Gabriella garofano e cannella

A volte, più che di un mondo nuovo, c’è bisogno di occhi nuovi per guardare il mondo.

Non so bene di chi sia questa frase, qualcuno la attribuisce a Baglioni, ma ha poca importanza. So però che io le sono debitrice. Ieri sera, in pieno attacco d’ansia, generato dalla pessima combinazione di questi giorni tra l’ultimo esame e la consegna della tesi, mi sono chiesta quanti problemi sparirebbero dalla mia vita, e dalla mia mente, se solo fossero ridimensionati. Non escludo ovviamente che ci siano situazioni nient’affatto ridimensionabili, ma credo tutto sommato che la maggior parte dei problemi che ogni giorno sembrano assillarci potrebbero risolversi in una bolla di sapone se solo imparassimo a guardarli in maniera differente. Non voglio fare filosofia, perciò vi pongo qualche esempio dei fantomatici problemi che spesso (ahimè) angustiano la mia esistenza: la fine delle vacanze, il lunedì, gli amici lontani, i chili di troppo, il maltempo, il freddo, l’insonnia, il mal di testa… Non sono forse tutti problemi ridimensionabili questi?

Alla ricerca di un personaggio letterario che mi portasse una ventata di ottimismo ho pensato a Gabriella di Jorge Amado. Gabriella garofano e cannella è un bellissimo romanzo che Jorge Amado ha scritto nel 1958. Il romanzo intreccia tra loro tante storie e personaggi unici, ma soprattutto la lotta politica per il rinnovamento nella terra dei fazeinderos ( i produttori di cacao brasiliani) e la storia d’amore tra Gabriella, una mulatta proveniente dal deserto, e l’arabo Nacìb, proprietario del bar Vesuvio.  La prima cosa che trovo stupefacente in questo libro è la capacità dell’autore di raccontare, senza riserve, cosa significa vivere nella terra delle piantagioni, un far west senza regole nè leggi, operazione nient’affatto scontata se si pensa che Amado non era un intellettuale distaccato da quella realtà, ma era egli stesso figlio di un fazendeiro.

Ma parliamo di Gabriella. E’ il personaggio che tutti dovrebbero conoscere in un momento no e al quale ripensare appunto per ridimensionare i problemi. Gabriella è una donna povera, ha attraversato il deserto per sfuggire la fame ed è rimasta sola al mondo. Ma Gabriella ama la vita, la ama perchè c’è il sole, perchè gli uccelli cantano, perchè un gatto le fa le fusa, perchè si può ballare e cantare e girare scalzi senza curarsi del proprio aspetto. E’ una donna libera e questo fa la sua felicità. “Certi fiori di campo appassiscono quando li metti in un vaso” sentenzia un personaggio della storia, ed è quello che a Gabriella accade quando le convenzioni sociali cercano di imbrigliare la sua libertà. Come va a finire non ve lo dico, dovete leggerlo per forza.

E voi? Quali sono i piccoli problemi quotidiani che vi angustiano? E come ritrovate l’ottimismo? C’è un libro, un personaggio, ma anche un film o una canzone a cui pensate per tirarvi su?

Buon rientro.

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9 commenti

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9 risposte a “Gabriella garofano e cannella

  1. L’unico libro che a casa ho di Amado è questo! Amo molto questo genere di romanzi, provenienti dalla letteratura sudafricana: i loro personaggi sono molto suggestivi. Pensi che io abbia acquistato bene?

  2. Pingback: Book Therapy | Le librerie invisibili

  3. katy

    Aihmè…gli stessi tuoi…i chili di troppo, l’estate che sta finendo, il freddo che avanza…la maggior parte come i tuoi problemi ridimensionabili e quindi ho deciso di seguire il tuo consiglio e leggere questo libro. Magari, anche se ce ne sono alcuni di problemi che purtroppo non rientrano nella categoria sopra citata, mi aiuterà ad affrontarli con maggiore ottimismo!!!

  4. Mi hai incuriosito, lo prenderò in biblioteca *-*

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