I libri che non ho letto

Riecheggiando il titolo di un bellissimo film , Le parole che non ti ho detto, oggi vorrei condividere con voi l’ammissione non di un non detto bensì di un non letto.

Daniel Pennac nel suo manifesto della lettura, Come un romanzo, definisce il diritto di non leggere o quello di mollare un libro in qualsiasi punto come il terzo comandamento di un lettore:

“Il libro ci cade dalle mani?

Lasciamo che cada.

Tuttavia, fra le ragioni che abbiamo di abbandonare una lettura, c’è n’è una su cui val la pena di soffermarsi: la vaga sensazione di una sconfitta. Ho aperto, ho letto, e ben presto mi sono sentito sopraffatto da qualcosa che percepivo come più forte di me. Ho chiamato a raccolta le mie cellule grigie, mi sono azzuffato con il testo ma niente da fare. Pur avendo la tentazione che quel che è scritto lì merita di essere letto, non ci capisco un tubo – o quasi -, vi colgo una “estraneità” che non mi offre alcuna presa.

Lascio perdere.”

Ad alcuni libri arriveremo con la maturità, altri non ci piaceranno mai secondo Pennac: “C’è un’operazione chimica che non opera”. Sono d’accordo.

E veniamo alla mia top five del non letto:

1 Javier Mariàs, Domani nella battaglia pensa a me

Un ritmo esasperante, una lentezza mostruosa. Non credo lo prenderò mai più in mano. Lui e lei hanno il primo appuntamento, lei muore nel sonno ( e già qui che angoscia…), lui passa le successive cinquanta pagine a contemplarla morta. Non so cosa succede dopo, non ce l’ho fatta ad andare avanti.

2 Orhan Pamuk, Istanbul

Lui è un premio Nobel, lei una città che mi affascina non poco. E’ la storia della sua famiglia e a me le saghe famigliari piacciono. Ha tutti gli ingredienti giusti ma non mi prende. L’ho iniziato e mollato già due volte. Chissà che un viaggio a Instanbul, un giorno, mi convinca a finirlo.

3 Bulgakov, Il maestro e Margherita

Già vi sento esclamare orripilati: “Questo proprio no!” (poi vi faccio rispondere da Pennac con l’ultima citazione). Io ci ho provato davvero. L’ho iniziato tre volte, ma c’è qualcosa che non mi convince, forse già nel titolo. E non ho ancora neanche capito di cosa parla. Non so se lo leggerò mai.

4 Umberto Eco, Il nome della rosa

Ho visto il film, ma dicono che il libro sia cento volte meglio. Non mi ricordo perchè l’ho mollato. Forse era noioso, forse era estate e il libro trasudava un’atmosfera troppo buia e tetra (ma bisogna anche dire che ho letto Anna Karenina in spiaggia, io). Bah, ci riproverò prima o poi.

5 Vito Mancuso, Io e Dio

Ogni tanto ho questi attacchi di spiritualità. La copertina diceva “un milione di lettori”, ho pensato che potesse essere interessante ma non troppo pesante. Invece non è proprio una lettura di svago. La crisi di spirituralità mi è passata, alla prossima ci riprovo.

E voi? Quali sono i libri che non avete letto o che non siete riusciti a finire? Nell’attesa di saperlo vi lascio con il conforto delle parole di Pennac:

“Allora possiamo scegliere: o pensare che sia colpa nosstra, che ci manchi una rotella, che una parte di noi sia irrimediabilmente stupida, oppure andare a curiosare nella nozione alquanto controversa di gusto, cercando poi di stendere la mappa dei nostri. (Questa soluzione) … può offrirci un raro piacere: quello di sentire senza scomporci il pedante di turno che ci urla nell’orecchio: “Ma come può non piacerti Stendhal?” Può.”

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17 commenti

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17 risposte a “I libri che non ho letto

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  3. maria

    parecchi anni fa cominciai a leggere Domani nella battaglia pensa a me,e,presa da noia mortale,lasciai andare quel libro.me lo sono ritrovata fra le mani questa estate e l’ho riletto per ben due volte trovandolo assolutamente stupendo nelle analisi delle psicologie individuali,degli accadimenti reali,nelle descrizioni di madrid.LA situazione di avvio della storia è,poi,molto più realistica di quel che si può immaginare.Anche per entrare in sintonia con un libro e con l’autore occorre,forse,la stagione o il momento giusto.GIULIA,domani nella battaglia pensa a me e cada,,,,,,,,,,,MARIA,

    • maria quel libro l’ho trovato proprio nella tua casa al mare e ho tentato la lettura. Era almeno 4 o 5 anni fa. Può darsi che tra qualche anno possa rivalutarlo anch’io. Lascialo lì, la prossima volta che vengo a trovarti potrei riprovarci!

