E voi? Di che libreria siete?

L’ispirazione di questo post nasce dall’esame di Letterature comparate, che devo dare a giorni. Tra gli autori trattati nel corso delle lezioni, dedicate al tema delle rovine da Petrarca a Freud, sono stata colpita dalla figura di Renato Serra. Poco conosciuto, poco studiato, poco nominato nelle antologie letterarie, Serra è un intellettuale dal profilo molto particolare. Nasce nel 1884 a Cesena, muore a soli  31 anni durante la Prima Guerra Mondiale.

Non so se avete mai sentito parlare di Simone Weil, una filosofa tedesca. Visse e morì, anche lei giovane, pochi anni dopo Renato Serra. Perchè la nomino? Perchè Simone Weil e Renato Serra hanno in comune un tratto profondo nella loro ricerca filosofica e letteraria. È il dato dell’esperienza, dell’identificazione, estrema in quegli anni, nella vita degli oppressi. E così entrambi non si sottraggono alle prove del tempo. Eppure potrebbero: lei, appartenente ad una ricca famiglia borghese si uccide con il lavoro in fabbrica e  sottoponendosi alle stesse privazioni dei soldati; lui va in guerra da tenente, potrebbe stare nelle retrovie ma non gli sembra giusto mandare avanti i soldati. Così non lo fa, e perde la vita lasciandoci le sue riflessioni sulla guerra e sul ruolo della cultura nell”‘Esame di coscienza di un letterato”.

Il brano che invece oggi voglio condividere è scritto in un periodo di serenità nella vita di Serra, negli anni in cui lavorava come critico letterario. È una descrizione, che io trovo bellissima, della sua libreria. Una libreria chiaramente di inizio secolo, i nostri scaffali oggi sono diversamente popolati, eppure mi ha fatto pensare come sarebbe bello avere a disposizione una descrizione come quella di Serra per ogni autore abbiamo amato, ma anche per ogni persona che conosciamo o che vorremmo conoscere meglio. Perchè la nostra libreria dice qualcosa di noi, io considero la mia un prolungamento del mio corpo.

“Sebbene, anche in ciò era qualche grazia, e ne resta qualche malinconia. Io parlo per quelli che intorno alle pareti della loro stanza hanno degli scaffali popolati da una folla di volumi vetusta e diversa dove i testi scolastici e l’Ariosto e il Guicciardini vecchi di casa si trovano accanto alla serie azzurrognola, alquanto sbiadita e gualcita, delle edizioni Sonzogno, qualche volume arancione dei classici italiani di Milano 1802 si appoggia mezzo sciancato a certe edizioni legate duramente in verde e nero del Lloyd di Trieste 1852, e par che domini con la sua mole grossa e bonaria una fila di piccoli tomi dalla copertina oscura che sa di seminario o di Venezia del ‘700; più in là un’aldina, con dorso di pergamena rifilata e lucente, non disdegna, per sua cortesia, la vicinanza di certe traditrici edizioni napoletane vanamente corrette, a penna e tutte gonfie di quinterni scuciti e scomposti; i volumetti del rosso Diamante brillano un pò troppo piccini fra gli elzeviri consunti di venticinque anni fa; e nell’ultimo ordine una serie di Danti e di Petrarca, di molte età e di molti formati, tomo scompagnati, quaderni stazzonati dall’abitudine di portarli in tasca, una edizione che contentò per un pezzo sbattuta fastidiosamente dietro la fila e un’altra, che per sè non val meglio ma oggi piace, posata di traverso al di sopra, ci rappresenta con varietà pittoresca il desiderio ancora irresoluto del testo definitivo e gli ondeggiamenti insieme e le mutazioni del nostro studio e del gusto.”

E voi? Di che libreria siete? Di quella che ha conosciuto solo i libri di scuola e menomale che è finita? Di quella che è piena di libri mai letti regalati da vostra madre con la speranza che vi appassionaste alla lettura? Di quella che ho letto solo piccoli brividi a 10 anni? Di quella che legge solo romanzi d’amore e serie harmony? Di quella che ama i bestseller stile Codice da Vinci o Tre metri sopra il cielo ma se ne vergogna a morte? Di quella che legge solo saggi impegnati perchè la lettura deve pur insegnare qualcosa? Raccontatemi le vostre librerie, in poche righe, in una battuta, perchè le nostre librerie dicono qualcosa di noi.

