Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi

Vacanze pasquali! Le aspettavate con ansia? Ve ne andate da qualche parte o state a casa in compagnia di un bel libro? A dire il vero si spera che siano belle giornate e di uscire a fare qualche passeggiata o un giro in bici, ma in caso di pomeriggi uggiosi ho pensato di consigliarvi un bel classico con cui intrattenervi un po’. Lo so cosa state pensando ” va bene tutto ma un classico in vacanza no!”, solo che io paradossalmente sono una che i mattoni li legge solo in vacanza, quando ho tanto tempo a disposizione. Per intenderci, credo di aver letto Anna Karenina in spiaggia. Ho detto tutto.

Ma non vi spaventate, il libro di cui voglio parlarvi ha una fama di pesantezza del tutto immeritata. Io l’ho appena letto e l’ho adorato. Ci ho messo un mesetto, il che è un tempo lungo per il mio standard ma tenete conto che nel mezzo leggevo pure i libri per la tesi. Il libro in questione è Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Che dire? Innanzitutto, leggetelo. Se volete buttarvi su un classico questo è decisamente appetibile. Per cominciare racconta una storia vecchia, del secolo scorso ma non è un libro vecchio. Cosa rende un libro attuale? A mio parere la lingua, il modo di sentire e di raccontare le cose. Il Gattopardo narra la storia di una famiglia dell’aristocrazia siciliana, i Salina, nella fase di passaggio dal regno borbonico all’unità d’Italia. L’immagine della Sicilia, io direi del meridione in generale, è straordinaria. Ci sono riflessioni sul modo di vivere al sud che sarebbero calzanti ancora oggi. Per non parlare delle riflessioni sull’aristocrazia, in alcuni quadri sembra di vedere la nostra famigerata “casta”. Come a dire, certe cose non cambiano mai. Fabrizio Salina, l’ultimo discendente della vera dinastia del Gattopardo, è un personaggio ironico, stretto in un ruolo e in dei tempi difficili per la nobiltà, ma se la cava e riesce persino ad ispirare simpatia, almeno a me.

Sarei davvero curiosa di confrontarmi con qualcuno su questo libro. Mi è piaciuto davvero tanto. Letteratura vera come, mi duole ammettere, non ne fanno più. Che ne pensate? Scrivetemi le vostre impressioni, io questi giorni sarò fuori ma al ritorno leggerò volentieri i vostri commenti!

Vi lascio, sperando di aver suscitato la vostra curiosità, con la frase più famosa ed emblematica del libro:

“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi.”

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11 commenti

Archiviato in Recensioni

11 risposte a “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi

  1. Mi hai incuriosito… lo aggiungo in coda
    Grazie

  2. antonello

    Ho avuto la fortuna di leggerlo prima di una vacanza in sicilia ed ho potuto appurare, nella magnifica sicilia, quanto vero fosse la famosa frase di Fabrizio. In quei luoghi (Siracusa, Noto etc.) si è trasportati ipso facto nell’affascinante mondo del Gattopardo…… bellì tiemp’ e’ ‘na vot……
    antonello.

  3. grilletto salterino

    Ciao, come ti avevo detto il giorno che postai la poesia del gatto (si, era mia, in caso contrario avrei citato l’autore – felice che ti sia piaciuta) sono passata di nuovo a trovarti. Il tuo blog mi piace. Il Gattopardo l’ho letto troppo tempo fa per ricordarlo nei dettagli, però lo consiglierei vivamente, ricordo che mi era piaciuto tanto. Sai, la frase che citi alla fine, mi fa pensare a tangentopoli: sembrava avessimo cambiato tutto, tutto è rimasto com’era.

  4. letto due volte. il linguaggio con cui è scritto mi affascinò subito. Consiglio anche I Vicerè di Federico De Roberto, sullo stesso periodo storico e sulla stessa regione. Se possibile ancora più bello de Il Gattopardo anche se (ingiustamente) non così famoso. http://archivio52libri.wordpress.com/2012/01/07/martedi-28-luglio-2009-i-vicere-federico-de-roberto/
    Buone letture

  5. Libro che ho amato, ma che non ho più riletto: ora me ne hai fatto venire volgia.
    Secondo me trova in alcuni un po’ di blocchi per il fatto di esserselo visto imposto come lettura scolatica: capita, è un blocco che però vale la pena superare.
    Agirlwiththecat ha citato il film di Luchino Visconti che io ho adorato!
    Buona continuazione, ancora alcune ore di feste, dai…
    Grazia

  6. Ho fatto due tentativi, ogni volta che arrivavo al punto in cui l’omaccione piegava le posate ad “O” mi veniva un attacco di malinconia e lo mettevo da parte.
    Credo succeda a pagina cinque …

  7. Io ammetto che l’ho sempre snobbato per principio, non mi ha mai ispirato, ma se dici che ne vale la pena, me lo segno tra i prossimi 😉

  8. Mi raccomando, fammi sapere se ti è piaciuto 😉

  9. agirlwiththecat

    Io sinceramente non l’ho mai letto,avevo visto un film e anche uno sceneggiato,che poi non si sposano mai granchè con la realtà dello scrittore.Mi hai messo voglia di leggerlo,anche perchè ultimamente ho consumato libri di recente scrittura.Un saluto!

  10. Interessante la tua recensione, non avevo notato così bene il filo che tu delinei della riflessione sulla morte ma hai perfettamente ragione.
    Per quanto mi riguarda io più che un romanzo storico ne faccio un romanzo sociale e profondamente italiano, come ho detto lo consiglio a chi voglia capire meglio le radici del sud. RItrovo il mio ambiente in tante piccole cose.
    Buona Pasqua anche te!

  11. E.

    io AMO il Gattopardo… Non so bene quante volte l’ho letto. Anche io glia vevo dedicato un post, se ti va ecco qui http://statomentale.wordpress.com/2011/10/29/qualche-pensiero-su-il-gattopardo/
    Buona Pasqua a te! 🙂

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