccupare, la mia era più una provocazione che una risposta seria 😛
          Lecito essere sospettosi, lo sono anch’io su certi blog, su quelli altamente impersonali nei quali leggo solo il copia incolla della quarta di copertina e una recensione entusiastica di tre righi. Quei blog lì non mi suscitano molto interesse, la maggior parte delle volte guardo e passo. Va da sè che se mi fermo a commentare sto già esprimendo un interesse per quel blog e per il progetto del suo blogger. Credo sia così per tutti. Grazie della fiducia!

  4. Oh, salve! Il curioso momento in cui ti rendi conto che quel titolo ‘sì familiare è quello di un tuo post xD
    Sulla prima parte… beh, in parte l’ex-blogger ha ragione, la rete è rigonfia di blog che – per me – non hanno poi questo gran motivo di esistere, che si limitano a segnalare l’uscita di libri o a fare pubblicità a chiunque lo chieda. Un paio di mesi fa mi era arrivata la richiesta, da parte di uno scrittore, di pubblicizzare il suo ultimo libro. Non avendo possibilità di leggerlo – sono un’inguaribile sniffacarta, sigh – ho declinato, per poi trovare il suddetto libro pubblicizzato ovunque. Certi blog arrivavano pure a consigliarlo caldamente, nonostante non l’avessero mai letto. Il che sì, non fa onore. Però non si può neanche dire che la maggior parte dei blog siano così, via. Io ne seguo a decine di meravigliosi, a volte mi manca fisicamente il tempo di leggere tutti i post che vorrei. Soprattutto non capisco l’eccessiva reazione dell’ex-blogger. Cioè, va bene un po’ di astio, però arrivare a chiudere il proprio blog… mah, mi pare un po’ troppo.
    Sul resto… beh, io ammetto che finora non ho ancora recensito nulla che mi sia stato mandato. Attendo da un po’ un libro in catena di lettura (tristemente bloccata T_T) e so che, quando mi arriverà, cercherò di essere il più oggettiva possibile, nel bene e nel male. L’autrice è stata cortesissima, perciò mi spiacerebbe doverla criticare, però so che lo farei. E ammetto che, a parte qualche eccezione, non mi spiace troppo poter usare la mancanza di ereader come scusa per non leggere quello che mi mandano. Non è facile né piacevole ferire qualcuno che ti chiede un favore.

    • Hai ragione, scusami! Ho scritto il post di getto e pensavo di avvisarti di quel link, ma poi dovevo uscire e ho pensato “lo faccio domani mattina, tanto non leggerà così presto”, e invece… eccoti 😀
      Anch’io credo che ci siano blog validissimi ed altri meno validi, ma è la regola che vale un po’ per tutto nella vita: basta non frequentarli e passa la paura. Se poi la blogger voleva esprimere una forma di protesta avrebbe dovuto lasciare quel post lì dov’era affinchè in molti lo leggessero, invece quando ho provato a cercarlo ho scoperto che il blog non c’era davvero più. Insomma, uno strano comportamento…

  5. Io sono orientata a recensire alcuni esordienti, ma su mia scelta. Le probabilità che siano pessime letture quelle che mi vengono proposte da esordienti o sedicenti scrittori col romanzo rivelazione nel cassetto è troppo alta, e… non ho tempo, non ho modo di fare questo tipo di lavoro, quando mi toglierebbe tempo per leggere bei libri.

    Le persone che mi hanno chiesto recensioni hanno ricevuto una serie di condizioni (“se vuoi mandamelo forse lo leggo, forse se mi piace lo finisco, forse se ho voglia lo recensisco, forse positivamente”, per dirla in breve) e si son tirate indietro 🙂

    Riguardo ai blog… la tizia probabilmente frequentava i blog formato stampo che tanto circolano, basati su copia-incolla di comunicati stampa di casi editrici, immagini e preview di libri attesi che nulla dicono, e recensioni sempre positive.

    Alla fine è semplice captarli e… ignorarli.

    • Fai bene a porre tutte quelle condizioni, ho capito un po’ tardi che avrei dovuto farlo anch’io per non trovarmi in situaizoni spiacevoli. Da oggi decisamente mi convertirò a questo atteggiamento: recensisco sì, ma a modo mio!

