Del recensire, strani esperimenti

Qualche settimana fa una curiosa iniziativa ha spaccato il mondo dei blog letterari. Se anche non vi avete partecipato è difficile che nelle settimane seguenti non ne abbiate sentito parlare. Nel caso ve la siate persa, io che come voi non ho partecipato (ma non ho potuto neanche prendere in considerazione l’idea per esserne venuta a conoscenza a festa finita) e col senno di poi è stato un bene, vi faccio un riassuntino delle varie puntate.

Alla fiera della piccola e media editoria di Roma “Più libri più liberi“ un gruppo di blogger riuniti ad una tavola rotonda decide di riunirsi in un gruppo su Fb e condividere un esperimento particolare. Scelgono tutti di recensire lo stesso libro, positivamente o negativamente non importa, purché serva per conoscere l’effetto che le recensioni del web possono avere sui lettori. “La forza fallace dei blog”, l’hanno definita. Per svariati motivi la cosa fallisce e i blogger coinvolti pubblicano un comunicato stampa, che trovate qui, del quale vi riporto solo gli stralci che mi hanno lasciata più perplessa:

«Le modalità di partecipazione erano semplici: scrivere e pubblicare una segnalazione/recensione de ***, romanzo scelto perché considerato un ottimo esempio di letteratura, nominato come Best British Book of the Last 25 years e apprezzato a tal punto in suolo britannico da trarne anche una serie targata BBC. In nessun caso, è bene specificarlo, è stata richiesta la pubblicazione di una recensione falsata, dichiaratamente positiva quand’anche il recensore avesse espresso il proprio giudizio negativo all’opera. Non sono state prese in considerazione le recensioni negative – che rappresentavano l’1% del totale e sarebbero state ugualmente pubblicate per correttezza e trasparenza alla fine del periodo stabilito, ovvero dal 15 febbraio – perché lo scopo di questo studio di settore (nella sua fase embrionale e sperimentale) era valutare il peso della valutazione positiva (sincera e non condizionata) dei blogger sull’andamento delle vendite. L’analisi dell’impatto di giudizi discordanti e spesso sfavorevoli riguardo un determinato romanzo sarebbe stato il punto focale della seconda parte del progetto. Lo scopo delle segnalazioni, invece, era rendere consapevole il lettore della presenza de *** in libreria, giacché era stato ampiamente ignorato dal pubblico e dalla critica sul web. 

Ci lascia interdetti la poca professionalità di alcuni, che senza interpellare gli organizzatori dell’esperimento si sono sentiti in dovere di informare i lettori riguardo un’iniziativa che a loro dire ledeva la fiducia necessaria in un rapporto lettore/blogger».

Le parti in grassetto sono ovviamente quelle che mi hanno colpito di più. Tendenzialmente non sono per la dietrologia, non vedo complotti ovunque mi giri. Anche in questo caso perciò tendo a non vedere qualcosa di male in questa iniziativa e voglio credere ai blogger che dicono che non è stata assolutamente pilotata dall’alto, per esempio dalla casa editrice. Voglio credere che sia stata un’iniziativa spontanea, ma ingenua. Ingenuo è impegnarsi in un esperimento che, in maniera poco trasparente (il non poter rivelare ai lettori del proprio blog cosa sta accadendo lo è), produce un ritorno economico indubbio per questo libro. Io volutamente non ho citato il titolo. Lo troverete ovunque, ma mi sembra di fare il gioco di chi ha lanciato questa iniziativa che come ho detto non condanno ma neppure condivido.

Se leggo un libro e lo recensisco (e già qui avrei delle riserve perché io non sono un critico letterario, perciò riformulo: se leggo un libro e do un’opinione, un’impressione personale, la mia opinione vale x. Ma se in 100 blogger leggiamo e parliamo positivamente dello stesso libro la nostra opinione vale x elevato a 100. C’è bisogno di sperimentarlo? Mi sembra scontato. Accade che i lettori dei nostri blog si chiedano: ma che succede? Questo libro è un capolavoro? Ne parlano tutti. Anzi, ne parlano tutti bene. Allora c’è qualcosa che non va, non credete?

Ho ancora da dire sull’argomento, soprattutto vorrei dire qualcosa sul mio blog, sulle opinioni che ho espresso sui libri che mi inviano, su come li seleziono. Ma come dice il buon Barbieri vorrei evitare di rendere questo post un mappazzone, perciò mi riservo di continuare la discussione al prossimo post.

