200 anni e non sentirli

« È verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie »

È uno degli incipit più noti della storia letteraria. Se non lo ricordate siete già bocciati senza possibilità di appello. Vi rinfresco la memoria… vi dice qualcosa Jane Austen? Il 29 gennaio 2013 ricorre il duecentesimo anniversario del suo capolavoro: Orgoglio e pregiudizio. Ora, che l’abbiate letto o meno non è poi così rilevante (su un blog qualche giorno fa si parlava proprio dei classici che tutti fingono di aver letto e questo libro potrebbe figurare nella top ten). Quel che è certo è che non potete non averne sentito parlare, non potete non conoscere a grandi linee la storia. Magari avete visto il film di qualche anno fa con Keira Knightley e Colin Firth. Se poi la storia non la sapete non sarò certo io a riassumervela (non è impresa da poco): cercate su wikipedia!

Quel che è stupefacente e che oggi vorrei discutere con voi è l’attenzione riservata ancora oggi, a duecento anni di distanza, a questo capolavoro dell’amore romantico. Perchè Jane Austen ancora oggi piace così tanto? Perchè Orgoglio e pregiudizio figura tra i 30 libri più letti al mondo? Cosa ci coinvolge così tanto della storia di Elizabeth e Darcy da fondare fan club del romanzo su internet? Ho provato a scandagliare la rete in cerca di risposte.

Un articolo comparso sul Corriere della Sera un paio di anni fa mi ha illuminata. Ve ne riporto qualche stralcio. Per l’articolo completo cliccate qui

Leggere per la prima volta Orgoglio e pregiudizio sulla soglia dei quaranta ha un magico effetto riconciliante: con l’amore. Se obiettivamente non avete più l’età per sognare il Principe Azzurro (non foss’altro perché non uscireste mai con uno che indossa la calzamaglia) il vostro orizzonte sarà squarciato da un lampo di austerità e fascino, generosità e altruismo, asprezza e mascolinità al capitolo terzo, quando farete la conoscenza di Mr Fitzwilliam Darcy, l’archetipo dell’antiplayboy, uomo intelligente, leale, non vuole piacere a tutti i costi, capace di scelte coraggiose. Inossidabile e attraente quasi due secoli dopo la pubblicazione del romanzo, era il 1813.

Diffidate delle amiche e degli amici se con moderata apprensione vi faranno notare che lui esiste solo in letteratura, grazie alla fantasia di Jane Austen. Voi siete di nuovo innamorate, il resto non conta. Salvo una domanda, che vi inchioderà finché non avrete trovato la risposta: qual è il segreto di Mr Darcy? Che cosa rende così intrigante e attuale ancora oggi, nel tempo di Chris Martin e Robert Downey Jr, questo inglese mai eguagliato neppure al cinema (forse da Laurence Olivier per bellezza; Colin Firth era troppo depresso e Matthew Macfadyen n.c., non classificato)?

«Ha una mascolinità riservata, chiusa e sfuggente, ma al tempo stesso capisci che qualcosa sta lavorando dentro. La sua complessità lo rende attraente. Per non parlare della sua capacità di cambiamento», ammette Lea Melandri, fondatrice della Libera università delle donne, molto sentimentale a dispetto della sua storia di femminista.

La scrittrice Dacia Maraini, infatti, fa notare che il romanzo deve la sua fortuna alla protagonista femminile, Elizabeth Bennet, «spiritosa e intelligente, stratega dei suoi sentimenti. Darcy è “lui” in relazione con lei».

O si odia o si ama. Lo adora Alessandro Piperno, pure abituato a declinare senza censure le peggiori intenzioni. «Se proprio devo trovargli un difetto, è un uomo inventato da una donna, quindi molto poco simile alla maggior parte di noi». Piperno riconosce a Fitzwilliam «il sentimento nobilissimo di chi nasconde la verità per essere onesto fino in fondo. Eppure lui tiene alla verità e al cuore delle cose. Uno così è sicuramente da invidiare.

Darcy è anche rigore etico. «E un uomo non è mai così catturante come quando si ammanta di una dirittura morale, di un senso profondo di onestà intellettuale e di rispetto per la donna», aggiunge Sveva Casati Modignani, cresciuta a pane e Colette, punto di riferimento della letteratura rosa. «Oggi poi, in un mondo in cui dilaga la volgarità, abbiamo il rimpianto delle belle maniere. C’è bisogno di fermezza, di qualcuno che ci dia un senso di solidità». Quello che la più giovane collega Chiara Gamberale definisce «l’uomo colonna per donne piene di vento».

Il mistero del fascino di Orgoglio e pregiudizio è ancora fitto. Voi che ne dite?  E’ merito del tenebroso Mr. Darcy o della tenace Elizabeth Bennet? E’ merito di una trama senza tempo o del suo romanticismo un po’ datato?

Nell’attesa di darvi una risposta tentate il quiz (che trovate in giro, io l’ho dovuto rimuovere!) per scoprire a quale personaggio di Jane Austen assomigliate e nel caso la risposta sia Elizabeth…

darcy

Con questo articolo partecipo alla sfida di lettura lanciata dal blog Storie dentro storie: un classico al mese per tutto il 2013. Se volete partecipare trovate i dettagli qui.

 

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7 commenti

Archiviato in Curiosità, Recensioni, Siamo donne...

7 risposte a “200 anni e non sentirli

  1. Uhm… credo di essere d’accordo con la Maraini, è il connubio di Elizabeth e Darcy. Non sarebbe minimamente la stessa cosa, senza il contrasto e la distanza. Però è anche vero quello che dice la Modignani sul bisogno delle ‘buone maniere’. Sono una lettrice abbastanza poliedrica, ma dopo tanti spari-sangue-sesso-sterco ogni tanto ci vuole un bel sospiro di Austen…

  2. scake

    Mia cara,
    la mia vita e` un sogno ad occhi aperti: sono risultata essere Elizabeth (a quel test mesi fa) e ho gia` il mio Darcy accanto a me da 13 anni.
    Mi ritrovo a concordare con Chiara: “uomo colonna per donna piena di vento”, ma delicato e rispettoso aggiungo io.
    Che fondo eh?
    Scake

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