  6. Alessandra V.

    Ciao! Condivido quanto hai scritto nel tuo post. Non c’è nulla di male nel leggere e “recensire” libri (di scrittori emergenti e non) a patto che lo si faccia sempre con estrema sincerità e sensibilità. E’ giusto far notare ciò che eventualmente non è piaciuto del testo, ma questo non vuol dire “insultare” gratuitamente l’autore (il quale se è un emergente avrà chiaramente qualche lacuna o punto da migliorare) ma credo si possa dare un giudizio spassionato senza necessariamente “offendere” lo scrittore. Anzi io credo che dando un giudizio (il più accurato possibile) si possa aiutare l’autore a migliorare il proprio stile (i consigli, se onesti, fanno sempre piacere ed aiutano tantissimo). Chiaramente anch’io faccio tutto questo per il puro piacere della lettura (i critici letterari sono già tanti e lo fanno di mestiere, avendone le competenze). Quindi che ben vengano i nostri commenti, consigli, opinioni! …è così bello condividere la passione per i libri! A presto 😉

    • Non amo le critiche troppo crudeli, neppure quando provengono dai professionisti. So quindi che non potrei mai fare mio quest’atteggiamento. Io sono proprio buona, mi faccio mille scrupoli, capisco cosa significa il libro per il suo autore, specialmente se è il primo. Insomma credo che la chiave sia la sincerità ma con la dovuta diplomazia. Compito non sempre facile…

  7. a me è successo di peggio. si presentò nei commenti uno chiedendomi di leggere il suo libro e di scriverne sul mio blog, dopodiché indicava il prezzo del libro, 12 euro. un’altra mise direttamente un commento con pubblicità del suo libro/blog, lo cancellai ed ebbe a ridire. ma già prima di queste esperienze, non ho mai fatto post a richiesta. come dice moloch devo sentirmi libera nelle letture. di iniziarle, finirle, mollarle, riprenderle o dimenticarmene 🙂

    • Ahahah di esperienze così negative non ne ho avute e spero proprio di non averne! Al massimo ho trovato irritante che un autore mi chiedesse esplicitamente di “pubblicizzare” il suo libro. Pubblicizzare proprio no, ho risposto, al massimo lo leggo e do un parere spassionato. Per fortuna non se l’è presa e me l’ha mandato lo stesso!

  8. Ciao, arrivo per la prima volta sul tuo blog. Questo post è interessante e mi spinge a risponderti: da blog “generalista” aperto anni fa, man mano il mio si è trasformato in uno che parla solo di libri (il fatto è che la mia vita non è così “densa” di avvenimenti da riempirci un blog!), per la precisione recensioni dei libri che leggo, fatte con impegno ma nel più puro “dilettantismo”, di semplice lettrice appassionata. Mi è stato chiesto in passato di leggere e recensire un paio di volte, la prima da un autore che conosco anche di persona, ed è andata “bene”, nel senso che il libro mi è piaciuto. Un’altra volta, sempre col libro di un altro amico, la recensione conteneva qualche critica e la reazione è stata un po’ piccata (il suo argomento era: sto promuovendo il libro, se non ti ha convinto del tutto potevi evitare di parlarne sul web per non danneggiarmi), ma passato poco tempo amici come prima.
    Potendo scegliere (visto che il blog è il mio), penso che d’ora in poi, se mai qualcuno me lo chiedesse, rifiuterò di fare recensioni “a richiesta”: non perché mi senta condizionata a dir solo e soltanto bene del libro (in passato ho appunto sempre liberamente detto la mia), ma perché mi piace scegliere in assoluta autonomia i libri che leggo, e gli omaggi a scopo recensione, anche se fatti in buona fede, da autori non permalosi e aperti alle critiche e alle eventuali stroncature, sarebbero pur sempre letture “obbligate”.

    • Sulle letture obbligate ti do ragione, ma in fondo tutto dipende dalle motivazioni per le quali si apre un blog. Io ho creato questo spazio anche per sperimentarmi in un ambito che un domani vorrei divenisse lavorativo. Per questo sono disposta a osare un po’ di più ed eventualmente a prendere qualche fregatura (tanto capita anche con libri che scelgo e compro autonomamente). Detto ciò sono incappata anche in dei piccoli gioielli, meritevoli di attenzione e di maggiore diffusione. Felice di averti sul mio blog! A presto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...