Ricordarsi che erano dei lettori

Questa settimana in un articolo comparso sull’Huffington Post (versione americana) la giornalista Cassandra Neace ha parlato di libri e di eredità letterarie attraverso il racconto di una vicenda molto personale.

«Tornata nella casa della sua famiglia dopo alcuni mesi dalla morte del padre, ha trovato un libro che aveva regalato a suo nonno molti anni prima, quando era una bambina di undici anni. Aprendolo ha notato una serie di date scritte a mano dal nonno tra le pagine, corrispondenti a tutte le volte in cui l’aveva letto; la prima appena ricevuto il libro, più di vent’anni fa, l’ultima poche settimane prima di andarsene. Più tardi, la stessa sera, seduta nello studio di suo padre, ha guardato la sua libreria con occhi più attenti; negli scaffali centrali teneva i suoi libri preferiti […] Quel viaggio è stato un’occasione per l’autrice dell’articolo di riavvicinarsi al padre e al nonno e ricordare che anche loro erano stati dei lettori; tornata a casa ha fatto spazio nei suoi scaffali per alcuni dei loro libri». *

Le persone che abbiamo amato e che non ci sono più continuano a vivere nella nostra memoria. Li ricordiamo, a volte, anche come lettori. Tra le cose che ci hanno lasciato, spesso, ci sono le loro raccolte di libri.

546644_423820944313945_1672775771_n

 

In questi giorni  ricorre l’anniversario della morte di mia nonna. C’è un brano in un libro che mi fa pensare a lei. Non è qualcosa che la nonna abbia mai letto, anche se era una buona lettrice, è solo una pagina che mi è rimasta impressa nella memoria da quando lei non c’è più.

«Aidi, ogni tanto, cioè abbastanza spesso, non per ore di fila, ma così, abbastanza all’improvviso, mi viene in mente lui. E ci sono due cose, sai? Innanzitutto, la lettera che mi ha mandato: mi viene in mente nelle ore e nei posti più inaspettati, quella lettera… E poi, un’altra cosa, più profonda, più tagliente… Anche se non eravamo  usciti insieme tanto spesso, lui e io, durante quei giorni in cui noi due non ci sentivamo più… Insomma, se penso che adesso è morto, che non c’è più… Se penso, al di là di tutto, che adesso quel ragazzo non esiste più… Mi sento come un pozzo dentro il petto, come un buco nero che potrebbe risucchiare tutto. Potrebbe succedere, anzi, prima o poi succederà, con tutti, con la mia famiglia… e via un pezzo della mia vita… Cioè, quando morirà mia nonna, non ci sarà nessuno nello spazio della mia vita di quando mangiavo le stelline in brodo, o di quando mi sentivo scottare la fronte e lei mi metteva il termometro e mi copriva con il plaid perché non sentissi freddo. Voglio dire, quando lei morirà ci saranno tutti i parenti in giro, i pianti, i problemi col contratto della casa, e tutto questo sommergerà il me stesso di quattro anni coi capelli ricci e il maglione blu che mi aveva fatto lei, il mio piatto di stelline e tutti gli altri momenti di quand’ero piccolo. Pian piano me ne scorderò anch’io, credo».

Enrico Brizzi, Jack Frusciante è uscito dal gruppo (bellissimo libro, ne avevo parlato qui).

“Il me stesso di quattro anni coi capelli ricci e il maglione blu che mi aveva fatto lei” nel mio caso è la bambina che aiuta la nonna a fare i ravioli, mentre lei mi racconta la storia delle tre ochette e si mette gli occhiali per vedere quanto sono bella, dice.

https://i2.wp.com/images.style.it/Storage/Assets/Crops/58633/112/66925/nonna_459x669.jpg

Non voleva essere un post malinconico, perciò rispondete solo a questo: c’è un libro che vi lega ad una persona importante della vostra vita che non c’è più? E con quale libro vi piacerebbe essere ricordati dai vostri nipoti se poteste scegliere?

* Per la traduzione dell’articolo di Cassandra Neace (che riporto pari pari dal suo articolo) e per l’ispirazione di questo post vi rimando all’articolo di Francesca Modena su Finzioni.

Annunci

7 commenti

Archiviato in Chiacchiere in libreria

7 risposte a “Ricordarsi che erano dei lettori

  1. Ciao Giulietta,
    a me questo post, malinconico o meno, piace molto.
    Non ho accumulato molte morti reali, ma diverse morti bianche sì.
    Persone che ho conosciuto, che ho frequentato, che ho amato, ma da cui la vita mi ha allontanato. Non dico che lo abbia voluto, fatto sta che è andata così.
    Molte di queste persone però mi hanno regalato bellissimi lasciti e hanno influenzato i mio essere lettore oggi, con gusti, inclinazioni, pregiudizi anche.
    Credo sia un bellissimo modo per continuare a condividere qualcosa di loro.
    E infine, come la civetta, sono estremamente ambiziosa: e vorrei essere ricordata per qualche cosa scritta da me, non letta.
    Grazia

  2. scake

    “Vacanze all’isola dei gabbiani” per quell’aria scanzonata e semplice, ma piena di affetto e di cose buone.
    Mi piace tanto questo post, anche preso dal lato malinconico.

  3. Mio nonno è mancato da dieci anni, io all’epoca ne avevo sette. Mi ricordo parecchio di lui, ma non abbiamo mai parlato di libri e di scrittura (lui era un gran lettore appassionato di storia e aspirante giornalista) perché io ero ancora molto piccola. Però mi ha lasciato tutta la sua libreria, e questo è già qualcosa.

  4. Non posso negare di essere incredibilmente fortunata. A pochi mesi dal primo quarto di secolo, ancora non sono stata colpita da un lutto di quelli forti. Ho ancora tre nonni, per dire. Quindi no, non ho ancora un libro che mi leghi ad una persona deceduta. Ho libri che mi legano a persone ancora in vita, questo sì. A decine.
    Non so come mi piacerebbe essere ricordata. Credo con un libro allegro e multicolore. Forse con Il maestro e Margherita. O forse con qualcosa di più svagato e volgare. Uhm. Non saprei.

  5. Sara

    Una mia carissima amica se n’è andata a 18 anni e io in quei giorni stavo leggendo “Se solo fosse vero” di Marc Levy. Un libro che a lei non sarebbe mai piaciuto perchè era troppo sdolcinato per i suoi gusti… Ora non riesco quasi più nemmeno a guardarne la copertina. Sarebbe bello, però, conservare un bellissimo ricordo che lega una persona a un libro: a me piacerebbe essere ricordata con Piccole Donne. E’ il primo “libro da grandi” che ho letto, regalo di mia mamma, quindi il filo che unisce le generazioni potrebbe essere così portato avanti! 🙂

  6. “Memorie di Adriano”. La prima volta che lo lessi – e amai – me lo prestò la mia carissima insegnante di greco e latino. Si ammalò poco dopo, purtroppo. Ma ogni volta che lo prendo in mano mi ricordo di lei.

  7. Alcuni sono libri, altri autori. Se penso alle persone (più o meno vive) mi capita spesso di accomunarle alla parola scritta.
    Se potessi scegliere per cosa essere ricordato, di certo sarebbe per qualche cosa che ho scritto piuttosto che per le mie letture.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...