Manuali di self-help: aiutano davvero?

Il mondo dell’editoria, così come ogni altro, ha i suoi business. Uno di questi è sicuramente il filone ben nutrito del cosidetto “self-help”: manuali di auto-aiuto su qualsiasi campo dell’esistenza scritti da medici o psicologi nel migliore dei casi, da guru, santoni e abili genii del marketing nei restanti. Tra chi vuole venderti una dieta, un metodo per smettere di fumare, soluzioni per l’insonnia, l’ansia, la mancanza di autostima, etc. c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Non voglio puntare il dito contro tutto il filone, io stessa a volte ho acquistato qualcosa del genere e continuo ad essere tentata da altri titoli. Mi chiedo però quale sia il grado di affidabilità che possono dare questi manuali. Leggendoli io mi sono convinta che, almeno in questo caso, i libri non hanno il potere che avrebbe una relazione umana o un percorso psicoterapeutico. Un bel libro di psicologia può farmi riflettere, indurmi a meditare su me stessa, ma può cambiarmi la vita? Non parlo da scettica, ho davvero molto apprezzato in passato alcuni di questi manuali. Ad esempio Le vostre zone erronee di Wayne Dyer per me è un libro straordinario. Dyer individua le aree di negatività che circondano la nostra esistenza: ansia, insicurezza, ira, senso di colpa; descrive minuziosamente quali sono i comportamenti delle persone che vivono in queste zone erronee ed è impossibile non ritrovarsici almeno in parte. Poi ti dà dei suggerimenti per eliminarle dalla tua vita. Detto così sembra aria fritta, ma assicuro che è davvero un bel libro. Il punto però è un altro. In quarta di copertina Dyer (o l’editore per lui) scrive: “Leggendo questo libro si fa un’esperienza unica e decisiva. S’impara a eliminare, una volta per sempre, tutte le zone erronee che turbano la nostra esistenza.” Ecco, mi sono chiesta: ma davvero leggendo un libro si fa un’esperienza? Io al massimo ho fatto una riflessione, che poi mi ha portata a cogliere degli aspetti del quotidiano che non coglievo, che sicuramente mi ha spinta a modificare alcuni miei atteggiamenti, ma non mi ha sicuramente cambiato la vita.

Dyer scrive su degli atteggiamenti generali, perciò la cosa può risultare più semplice, ma ho sperimentato anche cosa può significare voler risolvere un problema specifico con uno di questi manuali. Anni fa ho acquistato un libro intitolato “10 soluzioni per sconfiggere timidezza e ansia sociale”. Questo libro sostanzialmente non mi è servito a niente. Non sono stata in grado di applicare nella realtà nessuno dei suggerimenti dell’autore. La timidezza ho cominciato a sconfiggerla solo con delle esperienze che ho fatto per studio o per lavoro. Da allora ho guardato con diffidenza questi libri sugli scaffali della libreria. Magari mi attraggono ma spesso penso che sia più terapeutica della buona letteratura.

Magari i manuali di self-help aiutano. Magari io sono troppo scettica a riguardo. Voi che ne pensate? Avete letto qualcosa di interessante in questo campo? Vi è stato d’aiuto?

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21 commenti

Archiviato in Curiosità

21 risposte a “Manuali di self-help: aiutano davvero?

  1. Io penso che i manuali di auto-aiuto generino in chi li legge una specie di diffidenza perchè c’è questa abitudine da parte degli autori di reiterare e ribadire 100 volte lo stesso concetto, e a me questa cosa puzza immediatamente di “tu vuoi condizionarmi”. Mentre “Le vostre zone erronee” è davvero diverso. Questa è la mia recensione! http://gynepraio.it/2014/07/21/le-vostre-zone-erronee/

  2. beta

    Ho letto ” le nostre zone erronee” una decina di anni fa e in tutta onestà mi ha aperto un mondo. E’ un viaggio introspettivo ma soprattutto un allenamento alla vita e a come comportarsi nelle situazioni i cui ci si sente paralizzati. Certe tendenze radicate in anni non si possono modificare solo leggendo un libro, è vero. In tutta onestà non basta nemmeno leggerlo solo una volta per impadronirsi delle tattiche consigliate. Basti pensare che in questi anni l’ho riletto almeno 3 volte. C’è da lavorare tanto e a volte fa paura guardarsi dentro e prendere consapevolezza di un problema. Un atleta non va subito alle olimpiadi, si deve allenare ogni giorno e ogni giorno ti presenta una sfida nuova. Capisco il vostro scetticismo ma per vedere un cambiamento in noi stessi bisogna esser disposti a volerlo questo cambiamento, di voler andare oltre all’apparenza, di voler fare quel “click” che ti cambia la vita.
    Attenzione però un libro non sostituisce un terapeuta, altrimenti tutti gli psicologi e psichiatri sarebbero tutti disoccupati.
    Perciò se il problema è la mancanza di autostima, il senso di colpa o annessi e connessi questo libro va benissimo. Per tutto il resto non saprei, forse l’aiuto va ricercato in altri campi.
    B

    • Ho letto anch’io questo libro svariate volte. Credo che tra i miei libri questo sia quello più sottolineato, scritto a margine e ricopiato. Per un certo periodo è stato la mia Bibbia. Ora sono in cerca di un manuale altrettanto bello che lo sviluppi, una sorta di evoluzione. Suggerimenti?

