“Solo l’amore con la sua scienza ci rende così innocenti.” Violetta Parra

C’è stato un periodo, qualche anno fa, nel quale sono stata letteralmente rapita dalla letteratura sudamericana e tra i suoi autori in particolare da Isabel Allende. Oggi la mia passione per la Allende si è un po’ spenta. Da una parte credo che le prime opere siano spesso le più significative nella carriera di un autore e nel caso della Allende devo ammettere che secondo me ha perso la sua ispirazione  tempo fa e che continui a scrivere più per un discorso commerciale vista la rapidità con cui sforna i suoi libri. Dall’altra credo che la ripetitività con la quale parli della sua famiglia, e l’aver reso metà della sua produzione una saga familiare degli Allende possa stufare il lettore più incallito.

Il bello di D’amore e ombra credo sia proprio questo: l’aver conciliato il racconto di una storia d’amore e di una vicenda politica con quanto di più autobiografico ci sia, la fine di Salvador Allende e il golpe di Pinochet. Isabel Allende non è, come molti credono la figlia dell’ex presidente cileno, ma di un suo cugino molto meno nobile che l’ha abbandonata in tenera età. Ma la figura di Salvador per Isabel è stata sempre di riferimento, come quella di uno zio potremmo dire, e il fatto di essergli imparentata ha determinato anche per lei la necessità dell’esilio.

Irene Beltran e Francisco Real sono due personaggi di estrazione sociale diversa, una giornalista e un fotografo, destinati a incrociare le loro strade alla ricerca di Evangelina Ranquileo, una bambina con facoltà medianiche che è scomparsa, sequestrata dalla polizia. Le tracce di Evangelina portano i due giovani nei luoghi della dittatura: le carceri, i campi di concentramento, una realtà della quale Irene, cresciuta nel mondo edulcorato della borghesia benestante, non ha idea e nella quale Francisco la guida. L’amore tra i due protagonisti cresce allo stesso ritmo della zona d’ombra del regime che pian piano li avvolge e alla quale potranno sfuggire solo seguendo lo stesso destino di esuli dell’autrice della loro storia.

“E, negli anni successivi, quella parola avrebbe costellato i loro destini: ritorneremo, ritorneremo…”

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1 Commento

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Una risposta a ““Solo l’amore con la sua scienza ci rende così innocenti.” Violetta Parra

  1. Isabel Allende è una scrittrice che sa trasportati, incatenerati e farti sua. Ho amato ogni suo libro, ogni suo personaggio. Le sue donne si muovono con fermezza e dolcezza in un mondo sospeso tra l’ onirico ed il terrestre.
    Cambiano, mutano, senza mai però perdere lo status fondamentale, quello umano.
    Non so se l’ Allende descrive ciò che ella è o che vorrebbe essere nelle sue protagoniste. So, però, che rende perfettamente giustizia alle donne, con la loro voglia di libertà, di giustizia, di amore e di passione.

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