  4. Da oggi mi sento meno sola!
    Marias, Bulkakov e Eco.

    Ansia, concentrazione e descrizioni.
    Ecco le tre corrispettive motivazioni.

  5. Oh, che bel post *O*
    Mi spiace per ‘Il maestro e Margherita’, effettivamente xD è vero, il titolo non attira e il tema non emerge del tutto fino a un buon terzo del libro, a quanto ricordo… però, poi… *w*
    Io non sono mai riuscita a leggere:
    1. Il signore degli Anelli. Mi addormento.
    2. Pirandello. Non ho mai letto nulla di Pirandello. Tento, ci provo, però le noiose lezioni delle superiori me lo rendono insopportabile T__T
    3. Delitto e castigo. Arrivata a metà sarei voluta entrare nel libro e trascinare il protagonista in questura xD
    4. Carofiglio, Carlotto, Arpaia, Camilleri… non so perché, ma gli scrittori italiani mi ispirano di rado ò_ò
    Curiosamente, non mi viene in mente molto altro (non che io ne abbia scritti pochi, comunque… >_>) Cioè, ci sono molti autori e libri che non ho letto, però so che non appena mi chiamano, correrò ad abbrancarli…

    • Per il fantasy non sono portata neanch’io, anche se poi ho un’amica che legge pochissimo ma Il signore degli anelli l’ha già letto più di una volta (vista la mole non è roba da poco) e mi continua a dire che è bellissimo, ma dopo aver visto i film mi tenta ancora meno.
      Dostoevskji… e tre —> sei la terza a nominarlo e ci sarà un perchè, devo indagare….
      I love Carofiglio, ma come ho scritto sopra i gusti son gusti.
      Piuttosto… mi invogli a leggere Il maestro e Margherita? E’ il mio più grande cruccio, mi scruta dall libreria con aria di accusa. E soprattutto: ma si può sapere di che parla??

  6. mmm, ne posso citare due, Notre Dame de Paris di Hugo e Ben Hur. Però credo di averli presi entrambi nel momento sbagliato, quando non avevo la giusta disposizione d’animo, e neppure tanto tempo per leggerli come si deve. E appena giungevo al secondo capitolo mi bloccavo, finendo col prendere in mano un altro libro … Ma non mi sono arresa, prima o poi li leggerò !!

  7. Tra i grandissimi ne ho due che mi stanno facendo penare da anni, Delitto e Castigo di Dostoevsky e Che tu sia per me il coltello di Grossman: mi impantano e me li trovo sullo stomaco.

    • Dostoevskji sei già la seconda a nominarlo, non depone certo a suo favore. Io credo di non avere un gran feeling con ii russi, saranno le atmosfere troppo nordiche: leggo autori più “terroni” (sud Italia e sud del mondo). Ma ci sono dei super classici, un giorno dovrò tentare.

  8. grilletto salterino

    Alors, nell’ordine:
    1. Don Chisciotte della Mancia > lasciato a circa 100 pagine dalla fine causa tedio – e dire che la prima parte mi era piaciuta tanto – vista la lunghezza del testo credo di poter affermare comunque di averlo letto – quasi;
    2. Peter Pan;
    3. Pinocchio;
    4. Così parlò Zarathustra > ferma una vita alla 4^ pagina – ma questo prima o poi me lo leggo;
    5. I fratelli Karamazov > nonostante Dostoevskij sia uno dei miei scrittori faro.

    Ti invito ad andare a fare una visita al sito LIBEROS – c’è una divertente rubrica che somiglia al tuo giochino, si chiama “Tirali a casino”. Ciao.

    • Con Don Chisciotte non ci ho neanche mai provato, la mole mi sconforta. Con Peter Pan stessa reazione. In realtà credo di non essere tagliata per le favole. E odio Pinocchio da quando avevo 10 anni e la maestra mi ha costretta a leggerlo per le vacanze.
      Farò sicuramente un salto sul sito di cui parli.

  9. Condivido la tua opinione sul Maestro e Margherita. L’anno scorso ho comprato Libertà di Frenzen, ma non sono riuscita finirlo. Proprio ieri un amico super lettore mi ha detto “E’ un capolavoro, non puoi non leggerlo!”…..ci riproverò!
    Tuttavia credo che ci siano tempi “giusti” per ogni libro!

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