L’inconfondibile tristezza della torta al limone

Una fondamentale premessa: non ho letto questo libro, non ancora perlomeno. Perciò se per caso dovessi convincervi a comprarlo non prendetevela con me se non vi piace. Prometto che quando l’avrò letto farò pervenire una recensione più veritiera e me ne assumerò tutte le responsabilità.

Perchè ve ne parlo allora, vi starete chiedendo. Per raccontarvi una storia di meravigliosa creatività e spirito editoriale che ho ascoltato in un incontro alla Feltrinelli pochi giorni fa e che mi ha molto affascinata.

La recensione la prendo pari pari dal sito della casa editrice Minimum Fax.

Alla vigilia del suo nono compleanno, la timida Rose Edelstein scopre improvvisamente di avere uno strano dono: ogni volta che mangia qualcosa, il sapore che sente è quello delle emozioni provate da chi l’ha preparato, mentre lo preparava. I dolci della pasticceria dietro casa hanno un retrogusto di rabbia, il cibo della mensa scolastica sa di noia e frustrazione; ma il peggio è che le torte preparate da sua madre, una donna allegra ed energica, acquistano prima un terrificante sapore di angoscia e disperazione, e poi di senso di colpa. Rose si troverà così costretta a confrontarsi con la vita segreta della sua famiglia apparentemente normale, e con il passare degli anni scoprirà che anche il padre e il fratello – e forse, in fondo, ciascuno di noi – hanno doni misteriosi con cui affrontare il mondo. 
Mescolando il realismo psicologico e la fiaba, la scrittura sensuale di Aimee Bender torna a regalarci una storia appassionante sulle sfide che ogni giorno ci pone il rapporto con le persone che amiamo.”

Ma la storia che voglio raccontarvi io è un’altra. La conoscevate Aimee Bender? Io no, e se mi hanno parlato di lei è stato per l’iniziativa incredibilmente creativa di Patrizio Zurru, un libraio cagliaritano che si è innamorato di questo libro e si è inventato una genialata per sponsorizzarlo. Pare che questo ingegnoso libraio abbia deciso di mettere la moglie ai fornelli e di farle sfornare una montagna di tortine al limone. Dopodichè ha organizzato un incontro nella sua libreria e ha servito le fette di torta sulle pagine del libro della Bender: un assaggio di dolce e un assaggio di lettura. Un genio. Pare che in pochi giorni abbia venduto più copie di questo libro di quante non se ne siano vendute in tutta la Sardegna.

Vi sarebbe piaciuta come presentazione di un libro? Spesso, lo ammetto, le presentazioni dei libri mi annoiano a morte. Ne ho seguite tante per il giornale online per cui scrivo e devo ammettere che il più delle volte il presentatore ruba tutto il tempo all’autore, si fanno domande banali, si arriva a pensare che sarebbe stato meglio starsene a casa a leggere il libro in santa pace piuttosto che sciropparsi tutte quelle chiacchiere.

Io personalmente avrei adorato qualcuno che mi parlasse di un libro offrendomi una torta al limone. O qualsiasi altra esperienza interessante che possa essere legata ad un libro. Perchè gli appassionati della lettura dovrebbero volersi barricare in libreria quando magari fuori c’è il sole? Non trovate che siano luoghi comuni quelli che ci vogliono noiosi estimatori di locali buii e polverosi? Il mercato editoriale potrebbe essere un pochino più creativo credo.

Detto ciò, io questo libro lo comprerò e spero tanto che contenga anche la ricetta della famigerata torta al limone, chè io non la so fare e mi è proprio venuta voglia.

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7 commenti

Archiviato in Libri da mangiare

7 risposte a “L’inconfondibile tristezza della torta al limone

  1. Laura Mussolin

    Questo libro è nella mia lista dei libri da comprare! 😀 Sarò curiosa di sapere il tuo parere su entrambi i libri quando e se li leggerai! (sappiamo entrambe quanto difficile sia trovare il tempo, sigh) Se vuoi nel mio blog trovi una recensione di “un segno invisibile e mio” fresco fresco! 😉
    Ti lascio il link: http://lontanidalmondo.wordpress.com/

    • Ti dico la verità: ho appena letto L’inconfonidibile tristezza dellla torta al limone e non mi è piaciuto affatto. Ho trovato la prima parte del libro molto bella, la seconda disastrosa. Diciamo che a un certo punto vira un po’ troppo sul fantascientifico/paranormalee che non è affatto il mio genere.

  2. …ma è un’idea fantastica!!Devo dire che anche il libro mi affascina olto…mi hai convinta, lo leggerò!!

  3. Se pubblicherai un libro parteciperò sen’altro alla sua presentazione: le tue idee sono bellissime e so che realizzereti una serata fantastica 🙂

    Buon pomeriggio
    Grazia

  4. la trovata della torta servita sulle pagine è bellissima! ti consiglio anche “Un segno invisibile e mio” della Bender, è davvero un grande piccolo libro.

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