Un libro e una tazza di tè

“Lo scrittore che non parla mai di mangiare, di appetito, di fame, di cibo, di cuochi, di pranzi mi ispira diffidenza, come se mancasse di qualcosa di essenziale.” Aldo Buzzi

Girovagando su internet in cerca di opinioni sul rapporto tra cucina e letteratura mi sono imbattuta in questa citazione. Mi frullava in testa da un pò l’idea di inaugurare una rubrica nel mio blog dedicata ai cibi della letteratura perchè come scrivono gli autori di un Sillabario goloso, in recente uscita per Mondadori, il cibo è fra gli argomenti più frequentati nella letteratura di ogni tempo, anzi, non esiste romanzo senza qualcuno che, prima o poi, mangi o beva qualcosa. E dal momento che a me mangiare piace almeno quanto leggere (passioni deleterie, non potevo amare la moda e il fitness?), ho pensato di inaugurare per il mio blog la rubrica “Libri da amare, libri da mangiare”.

Non temete, non voglio fare la Benedetta Parodi della situazione. Mi diletto a cucinare ma non sono un genio dei fornelli. È solo che a volte capita di entrare in un libro a tal punto da sentirne gli odori e i sapori e di ritrovarsi a desiderare terribilmente di sedere alla tavola dei personaggi per poter gustare le stesse pietanze.

Ditemi, ad esempio, se leggendo L’eleganza del riccio di Muriel Barbery, a voi non è venuta voglia di sedervi a prendere un tè con Reneè e Manuela e di sgranocchiare pasticcini dai nomi misteriosi accuratamente impacchettati. Un rituale di intensa raffinatezza. Così Reneè, l’irresistibile portinaia al numero 7 di Rue Grenelle, descrive il suo tè pomeridiano con Manuela, domestica nelle case dei ricchi. “Che cos’è un’aristocratica? – si chiede Reneè– È una donna che, sebbene circondata dalla volgarità, non ne viene sfiorata […] Ma per cogliere tutta la grazia che alberga in quella donna bisogna aver visto come Manuela mi offre i frutti della sue creazioni pasticcere, quasi fossi una regina. Quando appare Manuela, la mia guardiola si trasforma in palazzo e il nostro sgranocchiare da paria in festini da sovrani. Come il cantastorie trasforma la vita in un fiume cangiante che inghiotte il dolore e la noia, così Manuela tramuta la nostra esistenza in una calorosa e allegra epopea.”

Il rituale del tè, quel puntuale rinnovarsi degli stessi gesti e della stessa degustazione, quell’accesso a sensazioni semplici, autentiche e raffinate, quella libertà concessa a tuti, a poco prezzo, di diventare aristocratici del gusto, perchè il tè è la bevanda dei ricchi così come dei poveri, il rituale del tè, quindi, ha la straordinaria virtù di aprire una breccia di serena armonia nell’assurdità delle nostre vite. Sì, l’universo tende segretamente alla vacuità, le anime perdute rimpiangono la bellezza, l’insensatezza ci accerchia. Allora beviamo una tazza di tè. Scende il silenzio, fuori di ode il vento che soffia, le foglie autunnali stormiscono e volano via, il gatto dorme in una calda luce. E, a ogni sorso, il tempo si sublima.”

Un bellissimo libro, leggetelo sorseggiando una tazza del vostro tè preferito.

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14 commenti

Archiviato in Libri da mangiare

14 risposte a “Un libro e una tazza di tè

  1. chicchina

    Il post è di qualche anno fa ma l’occasione è davvero “golosa”.Condiviso il giudizio sul romanzo,e non solo ovviamente per l’aspetto ‘culinario’.Ho una predilezione per i libri che uniscono letteratura e cucina-cultura letteraria e gusto.
    Mi era piaciuto: Zenzero e nuvole-di Simone Perotti,ma anche
    Piombino a tavola-racconti e ricette,di Gordiano Lupi, e poi .
    Ti mangio con gli occhi di Ferdinando Scianna,corredato dalla sua arte fotografica.Ultimo nel tempo:Ricette immorali, di Manuel Montalban .

  2. Pingback: Perché l’Italia perde peso (e guarda Masterchef) | Le librerie invisibili

  3. Ho uno scaffale intero di libri di letteratura golosa, di cibo, della convivialita` o anche semplicemente libri dove la storia scorre accompagnata da una tazza di te` o caffe` sono le mie letture preferite e sono assolutamente d`accordo con Buzzi (mica per niente c’ho fatto un club). Il gusto fa parte della mia formazione ed educazione, mi viene semplicemente naturale accostarlo a tutti gli altri miei interessi.
    Il riccio e` stato per me una lettura bellissima e rasserenante. Credo che sia tutto merito della penna di questa scrittrice finissima.e per questo ti consiglio il suo libro precedente che e` stato recentemente rimesso in circolo con un altro titolo “Estasi culinarie” (edizioni e/o) ma che io lessi quando era ancora sconosciuto ai piu` e si chiamava “Una golosita`” (Garzanti).
    Ogni tanto sbircio piu` a fondo nel tuo blog. Come oggi. E trovo sempre cose interessanti.
    ciao Scake

  4. molto bello il blog 🙂 ho “sfogliato” volentieri alcune “pagine”, ma tornero’ per leggerle con calma!
    Anto

  5. Sei la seconda persona in pochi giorni che mi nomina questo libro, lo cercherò in libreria!

  6. il connubio perfetto io l’ho trovato leggendo “Como agua para chocolate” di Laura Esquivel…ottima citazione 🙂

  7. ti tingrazio! Torna a trovarmi 🙂

  8. Ciao dolceofelia, ti ringrazio per i complimenti sul blog e ti consiglio vivamente di leggere il libro. Intanto non tutto nel film corrisponde esattamente alla storia del libro quindi sicuramente non sarebbe una lettura scontata e poi la scrittura della Barbery merita davvero! A presto 🙂

  9. dolceofelia

    caspita, questo blog mi piace molto…un’ idea originale, davvero! L’ eleganza del riccio deve essere un bellissimo libro, lo avevo iniziato a leggere, ma poi mi sono fatta prendere dalla curiosità e mi sono fiondata sul film, bello -molto bello, in effetti anche guardando il film ti assale quella voglia improvvisa di andare da Renee per sorseggiare un buon thè. come non posso non essere daccordo con la citazione di Buzzi? Infondo noi siamo quello che mangiamo, lo diceva Feuerbach ed io mi fido.

  10. Bellissimo libro,anche a me è piaciuto tantissimo! e complimenti per il blog!:))

  11. letto tempo fa in viaggio, davvero intenso

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