La gatta

Un anno fa di questi tempi ero alle prese con l’esame di letteratura francese. Una cosa bella della mia facoltà è che gli esami ti possono dare spunti interessanti per le letture e soprattutto indirizzarti verso territori che difficilmente avresti esplorato da sola. Per esempio, della letteratura francese è a tutti più noto l’800 di Flaubert, Balzac, Stendhal, mentre sono sottovalutati (o quanto meno poco esplorati) gli apporti del primo ‘900. Un nome su tutti Colette.

Gabrielle Sidonie Colette fu una donna eclettica, dai molteplici talenti. Oltre che scrittrice, per un periodo che copre i primi 40 anni del secolo, fu attrice e sceneggiatrice di spettacoli musicali, critico teatrale, giornalista, creatrice di una linea cosmetica. Ebbe tre mariti e un amante più giovane di lei di trent’anni, più volte fu al centro di scandali per le sue disinibite relazioni sentimentali con alcune personalità mondane, di ambo i sessi, della società francese.

Di Colette è piuttosto noto il ciclo di Claudine, che appartiene ai primi anni della sua carriera letteraria, mentre io vorrei parlarvi di un’opera della maturità: La chatte (La gatta). Il perno attorno al quale ruota tutto il romanzo sono i giochi di potere all’interno di una coppia. Alain e Camille sono due giovani sposi alle prese con gli attriti della convivenza tra caratteri, ma soprattutto tra estrazione sociale e concezione della vita  diverse. Chi sembra aver ragione in realtà ha torto, nulla è come appare. È necessario premettere che gli uomini in Colette non fano mai una parte da leoni. Nella coppia impersonano la parte del regresso, non fanno mai funzionare le cose. E le donne sono donne alla Colette: forti, indipendenti, non le mandano a dire.

In tutto questo, che già basterebbe per costruire un romanzo interessante, un altro personaggio magistrale: la gatta. Solo un gattaro come me potrebbe apprezzare compiutamente l’amore di Colette per i gatti, amore che si esprime nella conoscenza minuziosa di ogni gesto dei felini, di ogni sottefugio con cui la gatta inconsapevolmente (oppure no?) mette il suo zampino per complicare la storia.

La Gatta era edito da Sellerio, ma purtroppo non è più in commercio. Per chi lo volesse leggere lo si può scaricare da internet.

“Infatti, mentre Saha, in guardia, seguiva umanamente la partenza di Camille, Alain semisdraiato giocava – la mano agile e incavata a zampa – coi primi marroni d’agosto, verdi ed irti.”

Advertisements

Lascia un commento

Archiviato in Recensioni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...