Com’eravamo…

8 Marzo. Si dicono tante cose su questo giorno. Bisogna festeggiarlo. Non bisogna. Il femminismo è sorpassato. Le donne hanno avuto la parità. Volete la parità fate anche voi i lavori pesanti. Se c’è la parità perchè quando naufraga una nave prima donne e bambini? Mica siamo una minoranza da proteggere come i panda. Boicottiamo l’8 marzo. Le mimose ci fanno venire l’orticaria.

Insomma ce n’è per tutti i gusti. Cosa ne penso io di tutta questa diatriba sulla “festa della donna”? Che è una discussione perfettamente inutile. La questione non è l’8 marzo, con spogliarelli e mimose annesse. La questione è domandarsi come sta la donna oggi in Italia, e perchè no anche nel mondo. Che tanto per cominciare non è un problema solo femminile che si può affrontare un giorno all’anno, è un problema sociale sul quale ci sarebbe davvero tanto da dire. Per questo colgo l’occasione per inaugurare, solo simbolicamente l’8 marzo, uno spazio per le questioni femminili dibattute nei libri: saggi, romanzi, curiosità… Chiamerò questa rubrica “Siamo donne…” (oltre le gambe c’è di piùùùùùùù). Inizialmente pensavo di farla durare solo per il mese di marzo, poi ho pensato “perchè ammorbarci con questioni femminili intensivamente solo per un mese?” perciò ho deciso di farla diventare una rubrica fissa del blog.

Detto ciò, tanto per cominciare ho deciso di buttarla sul ridere. Oggi vi parlerò di Tutto per te Bambina di tale G. Fisher. Questo non è un libro, per vostra fortuna non lo troverete MAI in libreria. E menomale. È un pezzo di storia italica. Se fondassero un museo del femminismo io prontamente lo offrirei come reperto storico.

Nel lontano 1962 mia madre aveva 8 anni e qualche buontempone (non ricorda chi) le regalava questa perla della letteratura per l’infanzia.

La piccola Eva ha dieci anni e la sua giornata è un inferno. Da quando si alza a quando va a dormire questa bambina è circondata da adulti saccenti che hanno come missione educarla ad essere una perfetta baby casalinga. E una bambina perfetta, manco a dirlo, è una futura perfetta donna di casa, mission che si addice a tutto il genere femminile. Che Eva possa pensare qualcos’altro del proprio futuro non è neanche contemplato. La lista delle mansioni che le toccano come moglie e madre è molto lunga ed è bene che impari presto. In un giorno solo Eva impara: ad apparecchiare e sparecchiare, a pulire i vetri, a cucire vestiti per le bambole, a fare il letto, a cucinare le alici marinate, lo strudel e le cotolette, a lavorare a maglia, a servire il caffè, a stirare. Detta così in una sola giornata è già abbastanza. Ma non è tutto. Se volete essere una perfetta donna di casa non ve cavate certo con così poco.

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Ogni lavoro ha delle regole che vanno eseguite scrupolosamente. Giusto per rendervi conto vi riporto il brano che parla di come si fa il letto.

“Si diediero un bel daffare per rivoltare il pesante materasso. Piegarono il lenzuolo al di sotto e lo lasciarono cadere con movimento sincrono. Poi si misero ognuna al lato lungo e lo lisciarono per bene. Rimasero al medesimo posto per aggiustare il lenzuolo superiore, e ugualmente per le coperte. Nel frattempo Eva aveva legiferato: la cucitura più larga del lenzuolo deve rimanere dalla parte della testa e la più stretta verso i piedi. Quando le coltri furono sistemate aggiunse il cuscino ma prima sollevatolo tra le breccia lo battè tra le piccole palme per tentare di togliergli i nodi di lana pressata creati durante la notte.”

E avanti così per due pagine intere!

Insomma, amiche, eravamo così. Per fortuna non lo siamo più. Io la mattina tiro su alla meglio il copripiumino ed esco.

Che ne pensate? L’abbiamo fatto qualche passo in avanti?

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6 commenti

Archiviato in Curiosità, Recensioni, Siamo donne...

6 risposte a “Com’eravamo…

  1. Un’intera enciclopedia! Non posso competere 🙂 Certo come ho detto sono reperti storici: io ci scherzo su, ma rappresentano un’epoca.

  2. Il libro di tua madre mi ha ricordato l’enciclopedia della donna che troneggiava in casa di una mia zia: una dozzina di volumi sulla casalinguitudine e la madre perfetta.

    Considerato che la zia era piuttosto anziana e senza prole, le sere a cena da lei le passavo sul suo divano a sfogliare questi libroni.

    Non ne ricordo i contenuti, ma il senso era quello.

    E ora a distanza di anni vorrei tanto poterli risfogliare, come reperto di un passato comune di molte donne.

    Cosa penso della festa delle donne lo trovi sul mio post di oggi: io mi complimento con te per la bella rubrica che hai inaugurato, la seguirò con piacere.

  3. SERENA

    Molte cose sono sicuramente cambiate e migliorate, ma oggi il rischio più diffuso è quello di confondersi tra la donna emancipata e quella mercificata. La donna vista solamente come oggetto e come corpo è uno stereotipo dal quale ancora la società non riesce a liberarsi, secondo me.

  4. kureishihanif

    Le donne sono una stirpe disgraziata e infelice con tanti secoli di schiavitù sulle spalle e quello che dovono fare è difendersi dalla loro malsana abitudine di cascare nel pozzo ogni tanto, perchè un essere libero non casca quasi mai nel pozzo e non pensa così sempre a se stesso ma si occupa di tutte le cose importanti e serie che ci sono al mondo e si occupa di se stesso soltanto per sforzarsi di essere ogni giorno più libero.
    Così devo imparare a fare anch’io per la prima perchè se no certo non potrò combinare niente di serio e il mondo non andrà mai avanti bene finchè sarà così popolato d’una schiera di esseri non liberi. (Natalia Ginzburg)

  5. Mi piacciono le mimose. Il loro colore giallo dorato e luminoso è l’annuncio della primavera
    Non mi piacciono le celebrazioni che accontentano la coscienza di chi di coscienza ne ha poca.
    Mi piacciono le mimose. Il giallo dorato si accende al primo calore del sole di stagione.
    Non mi piace che si divida l’umanità in categorie.
    Mi piacciono le mimose. Spontaneamente offrono il loro profumo inebriante.
    Non mi piace che si creino delle categorie incasellate per sempre in un luogo senza sfumature.
    Mi piacciono le mimose. I fiori sono soffici, impalpabili eppure consistenti.
    Non mi piace che si voglia ricordarmi chi sono e cosa faccio un giorno all’anno.
    Mi piacciono le mimose.
    Mi piacciono tutti i fiori e i loro colori, mi piace la natura che spontaneamente offre colori e profumi da sempre e per sempre.
    Mi piace credere che l’umanità intera, pur con le sue diversità, cammini insieme in armonia
    per costruire il futuro.
    Ieri, oggi e domani.
    Love
    L

  6. ahaha da piccola mi avevano regalato una cosa simile 😄

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