Il diritto di NON leggere

Cosa stai leggendo? Niente.

In questo periodo dovrebbe essere la risposta migliore per quanto mi riguarda. Ma essere conosciuti come lettori accaniti ha i suoi pro e i suoi contro. Rispondere “niente” alla suddetta domanda può generare nell’interlocutore un senso di incertezza: ti guardano perlessi, strabuzzano gli occhi, avanzano domande intelligentissime del tipo: MA NON TI PIACE PIU’ LEGGERE? Certo che sì, idoti. Mi fa sorridere la convinzione che un lettore forte non possa fare altro che leggere in ogni momento libero. Certo è la mia passione, ma ogni tanto invoco il sacrosanto diritto di non leggere (ne parla anche Pennac nel suo Come un romanzo), specialmente quando ho passato una giornata a studiare o a correggere la tesi e leggere è l’ultima cosa che mi va di fare.

Non so voi ma io detesto i cosidetti lettori forti, specialmente quelli conosciuti nei vari club su Facebook. L’ostentazione sembra il loro obiettivo primario: ti dicono nel dettaglio quanti libri hanno letto nell’estate e di quante pagine, leggono e recensiscono un numero di libri che è umanamente impossibile leggere e pubblicano immagini di gente che legge in ogni luogo e posizione.
Se lo scopo è condividere le proprie letture e avvicinare più gente ai libri il mezzo è tutto sbagliato. Io li guardo e penso: ma non avete di meglio da fare? Figuriamoci chi non legge mai. Ecco un tipico esempio di quello che io considero “terrorismo psicologico” per non lettori:

Questi gruppi inneggiano a quello che Pennac chiama “il dogma”: dover leggere.

Ci sono quelli che non hanno mai letto e se ne vegognano, quelli che non hanno più tempo per leggere e se ne rammaricano, quelli che non leggono romanzi, ma libri utili, saggi, testi tecnici, biografie, libri di storia, quelli che leggono di tutto, quelli che “divorano” libri e gli brillano gli occhi, quelli che leggono solo classici, signore, perchè non c’è miglior critico del vaglio del tempo, quelli che passano l’età matura a “rileggere” e quelli che hanno letto l’ultimo Tale e l’ultimo Talaltro, “perchè bisogna pure, signore, tenersi al corrente…”

Ma tutti, tutti, in nome della necessità di leggere.

Il dogma.

E difendend,o al primo posto tra i diritti imprescrittibili del lettore, il diritto di NON leggere aggiunge:

Guardiamoci dall’associare a questo teorema (che la lettura umanizzi l’uomo) il corollario secondo il quale ogni individuo che non legge dovrebbe essere considerato a priori come un potenziale bruto o un cretino assoluto. Poichè, così facendo, faremmo passare la lettura per un obbligo morale.

Perciò, in barba ai fanatici del libro (specie pericolosa, guardatevene!),la domanda che oggi vorrei porvi è inconsueta: amici lettori, cosa fate quando NON leggete? Io mi spaparanzo sul divano e guardo Real Time, vado in bicicletta e gioco col mio cane. Ah ogni tanto cucino, le torte mi vengono abbastanza bene. Andrei al mare tutto l’anno se non facesse freddo e imparerei a ballare se non fossi irrimediabilmente negata.

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20 commenti

Archiviato in Curiosità

20 risposte a “Il diritto di NON leggere

  1. Di solito rincorro mio figlio, ovunque.
    O guardo un film, o scrivo (senza rileggere, vale?).
    Amatissimo Pennac….

  2. grilletto salterino

    vivo … diversamente

  3. Sono d’accordo in tutto e per tutto! Ci vuole misura, ed è normale che se uno si abbuffa fino alla nausea (e capita eh, soprattutto tra studio e tesi!!), poi ha bisogno di “disintossicarsi”. Anche a me succede. Ma il mio tempo per la lettura è definito e delimitato dai quotidiani spostamenti in treno..quando non cado in un sonno comatoso, o guardo fuori dal finestrino..ed ammetto al momento di avere più la nausea da treno che da libro 😉

    • Il treno è uno di quei posti dove non posso fare a meno di leggere. Anzi, mi chiedo come fanno quelli che passano tutto il tempo a guardare nel vuoto, ma non si annoiano? Probabilmente riescono a stare da soli con se stessi pùi di quanto ci riesca io 😀

  4. Mah, sì, la penso come te. Io penso di poter essere considerata una lettrice “forte”, ma odio l’ostentazione della lettura perché sì. Alcune delle persone con cui sono sintonia, ad esempio il mio ragazzo, se legge mezzo libro l’anno è assai. Leggere è la mia passione, ma riassumere tutta una vita solo nei libri può essere deleterio.
    Quando io non leggo, guardo telefilm, faccio videogiochi, esco con gli amici, chatto, mi informo su cosa succede nel mondo o cazzeggio allegramente. O dormo.
    E ricordiamoci che ogni tanto fa anche bene prendersi una pausa dalla lettura. Anche per poter gustare meglio il libro che verrà dopo.

    • Se pensassimo che le affinità con le persone si basino davvero sugli interessi comuni crollerebbero un sacco di rapporti. Ad esempio il mio ragazzo non legge affatto, ma è relativo credere che questo ci allontani. Io sono una lettrice forte indubbiamente, ma di qui a pensare di poter frequentare solo lettori, mah… che noia!

  5. MI sento male al pensiero di essere una lettrice costante.
    Sarebbe come avere un cervello che non ammortizza i contenuti precedentemente letti.
    Personalmente ho anche lunghissimi periodi di vuoto. Capita, poi, per caso, che arrivo al supermercato e ricomincio assorbire parole, dopo un acquisto compulsivo, nel posto piu’ impensabile della terra.
    Non siamo robot, siamo persone. Ognuno di noi ha il diritto di allontanarsi e rilassarsi. Chi è abituato a leggere, se non ha un libro in mano, sarà sicuramente sbirciando su internet blog, recensioni e quotidiani.

  6. katy

    A dir la verità non c’è mai un periodo durante il quale non leggo…ma ci sono spesso giorni durante i quali non lo faccio! Un libro sul comodino non manca mai!!! Sono quei giorni che la mente è off…e allora passeggio ore con il cane…esco a fare shopping…mi diletto in cucina…
    ah! mi capita anche di guardare la tv!! 😉

  7. Non si può sempre leggere….anzi! Io mi rilasso facendo un sacco di altre cose: passeggio con cane, chiacchiere con amiche, tv….e tanto altro!

  8. E.

    Sono d’accordo con te! Leggere è un diritto, non un dovere! Proprio nella scelta del leggere sta metà del suo piacere.
    Quando non leggo? Scrivo, curioso sul web, vado in palestra o mi diverto con i software di grafica.

  9. Sono d’accordo! Certo leggere è un piacere anche per me, ma non diventa un dovere! Nel “tempo libero dalla lettura” scrivo, studio, gioco con il cane o vado a correre.
    P.S.: per rimanere in tema, molto bello il libro di Pennac, mi ha fatto aprire gli occhi sul mondo dei lettori, ma soprattutto dei non lettori.

    • In effetti non ho mai recensito il libro di pennac ma mi accorgo di citarlo spesso in diversi post. Anche a me ha fatto capire tante cose e credo sia un libro davvero interessante soprattutto per coloro che cercano di educare alla lettura: genitori, insegnanti, librai…

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