  3. Riesco a riprendere qualche tuo post più vecchio che avevo letto e non commentato. Questo, per esempio.

    La mia esperienza con i libri di questo tipo non è delle migliori: a partire da manuali per perdere peso a quelli per accrescere l’autostima, mi sono sempre ritrovata con bellissime seperienze da leggere ma quasi impossibili da applicare.

    Devo dire che comunque ora quando mi capitano tra le mani questi manualetti parto prevenuta e pertanto non riesco più a leggerli 😦

  4. agirlwiththecat

    Ho letto qualche libro di questo genere…di Wayne Dyer nello specicifico, Il potere delle intenzioni…credo che in certi casi l’efficacia stia nel nostro modo di affrontare le situazioni…i libri sono solo uno spunto o una spinta.L’atteggiamento al primo posto.
    Un caro saluto e buona giornata,Kiara

    • Ebbene devo dire che mi sarebbe piaciuto leggere altro di Wayne Dyer, ma leggendo le recensioni ho notato che mentre Le nostre zone erronee era molto apprezzato invece altri libri no, perciò ho temuto una delusione. Che mi dici del libro che hai letto tu?

  5. P.S. Vi sembrerà assurdo ma solo oggi sono riuscita a capire qual è l’impostazione da cambiare per replicare singolarmente ai commenti! Perdonatemi se finora non sono riuscita a farlo: sono un’imbranata!

  6. ciao Giulietta, io ho letto diversi manuali su come tenere sotto controllo ansia e stress: durante la lettura mi sono sembrati tutti utilissimi, geniali. Una volta terminati non sono mai riuscita a mettere in pratica niente di quello che consigliano!

  7. io ho provato più volte a leggere un libro intitolato: messaggio per un’aquila che si crede un pollo, ma non sono mai riuscita a finirlo ogni volta per un motivo diverso, ma sempre perchè mi faceva salire un grandissimo nervoso, e avevo opinioni differenti rispetto all’autore. Mi incuriosisce sapere almeno una delle soluzioni del libro che hai citato per sconfiggere la timidezza e l’ansia sociale…te lo ricordi??

    • Dunque, ovviamente il libro è abbastanza complesso e quindi fortunatamente non offre soluzioni generalizzate. Per quel poco che ne capisco credo che agisca come una sorta di terapia comportamentale: ti chiede in una prima fase di individuare le situazioni che ti creano ansia, gli stati d’animo, i comportamenti che generano… Dopodiché te le fa mettere in una scala di importanza. Partendo dalle più semplici per arrivare alle più difficili ti chiede di cimentarti in delle prove e ti dà dei consigli per farlo. Il problema è che ci vuole cmq una grande forza di volontà e a mio parere un libro non è un sostegno valido come una persona che ti segue.

  8. Nel mio caso parlare di scetticismo sarebbe riduttivo.
    Credo di non potermi nemmeno dire sufficientemente obbiettivo da lasciare il beneficio del dubbio.

    • Pensavo di essere stata negativa ma tu mi batti. Ho messo un link al blog sulla bacheca di qualche gruppo di psicologia su fb, ma nessuno ha colto il mio invito. Mi sarebbe interessato il parere degli esperti.

      • Trovo che l’auto-aiuto presupponga una chiarezza di pensiero ed una forza interiore tali da non essere presenti in un individuo che senta la necessità di ricorrere ad un simile supporto.
        Ho avuto modi di leggere alcune pubblicazioni ed anche di partecipare alle presentazioni di corsi che navigavano nelle acque tumultuose dell’auto perfezionamento, li ho sempre trovati delle baggianate organizzate ad arte per spennare i pollastri di turno.
        Trovo che se vi è la reale esigenza di un supporto ed un aiuto lo si possa trovare solo attraverso il rapporto diretto con una persona, un piccolo gruppo od una struttura che abbiano le capacità e le competenze adatte.

  9. Non ho mai letto niente al riguardo. Sono molto scettico, pur non avendo preclusioni. Devo dire, invece, che alcuni romanzi, racconti o saggi che non si ponevano come “manuali” mi hanno aiutato in diverse epoche, unitamente alle amicizie, etc…Anche sulla timidezza la penso come te.

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