Non toccate i bambini

A qualche giorno dai fatti di Brindisi e nell’anniversario della strage di Capaci, senza sapere se i due episodi sono collegati, restano tanti dubbi in sospeso. Io ne ho uno, tanto per cominciare, sulla tanto decantata questione del “codice etico” dei mafiosi. A quanto pare i mafiosi hanno delle regole, e queste regole non comprendono il fare strage di ragazzini fuori dalle scuole. Ma non dimentichiamoci che la mafia non ha ucciso solo persone adulte, ha ucciso tanti giovani. Ci sono i bambini o ragazzi uccisi per sbaglio, ci sono anche bambini uccisi volontariamente. Chi si dimentica la figlia del giudice sciolta nell’acido da Giovanni Brusca? Cose da far accaponare la pelle. E allora, senza sapere se la morte di Melissa Bassi abbia a che fare con la mafia, per favore cominciamo a toglierci dalla bocca le parole “codice etico” quando parliamo della mafia. Che di etico non c’è nulla. Magari vanno a messa tutte le domeniche, magari scrivono i pizzini sulla Bibbia, ma no, non sanno cos’è avere un’etica. Potremmo dire che le stragi fuori dalle scuole non sono un’abitudine mafiosa, ma non si sa mai. A me ogni ombra di una concessione a favore di questa gente  sembra sprecata. In tutta onestà non se la meritano proprio, anche se magari una volta tanto non c’entrano nulla.

In preda allo sconforto di questi giorni ho cercato nella mia libreria una risposta alle mie domande e l’ho trovata in Ammaniti. Tutti conoscerete la storia di Io non ho paura, quanto meno per aver visto il film di Salvatores. E se non l’avete visto fatelo, oltre a leggere il libro, perchè sono straordinari entrambi.

Michele è un bambino di nove anni e la sua estate, avvolta nella miseria, si consuma nelle campagne di Acqua Traverse, indefinito villaggio di poche case, con gli amici, in bicicletta sulle colline. Un giorno però Michele è costretto a fare penitenza per aver perso un gioco e così si cala in buco nella terra e scopre Filippo, un bambino rapito. Ogni giorno Michele torna da lui, ogni giorno cerca di capire perchè il bambino si trovi lì, ma qualcuno lo osserva e le cose si complicano. Gli adulti in questo romanzo sono terribili.

La fine del romanzo è un pugno allo stomaco, vorresti non doverla leggere. Ma è solo una storia e puoi accettarla. Melissa, Veronica, Vanessa… sono nomi veri, letti in un giornale. E quanti nomi non leggiamo neppure? Quanti milioni di nomi di bambini passano nell’oblio? Bambini soldato, bambini affamati, bambini sfruttati, bambini privati dell’innocenza.

«Piantala con questi mostri, Michele. I mostri non esistono. I fantasmi, i lupi mannari, le streghe sono fesserie inventate per mettere paura ai creduloni come te. Devi avere paura degli uomini, non dei mostri».

Non toccate i bambini.

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8 commenti

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8 risposte a “Non toccate i bambini

  1. Adoro Ammaniti, e Io non ho paura è forse il suo romanzo migliore. Se solo finisse i libri! I finali alla Ammaniti spesso sono tronchi e lasciano quasi tutto all’immaginazione del lettore. Non sempre è una scelta che mi soddisfa. Qui 3-4 pagine in più mi facevano comodo.

  2. Belli, due veri capolavori: in modo distinto.
    PS: e grazie per la frase di Gandhi, ne ho bisogno.

  3. Veronica -Sugar Cane

    Concordo con il tuo post, cara Giulietta. Ho letto il libro di Ammaniti: intenso e crudele e per questo, purtroppo, molto vicino alle cronache attuali. Cronache che sconfortano. Non bisogna cedere, però, a chi crede di avere in pugno il destino delle persone oneste. Nonostante tutto, è necessario pensare che, almeno in parte, il bene, prima o poi, avrà la meglio.

    • Questo mondo è tenuto insieme da vincoli d’amore e di dedizione. La storia non registra i quotidiani episodi d’amore e di dedizione. Registra solo quelli di conflitto e guerra. In realtà, comunque, gli atti d’amore e generosità, a questo mondo, sono molto più frequenti dei conflitti e delle dispute.
      È una frase di Gandhi che mi fa sempre molto pensare. Si può essere ottimisti, perchè il bene nel mondo ha già la meglio.

  4. Non ho letto il libro e non ho nemmeno visto il film, però lavoro in una biblioteca e Ammaniti è un autore molto conosciuto. Certo, con una realtà fatta di stragi, ammazzamenti e terremoti, in questi giorni tutto vorrei fare meno che immergermi in altra disperazione. Però credo che mi annoterò il titolo per un domani … Sono felice di aver letto questo articolo, d’accordo con te per quanto riguarda la mafia e il cosiddetto ”codice etico”. I bambini non si devono toccare. Mai. E purtroppo continuo a sentire un sacco di storie bruttissime che mi dicono : nessuno pensa davvero a proteggerli.

    • Posso capirti, ma devo dire che libro e film sono entrambi un capolavoro e non aggiungono disperazione. Non so come dire, ma credo che in fondo abbiano anche un messaggio positivo. Nonostante la fine tragica danno speranza e quella speranza è proprio nei gesti del bambino.

      Cambiando argomento, lavori in una biblioteca? Che meraviglia! Che biblioteca è? Tu di cosa ti occupi? Sono curiosa.

      • Sii !! Sono impiegata nella biblioteca comunale della mia città, Treviso 🙂 Mi occupo di prestiti e tessere, al front office. E qualche volta faccio servizio di reference, consultando il catalogo per certi utenti. E’ bello stare lì, mi passano decine e decine di libri sotto il naso ! L’anno scorso invece ho fatto, sempre nella stessa biblioteca, il servizio civile, catalogando il loro fondo fotografico. Tutt’altro tipo di esperienza, ma sempre meravigliosa 🙂

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