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Letture cioccolatose

“Prepariamo i delicati cioccolatini al liquore, i ciuffetti di petali di rose ricoperti di zucchero, monete avvolte nella carta dorata, i cremini alla violetta, le ciliegie di cioccolato e i rotoli alla mandorla in gruppi di cinquanta alla volta, posandoli su teglie unte per farli raffreddare. Uova vuote e figure di animali vengono accuratamente aperte a metà e riempite con quelli. Nidi di caramello filato con un uova dal guscio di zucchero solido, ciascuna cun in cima una grassa e trionfante chioccia di cioccolato; conigli variegati carichi di mandorle dorate sono diritti in fila, pronti per essere incartati e inscatolati; creature di marzapane marciano lungo gli scaffali. L’odore di essenza di vaniglia, di cognac e di mela caramellata e di cioccolato amaro riempie la casa.”

Sono i preparativi per la domenica di Pasqua alla Celeste Praline, la cioccolateria di Vianne Rocher protagonista di Chocolat di Joanne Harris. Non so voi, ma a me è già salita la glicemia a mille e sto per uscire a svaligiare una pasticceria. Sia il libro che il film per i cioccolatomani come me sono un delirio per i sensi. Ti sembra di sentirlo, l’odore del cioccolato. Quanto al sapore hai subito crisi di astinenza e cerchi speranzosa qualcosa per colmarle. Al di là del contenuto cioccolatoso vi segnalo il libro, anche se avete già visto il film, perchè è la storia di una battaglia: da un lato la Celeste Praline che rappresenta ironicamente le forme del Male ricoperte di cioccolato e dall’altro le forme aride e insapori di Reynaud e della morale più bigotta. Il libro a differenza del film ha molto meno incanto (e infatti gli manca Johnny Depp!), è più duro e più vero. Non ci sono conciliazioni possibili, una parte vince sull’altra (la nostra parte preferita fortunatamente!).

Io per riprendermi dalla devastante lettura cioccolatosa mi pappo il mio regalo (uno dei miei regali) di San Valentino: l’orsetto cioccolatoso!

Vi lascio con le ultime righe di Chocolat:

“V’la l’bon vent, v’là l’joli vent,

V’la l’bon vent, ma mie m’appelle…

Sperando che questa volta rimanga una ninna-nanna. Che questa volta il vento non senta. Che questa volta… per piacere, solo questa… se ne vada senza di noi.”

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