Giorni di neve, giorni di sole

Quando Fabrizio e Nicola Valsecchi mi hanno inviato Giorni di neve, giorni di sole per una recensione, non potevano sapere che tra due settimane mi laureo con una tesi sulla letteratura dell’emigrazione. L’ho trovata una curiosa coincidenza ed ovviamente non potevo esimermi dalla lettura di un romanzo sul tema che ha occupato i miei studi negli ultimi mesi. Sento, in questo caso, che potrei offrire qualcosa di più di una valutazione d’istinto.

La letteratura sull’emigrazione è un mondo davvero poco esplorato dagli scrittori italiani. Tanti critici hanno parlato di una sorta di “rimozione di massa” che ha coinvolto anche gli intellettuali. Emigrare era una colpa, una vergogna, soprattutto in un paese come l’Italia che continua a vivere sulle rovine di un passato glorioso. Dal 1870 al 1985 gli emigrati italiani nel mondo sono stati circa 27 milioni. Ad oggi, al netto dei rimpatri, la presenza italiana nel mondo è pari alla popolazione nazionale. Un fenomeno macroscopico che è stato taciuto da un’intera generazione di scrittori: qualche nome, anche celebre, ma per una produzione che si riduce a un paio di romanzi d’appendice, qualche poesia e alcune novelle. Questo per quanto riguarda il periodo storico che io ho analizzato, tra la fine dell’Ottocento e gli anni del Fascismo. Poi per mezzo secolo una “cortina di silenzio” che è approdata negli anni 80 ad una riscoperta del tema. Oggi, trascorso quasi un secolo dalla “grande emigrazione italiana” si scrive molto più di allora su questo tema.

Il romanzo di Fabrizio e Nicola Valsecchi è davvero interessante perchè racconta una vera storia di emigrazione. Nel 1935, in pieno regime fascista, Alfonso Dell’Orto abbandona l’Italia per cercare fortuna in Argentina. Lì sposa una connazionale e costriusce un futuro per i suoi quattro figli. Quello che è un aspetto ignorato da tanta letteratura sull’emigrazione è la tragedia duplice che colpisce tanti emigrati rifugiatisi nel sud America: le lotte di potere che attraversano il continente non risparmiano gli stranieri che si sono integrati nel tessuto sociale del luogo che li ospita. I figli di Alfonso Dell’Orto sono cittadini argentini e come tali si battono per la libertà di quella terra. Nel 1976 il regime militare dei generali e di Jorge Rafael Videla apre il periodo del terrorismo di stato, che ha provocato 30.000 desaparecidos, tra i quali Patricia, la figlia maggiore di Alfonso, e suo marito Ambrosio. Alfonso si ritrova padre della piccola Mariana, di soli 25 giorni. La verità sulla sorte di Patricia emergerà solamente nel 1999, con la riapertura del processo ai generali. Julio Lopez, testimone della sorte di tanti desaparecidos, è scomparso a sua volta nel 2006 dopo aver cominciato a fare il nome dei colpevoli.

Il romanzo è completamente costruito sul flusso interiore di Alfonso, che compie un duplice viaggio: verso l’Italia, per riportare Patricia nel luogo della sue origini, e dentro di sè per accettare la morte di sua figlia e riuscire a dirle addio. Ai “giorni di neve” possono seguire dei “giorni di sole”.

«La famiglia fatta parole.
L’identità espressa alla distanza. Una distanza non del tutto
d’altri, non del tutto propria.
Mani sconosciute che apprendono e narrano la propria storia,
gli ideali e i sogni più profondi e li fanno frasi, li fanno eterni, li
espongono in pagine, affinché nessuno li ignori. Li inquadrano
nella riva di quel lago, rispecchiando i visi nell’acqua: visi che
brillano e splendono per sempre».
Mariana De Marco
(figlia di Patricia Dell’Orto)

Il perchè leggere questo libro lo lascio alle parole di Alfonso Perez Esquivel, premio Nobel per la Pace nel 1980 e autore della prefazione:

«Patricia e Ambrosio e tutti coloro che hanno dato la vita per la libertà rimangono nella memoria e nella resistenza. La testimonianza di Giorni di neve, giorni di sole, di Fabrizio e Nicola Valsecchi, illumina il cammino della vita di chi ha lottato per un mondo più giusto e più umano per tutti. I loro figli e i figli dei loro figli hanno nell’esempio dei loro cari qualcosa in cui specchiarsi nella vita e nella speranza».

Annunci

4 commenti

Archiviato in Esordienti, Recensioni

4 risposte a “Giorni di neve, giorni di sole

  1. Sara

    Interessante questo libro! Il tema dell’emigrazione affascina anche me. Recentemente ho letto un libro molto carino che si intitola “Indovina con chi mi sposo” di Alice Zeniter. L’ambientazione è la Francia contemporanea e uno dei protagonisti è Mad, un ragazzo originario del Mali che emigra in Francia da bambino, frequenta le scuole francesi, si sente francese al 100% insomma, ma deve combattere contro i pregiudizi e i problemi legati alla cittadinanza ogni giorno. Il contesto è certamente diverso e non si parla dell’esperienza che ha accomunato migliaia di italiani, ma il tema incuriosisce sempre. Te lo consiglio e… in bocca al lupo per la laurea!! 🙂

    • Ciao Sara, il libro di cui parli fa parte di un filone che costituisce l’avanguardia contemporanea sul tema dell’emigrazione, ovvero l’emigrazione letta da coloro che oggi la vivono non dall’Italia (o in questo caso dalla Francia) verso il mondo, ma dal mondo verso i nostri Paesi. Tanti immigrati hanno scritto e scrivono di questo. E’ un filone interessante anche se ancora di nicchia. Grazie di averlo segnalato!

  2. in bocca al lupo per la laurea!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...