Annunci

10 commenti

Archiviato in Curiosità

10 risposte a “E voi? Di che libreria siete?

  1. Le mie librerie sono 4 e mezzo: una per i classici, una per i contemporanei, una per l’arte, la fotografia, la storia, la filosofia, la pedagogia, la psicologia, la scrittura, etutto quello che è saggio/manuale/catalogo; e la quarta, quella più piccola, per i libri appena acquistati, appena prestati, appena barattati, appena regalati, ancora da leggere e da capire. La mezza è rappresentata da due mensolacce con i libri di cucina.
    Sì, sono piena di libri!

  2. Massimo

    Ciao e complimenti per questo tuo blog (a cui sono arrivato tramite un forum di letteratura). Il confronto è sempre arricchente. Io non so se ho un tipo di libreria particolare, so solo che non ho generi che amo di più o di meno (a parte la letteratura cosiddetta “rosa” che non riesco proprio a leggere, ma questo è un mio limite); leggo un pò di tutto sia per piacere che per dovere (in quest’ultimo caso è per l’aggiornamento culturale e professionale essendo psicoterapeuta). Un’ ultima cosa che però, sicuramente, mi caratterizza è che vado a periodi di generi letterari: adesso è il periodo “poesia”, fino a poco tempo fa era quello dei “gialli hard-boiled”, e così via…In ogni caso, buona lettura a tutti!!!

  3. Micaela

    La mia libreria e’ piena di libri DIVERSI!! Chi la vede non riesce a capire quale sia il mio genere preferito cosi’ che diventa difficile farmi regali di questo genere!comunque non ho scritto per raccontarti di questo ma per farti i complimenti per il blog!! se continuerai , io ti seguiro’!

  4. grazie a tutti per le vostre risposte! Ora so qualcosa di più di ognuno di voi, e so qualcosa anche su qualcuno che non conosco 🙂
    Se dovessi descrivere la mia libreria direi prima di tutto che è SPARSA in ogni meandro della casa, infatti quando cerco un libro raramente lo trovo. Nel suo casino rifugge da ogni logica e categorizzazione. È piuttosto strano che sia così, e lo devo più che altro alla pigrizia visto che quando entro in una libreria quello che mi irrita più di tutto è che l’ordine dei libri possa essere casuale. A casa mia regni il casino, ma in un negozio voglio l’ordine assoluto!

  5. Felicita

    la mia è sopratutto fatta di libri di saggistica… Ma non è solo questo ci sono anche cataloghi , monografie, classici, dizionari che si sono aggiunti in pochi anni al primo nucleo di libri… ed è tutta colorata! Quando li guardo posso vedere come sia cambiata nel corso di questi anni e mi accorgo che sono una parte integrate e fondamentale che caratterizza la mia stanza. Sono pieni di ricordi e di aspettative che ho e che ho avuto in questi pochi anni della mia vita. Di questi un buon 80% aspetta di essere letto per intero dato che alcuni li inizio e non li finisco oppure li consulto soltanto! …. arriverà anche il loro turno, per il momento mi fissano e se potessero parlare sicuramente mi direbbero : lasciaci fermi al nostro posto e spolveraci più spesso!

  6. SERENA

    La definizione giusta per la mia libreria è caos cosmico!
    Pur essendo confusa e varia, parla in modo chiaro dei miei gusti e dei momenti importanti della mia vita, attraverso i libri che hanno accompagnato la mia infanzia, quelli dopo i quali la mia vita è cambiata e i libri che ancora attendono con pazienza di essere letti!

  7. Trovando per caso non riesco a resistere alla tentazione di risponderti, nonostante non ci conosciamo 😉
    La mia libreria è di quelle zeppe di libri, di tutti i tipi, che ho amato e odiato, che ho letto mille volte o che a stento li ho finiti, di libri famosi e libri sconosciuti, di libri che mi hanno regalato e di libri che ho scelto io… ma è piena di tante storie ed è così come piace a me 🙂

  8. La mia è piena di libri di ogni genere, di scuola anche, ma soprattutto di libri letti per piacere. Non ci sono libri in stile 3 metri sopra il cielo però 😛
    Prediligo i libri di viaggio perché rispecchiano una delle mie passioni.

  9. Gianni

    Sento sempre il richiamo…di Jack London

  10. Claudio

    Io andrei sulla prima opzione, ossia “Di quella che ha conosciuto solo i libri di scuola e menomale che è finita”, anche se i libri non li ho mai aperti 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...