Intanto, di quest’iniziativa voi cosa pensate? La conoscevate? Avete partecipato? Non ci tengo a trasformare il blog in luogo di inutili polemiche. Mi interessa solo sapere il vostro punto di vista, per esempio sulle recensioni a richiesta. Il mio lo riservo al prossimo post.

keep-calm-and-blog-on

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10 commenti

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10 risposte a “Del recensire, strani esperimenti

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  2. Pingback: I book blog. Editoria e lavoro culturale | Le librerie invisibili

  3. claclina

    ah ecco. finalmente ho capito per bene che cosa diamine era successo. io non ho partecipato e non ne ho saputo nulla fino a che non ho letto ovunque il famoso post la forza fallace dei blog.
    adesso mi è un attimino tutto più chiaro.
    come dici tu, un’iniziativa che non avrei condannato ma neanche condiviso. c’è davvero bisogno di fare un test per sapere che se tutti parlano di un libro in contemporanea a) ci sarà un aumento delle vendite b) chi segue almeno tre di quei blog, che magari affrontano argomenti e generi diversi tra loro, si sente preso in giro a vedere che tutti parlano della stessa cosa allo stesso momento.

    che i blog letterari possano incrementare o meno le vendite di un determinato libro è ovvio, magari non in modo sensibilmente rilevabile, però non credo che un blog sia solo uno strumento pubblicitario e amen. quindi cosa importa in realtà sapere di quanto aumentano le vendite?

    • In effetti questa iniziativa mi sembra anche un po’ il risvolto del diffuso desiderio di guadagnare qualcosa con la scrittura di un blog, pretesa non facilmente appagabile. Probabilmente ad alcune persone frutta qualcosa, ma questi esperimenti mi sembrano modi per piegare gli strumenti della rete che nascono in un’ottica di libertà alle esigenze del mercato. I blogger dovrebbero conservare la loro indipendenza, altrimenti rischiano di perdere tutto il loro interesse. Io la penso così!

      • personalmente penso che il guadagno possa anche esserci, però non vendendosi in quel modo. io capisco le pubblicità, capisco che magari qualche editore di cui recensisci spesso le opere a tue spese voglia regalarti qualcosa (a me è successo e ne sono stata davvero felice, ma non mi hanno chiesto neanche la recensione, l’ho fatta di mia spontanea volontà e scrivendo solo quello che pensavo), però dire bene di qualcosa che magari fa schifo solo per avere altra fuffa… ma a che serve? dico, ti mandano urban fantasy da due soldi a casa, mica tutta la serie de i coralli!

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  5. Ho letto (inevitabilmente) questo messaggio in quasi tutti i blog esistenti (io non ho partecipato). Detto ciò non ne ho capito il senso. Sono d’accordo con te, al giorno d’oggi nello scegliere un libro piuttosto che un altro si ricorre alle opinioni delle blogger ed è ovvio che se un libro metta d’accordo molti pareri sarà pubblicizzato in automatico. Che senso ha fare una cosa di cui già si sa il risultato?

  6. Ho saputo nel mentre succedeva tutto ‘sto can can…mi ha colpita l’ingenuità di chi ha pensato “quest’esperimento” . La cosa non è stata ben pensata (ma proprio per niente); poi beh sugli intenti non mi pronuncio, loro ci credevano, altri decisamente no.

  7. E.

    Non conoscevo questa iniziativa e. devo dire che mi ha lasciato interdetta e perplessa. Non ne capisco il vero scopo. Ovvio che se inserisco un titolo in un motore di ricerca e mi tornano numerosi riscontri positivi in date diverse da blog diversi istintivamente considero il libro degno di interesse, più che se trovo opinioni positive solo dai critici di professione.

  8. Alessandra V.

    Ho letto su alcuni blog il testo da te riportato. Io personalmente trovo che recensire un libro su richiesta non sia in sé un problema. Se io (blogger e lettrice) decido volontariamente di leggere il libro X (propostomi dal tal autore o dalla casa editrice) e poi di esprimerne un giudizio sincero e spassionato sul mio spazio on line non faccio nulla di male. Diversa è invece la questione se sono “obbligata” a leggere e/o a dare una recensione positiva del libro: questo è sicuramente privo di senso, oltre che (a mio avviso) “illegale”. Credo che la libertà (di scelta e di espressione) sia oggi il primo valore da tutelare ed un lettore può e deve sentirsi libero di scegliere e dire (sempre nei limiti del buon senso e della buona educazione) ciò che pensa.

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