Camera con vista… su Firenze

I motivi di questa assenza. Lo scorso week end sono stata a Firenze. Tornata da Firenze morivo dalla voglia di parlarne e di condividere con voi le mie impressioni sulla città. Allora sono andata in libreria a cercare un libro che fosse ambientato a Firenze perchè questo è pur sempre un blog sui libri e io mi sono ripromessa di non annoiarvi con la mia vita personale se non, come in questo caso, in maniera incidentale. In libreria ho adocchiato un libro che prometteva bene, aveva il Ponte vecchio in copertina: Camera con vista di E. M. Forster. L’ho comprato, l’ho letto ed eccomi qui. Ora posso parlare a cuor leggero di Firenze e di Camera con vista, obviously.

Io chiaramente la famigerata “camera con vista” delle protagoniste del romanzo non ce l’avevo mica. Ma non ne ho fatto una tragedia. Gambe in spalla ho guadagnato il centro della città. Che dire… Firenze è un posto straordinario perchè lì il tempo dà l’impressione di essersi fermato. Come accade in piccoli borghi ti guardi attorno e pensi che lo stesso scenario urbano che stai osservando era identico nel medioevo. Tolte le insegne dei locali, qualche vetrina, piccoli arredi urbani, tutto quello che c’è nel centro storico di Firenze è fedelissimo al passato, cosa che non accade nella maggior parte dei centri, specialmente di grandi dimensioni, nei quali gli edifici del passato sono per lo più calati in un contesto moderno.

Tra le cose che mi hanno più colpita vorrei parlarvi del corridoio vasariano.

Si tratta di un percorso sopraelevato lungo più di un chilometro, che collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti passando attraverso la Galleria degli Uffizi. Fu realizzato per iniziativa del granduca Cosimo I nel 1565 in occasione del matrimonio del figlio Francesco con Giovanna d’Austria, per opera di Giorgio Vasari, l’architetto degli Uffizi.

L’idea del percorso sopraelevato era nata per dare opportunità ai granduchi di muoversi liberamente e senza pericoli dalla loro residenza al palazzo del governo, visto l’appoggio ancora incerto della popolazione verso il nuovo Duca e il nuovo sistema di governo che aveva abolito l’antica Repubblica fiorentina, sebbene gli organi repubblicani fossero ormai solo simbolici da quasi un secolo.

Il mercato delle carni che si svolgeva su Ponte Vecchio fu trasferito per evitare cattivi odori al passaggio del granduca e al suo posto furono spostate le botteghe degli orafi che ancora oggi occupano il ponte.

L’idea che questi nobili avessero un corridoio privato della lunghezza di un chilometro per muoversi liberamente per tutta la città senza mescolarsi al popolo e anche per osservarla senza essere notati mi ha lasciata di stucco. Anche Hitler, in visita ufficiale nel 1938 visitò e Firenze e il corridoio vasariano. Ne rimase così colpito da ordinare la distruzione di tutti i ponti fiorentini in seguito alla ritirata nazista del 1944, tranne che del Ponte vecchio che ospita in parte il celebre corridoio.

Di Camera con vista, che dire? Non lo comprate, è tremendamente noioso. E non ho mai dato un giudizio così spassionato in questo blog, ma forse perchè in genere privilegio i libri che mi piacciono. La storia parla di una ragazza, Lucy, e delle difficoltà di condurre la sua vita al di fuori delle piccole convenzioni dell’Inghilterra aristocratica post vittoriana. Il punto è che al lettore moderno, almeno a me, dopo un po’ tutta questa “etichetta” fa venire la nausea. Jane Austen al confronto è un capolavoro di modernità. Thackeray potrebbe mettere Forster sotto un braccio. Perchè al di là delle convenzioni borghesi di inzio secolo di cui questo romanzo trasuda, la storia è troppo lenta, ci sono troppi dialoghi insulsi, non c’è niente che mi abbia appassionata.

E poi, la prima parte della storia si svolge a Firenze, ma di Firenze ahimè non c’è molto. E il ritratto degli italiani è davvero snervante. Sarà che sono particolarmente sensibile su questo punto dopo la visione, ieri pomeriggio, dell’ultimo film di Woody Allen, ma mi chiedo: possibile che all’estero ci vedano solo così? L’eterna macchietta dell’italiano pigro, bugiardo, fedifrago, pettegolo, un italiano da cinepanettone che unisce Forster e Woody Allen ad oltre un secolo di distanza.

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3 commenti

Archiviato in Recensioni

3 risposte a “Camera con vista… su Firenze

  1. Che bello…
    Purtroppo non sono mai stata a Firenze 😦

  2. Belle le tue impressioni su Firenze, mi hai ricordato il mio ultimo passaggio, oramai più di tre anni fa.
    Riguardo al libro di Forster, lo lessi in gioventù: ai tempi mi era piaciuto molto, per la delicatezza di certi passaggi, per il carattere della protagonista.
    Non so se invece letto ora mi piacerebbe ancora oppure no, il dubbio mi resta…
    Buon week end, Giulia.
    Grazia

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