Se ti abbraccio non aver paura

Nel gioco di fine anno che vi ho rebloggato nel mio ultimo articolo, Azzurra Scattarella proponeva la sua personalissima top five del brutto e del buono che questo 2012 ci ha regalato, almeno letterariamente parlando. Ai primi posti della sua classifica un libro che la scorsa estate è diventato un caso letterario e ha catalizzato in egual misura lodi entusiastiche e critiche insidiose: Se ti abbraccio non avere paura di Fulvio Ervas.

Io, devo ammetterlo, all’inizio ero tra gli scettici. Non tra i più cinici dai quali ho sentito lanciare accuse intollerabili del tipo “è un padre che vuole lucrare sulla malattia del figlio”, perchè credo che questa sia davvero cattiveria pura e non voglio credere che un genitore intraprenda un viaggio e ne racconti il resoconto ad uno scrittore solo per farsi pubblicità. Voglio avere più fiducia nell’umanità e quindi non voglio neppure avere il sospetto che una casa editrice seria possa avvallare progetti di questo genere, ma soprattutto dubito che l’autismo possa divenire una fonte di lucro. Il mio scetticismo era di altra natura e oggi potrei chiamarlo in altro modo: ignoranza e presunzione, per quel poco che avevo sentito dell’autismo, di poter credere che ciò che la storia narra è fantasia. Quando ho deciso di varcare il muro della diffidenza e di avvicinarmi a questo libro ho dovuto abbandonare le mie riserve e vestirmi di umiltà. Ho voluto credere alle parole di un padre, mi sono immedesimata nel senso di smarrimento di fronte alla malattia di suo figlio. Ho amato Andrea e le sue “stranezze”, ho sognato di incontrarlo, ho cercato video su internet perchè mi è venuta una gran voglia di vederlo. Ho visto l’America gli Usa, il Messico, il Guatemala, il Brasile con gli occhi del padre e ho tentato di immaginare come poteva vederli Andrea.

Non ho amato lo stile di questo libro, i resoconti di viaggio non mi hanno mai entusiasmata, ho amato la storia e la semplicità disarmante con la quale è stata raccontata. Nessuno propone delle verità sull’autismo o sulla disabilità in generale, ci sono molte domande e c’è la strada che Andrea e suo padre percorrono per darsi delle risposte. C’è l’elastico del loro amore, che li tiene uniti per tutto il viaggio.

A chi rimane scettico vorrei consigliare di dimenticarsi che è una storia vera e prenderla per quello che è: semplicemente una storia. Dover per forza credere che quello che leggiamo è realmente accaduto ci rende più sospettosi e ci fa sentire l’obbligo di un giudizio morale che invece per un’opera di fantasia si fa meno urgente.

La storia di Andrea, di suo padre e del loro viaggio è una storia bella, piena di ottimismo e di speranza. Non avrei potuto scegliere di meglio per augurarvi un anno di buone letture!

Advertisements

17 commenti

Archiviato in Recensioni

17 risposte a “Se ti abbraccio non aver paura

  1. Pingback: L’erba voglio « lepaginestrappate

  2. Sara

    Non credo leggerò questo libro: la recensione è molto bella, ma i libri di viaggi/reportage non mi attirano mai molto, anche se questo libro è sicuramente tanto di più! Bellissima la nuova grafica del blog! Complimenti! 🙂

  3. new look!!! bellissimo cambio (di grafica dico, il libro in questione non mi attrae molto!), complimenti!

  4. La m.mma

    Non lo leggo neanke se mi abbraccia la m.mma 🙂

  5. Questo è quello che io chiamerei dibattito! Forza… ditemi perchè lo leggerete o NON lo leggerete!

    • Lo leggerei perché non hai cercato di intontirci con una recensione entusiasta, ma che oggettivamente soppesa pregi e difetti di un libro che affronta una tematica particolare.
      Lo leggerei perché è di edizione marcos y marcos, che insomma, non pubblica proprio a casaccio, non insegue il commerciale, tende a puntare su pochi libri ma scelti.
      Lo leggerei perché la tematica mi interessa molto 🙂

  6. Credo lo leggerò 🙂 Grazie per la recensione onesta!

    • Lo vorrei leggere perche` il mondo dei disturbi infantili mi ha sempre aiutato ad affrontare con piu` responsabilita` il mio ruolo di mamma: avere dei figli “normali” non e` una cosa scontata, a volte e` facile dimenticarsene. Infatti spesso non mi accorgo che i miei bambini hanno bisogno di essere capiti nelle loro molteplici sfumature. I genitori di bambini “diversi” sono giocoforza piu` attenti ai loro figli e io vorrei essere come loro. E poi ho letto tutti i libri di Torey Hayden.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...