Scappare in un…Giro di vento?

Dopo un pomeriggio di studio forsennato, abbastanza stufa della mia esistenza ripetitiva, stasera gironzolavo su internet. Vi capita mai di inserire una parola a caso su Google, che magari descrive il vostro stato d’animo del momento, e scoprire un mondo di risultati inaspettati? Io, visto il mio umore attuale, ho inserito SCAPPARE e ho scoperto che questo mio desiderio è molto condiviso nella comunità virtuale. C’è chi vuole scappare dall’Italia che non dà più speranze; chi vuole scappare di casa; chi vuole scappare dalla sua vita, dal lavoro, dalla moglie (più frequentemente che dal marito!), chi vuole scappare dalla civiltà e rifugiarsi nella natura.

Devo dire che al momento questa è la fuga che mi sarebbe più congeniale. Ed è anche la fuga dei protagonisti di Giro di vento di Andrea de Carlo. Per molti versi Giro di vento ricorda Due di due (che è senza ombra di dubbio uno dei miei libri preferiti): ma lì la fuga dalla civiltà era ricercata e affrontata dal protagonista in tutte le sue durezze, qui invece ha il senso di “un weekend postmoderno”, un’evasione dalla realtà che diventa prima un incubo e poi una rivelazione.

Un gruppo di cittadini, due uomini e due donne,  professionisti di successo, partono da Milano per l’Umbria (ed è curioso che in Due di due il percorso del protagonista sia esattamente lo stesso, ci dice qualcosa sull’ossessione di De Carlo per il tema) per visitare alcune case di campagna che vogliono acquistare. Si perdono in un bosco e la loro macchina finisce in un fosso. Vagando nel buio scoprono le luci di una casa abitata. Qui vengono accolti e ospitati per la notte, ma i loro padroni di casa sono i superstiti di una comunità molto particolare che ha tagliato i ponti col mondo, che vive nella completa indipendenza, anche materiale, dalla civiltà. Ma non è tutto: i “selvaggi”, curiosamente, occupano abusivamente la casa che i milanesi vorrebbero acquistare. La convivenza forzata, gli interessi da difendere da entrambe le parti e una serie di incidenti che impediscono ai cittadini di ripartire aprono le ostilità, incrinando le convinzioni da una parte e l’altra delle barricate.

“Alessio Cingaro si appoggia ai suoi due bastoni a forcella fatti in casa: già non gli sembrano più molto adeguati a questo scenario semiurbano, con tutto il resto del mondo occidentale contemporaneo in avvicinamento rapido.”

E voi? Vorreste scappare da qualcosa? Dove vi rifugereste?

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1 Commento

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Una risposta a “Scappare in un…Giro di vento?

  1. Come il protagonista di Due di Due, cercherei riparo nella campagna umbra, in una di due case gemelle: l’altra la lascerei ad una amica, perchè è lei che possiede la metà della mia anima.

    Il libro di cui ci parli qui mi ha tenuto compagnia la primavera scorsa, e sì, quasi un anno fa: mi aveva colpito per la spietatezza dei profili dei personaggi cittadini, per lo spirito selvaggio di quelli abusivi. E di entrambi mi è rimasta addosso la stessa sensazione di estremismo nelle scelte di vita, inconciliabili ed incomprensibili.

    E’ stato un poiacere incrociarti, spero di poter trovare un confronto sui temi che ci interessano entrambe.

    Passa a trovarmi.

    Grazia

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